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La tua opinione: “probabili cause degli allagamenti a Capo d’Orlando per un evento estremo”

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Pubblichiamo l’opinione di Salvatore Granata, di Legambiente Nebrodi che esprime il proprio parere sulle possibili cause che hanno determinato numerosi allagamenti la scorsa settimana a Capo d’Orlando, premettendo che l’evento va considerato come estremo vista l’incredibile mole di acqua piovuta in soltanto un’ora.

Ricordiamo ai nostri lettori che tutti possono esprimere la “propria opinione” su 98zero.com, l’importante è attenersi al regolamento che trovate cliccando qui

“Quello dell’altra sera è stato un evento estremo se misurato con i parametri del passato, ma in futuro potrebbe diventare “normale” a causa dei mutamenti climatici.

Questa prospettiva impone misure di adattamento che comprendono interventi di mitigazione del rischio idrogeologico (ripristino e manutenzione dei corsi d’acqua, efficienza delle reti di smaltimento) e, soprattutto, un nuovo modello di pianificazione urbanistica che eviti drasticamente l’ulteriore consumo ed impermeabilizzazione del suolo.

In questi anni sono stati adottati, e presentati come opportunità di sviluppo economico, piani esecutivi e progetti di urbanizzazione e di utilizzazione edilizia dei suoli agricoli:

alcuni d’iniziativa privata, come ad esempio l’insediamento turistico previsto a tra la spiaggia ed il Torrente S. Carrà, altri di iniziativa comunale, come il piano esecutivo della zona AS1 che prevede l’espansione della Città nella piana tra Gambitta Conforto e Via Torrente Forno e quello della zona turistica nella fascia costiera limitrofa alla località Pissi.  Al contempo, sono state realizzate opere pubbliche come il nuovo campo di calcio di Pissi e la relativa strada di accesso che hanno impermeabilizzato vaste estensioni di suolo senza peraltro eseguire contestualmente i necessari interventi di smaltimento delle acque piovane.

Prendere atto di nuovi scenari di rischio idrogeologico comporta una necessaria riflessione sulle prescrizioni esecutive in fase di Valutazione Ambientale Strategica (la VAS serve proprio a valutarne la sostenibilità e le possibili alternative) ed un serio piano di interventi mitigazione del rischio pensato, articolato e realizzato in modo trasparente e partecipato, nel rispetto delle procedure.

Un problema così serio e drammatico non può essere affrontato con la logica delle tifoserie né all’insegna dell’improvvisazione”.

Salvatore Granata – Legambiente Nebrodi

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