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S. Agata M.llo: consiglio infuocato su pianta organica

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Che la seduta dell’ultimo consiglio comunale sarebbe stata ricca di scontri tra maggioranza, minoranza e giunta comunale era stato già abbondantemente previsto e preventivato. Il “quibus” della contestazione non poteva non essere l’ormai  imminente avvio del processo di riorganizzazione della pianta organica con una migliore distribuzione di aree e servizi e, soprattutto, la rideterminazione degli incarichi ai dirigenti.

Lo scontro in aula è quindi arrivato puntualmente. Alla proposta di deliberazione  della maggioranza per modificare i criteri di attribuzione degli incarichi dirigenziali, privilegiando curriculum ed esperienza dei funzionari, anziché un mero incarico di fiducia, la minoranza si è opposta, cercando  di dimostrare l’irregolarità della convocazione della seduta stessa del consiglio, circostanza poi chiarita sia dal presidente del consiglio che dal segretario comunale stesso. Si è passato, quindi, ad inquadrare  i contenuti della delibera e alcuni consiglieri, in testa Maniaci, hanno deciso di manifestare la propria contrarietà, con pesanti requisitorie, mentre Marchese, e Donato,  hanno rivendicato l’autonomia del sindaco sulle nomine, ritenendo la proposta come una limitazione delle prerogative del primo cittadino a scegliere i dirigenti.

“Ormai da tempo siamo costretti ad assistere a comportamenti, dichiarazioni, interventi in sede pubblica ed istituzionale oltre che in altre e diverse sedi, persino attraverso l’utilizzo dei social network quando non con dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente del Consiglio che denotano assoluta mancanza di equilibrio, di equidistanza, di neutralità” scrive in un documento il vice capogruppo del Pd MARCO DONATO LEMMA . “Signor Presidente, all’atto della sua nomina, il nostro Gruppo si era augurato e Le aveva augurato un percorso virtuoso di una importante esperienza istituzionale, in considerazione della assoluta importanza e rilevanza del ruolo che Lei si accingeva a ricoprire. Abbiamo sperato, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, che fosse più forte il richiamo al dovere istituzionale di RAPPRESENTANZA DELL’INTERO CONSIGLIO COMUNALE” Continua Donato che alla fine delle accuse mosse contro il presidente Scurria afferma:” La vorremmo pregare per il futuro di evitare invasioni di campo e di svolgere un’attività di controllo politico che spetta unicamente ai consiglieri e non al loro presidente, che dovrebbe dedicarsi a consentire il migliore e più efficace funzionamento dell’organo assembleare, anziché prestarsi a polemiche politiche del momento che la invitiamo a lasciare ai colleghi consiglieri di opposizione all’Amministrazione in carica, che sono ben capaci, anche senza il suo contributo indebito, di svolgere il loro ruolo di controllo legittimo, dovuto e penetrante sull’attività dell’esecutivo”.

Successivamente, l’obiettivo si è spostato su presunte discordanze del parere apposto dal funzionario,  dottoressa Angela Cappello, la quale, su chiamata dell’amministrazione, è giunta in aula argomentando, carte alla mano e con disquisizioni procedurali e normative, le ragioni del proprio parere positivo alla proposta. Le sue argomentazioni sono state però ascoltate solo dalla maggioranza visto che la minoranza dopo lo scontro col presidente aveva deciso di abbandonare l’aula. I consiglieri Andrea Barone ed Achille Befumo di maggioranza hanno portato all’attenzione del civico consesso numerose sentenze del giudice amministrativo relative all’obbligatorietà di una preventiva selezione dei dirigenti basata su criteri oggettivi fissati dal contratto di lavoro. Al culmine della seduta fiume, tenutasi senza la presenza  in aula del sindaco,  la delibera è stata approvata con undici voti a favore (tutta la maggioranza consiliare) e solo due contrari Sberna e Armeli.

Ora il civico consesso vorrebbe che la giunta avviasse il confronto con le forze sindacali per adeguare, in conseguenza dei nuovi criteri adottati, il regolamento degli uffici e dei servizi. La partita, ovviamente, non è così scontata poiché, dalle posizioni emerse nel corso della seduta, è apparso chiaro che l’amministrazione comunale sia orientata a perseguire la propria strada. “La delibera sui criteri per la nomina dei dirigenti approvata dal consiglio comunale” afferma in un comunicato il consigliere Andrea Barone: rappresenta un atto dovuto rispetto alla normativa di riforma della P.A. che tende a rendere effettiva la separazione di competenze tra atti di indirizzo politico, spettanti alla  giunta, ed atti di gestione, propri dell’apparato burocratico dell’ente. Lo spirito della proposta non è certamente quello di sottrarre competenze al sindaco ma di porre in essere procedure trasparenti ispirate ai principi della meritocrazia ed ancorate delle capacità professionali dei dirigenti secondo i criteri previsti per legge ed a cui deve uniformarsi qualunque organismo chiamato a decidere in merito”.  La minoranza, vicina alla giunta, ha abbandonato l’aula per protesta e determinati comportamenti non sono piaciuti in particolare al gruppo consiliare del Partito Democratico NICOLA MARCHESE che, in un documento a firma del vice-capogruppo MARCO DONATO LEMMA.

Tra gli altri punti iscritti all’ordine del giorno, approvato il piano di alienazione degli immobili, all’unanimità. In discussione c’erano anche le interrogazioni sulle cattive condizioni di manutenzione del verde pubblico e sulle carenze nella raccolta dei rifiuti cui hanno risposto gli assessori Vicari e Puleo. Risposte che sono state trovate insoddisfacente sia dal consigliere Barbuzza, sia dalla Dr. Gumina che inoltre a fine seduta dichiara di sentirsi amareggiata “per l’assenza del Sindaco Sottile alle sedute del Consiglio Comunale, che così impedisce il dibattito politico ed il confronto con i consiglieri di maggioranza, che hanno ricevuto il consenso del 54% degli elettori santagatesi”.

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