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C. d’Orlando: piazza Duca degli Abbruzzi colma di gente per la presentazione dei volumi “Fratelli Caruso fotografi”.

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Serata densa di ricordi nel vecchio centro storico orlandino quella di sabato 31 agosto. Come sfondo della serata il magico scenario del monte della Madonna che ha vegliato sul tempo e sui racconti di vita vissuta dei presenti.
A presentare la serata e gli ospiti Antonio Puglisi che ha illustrato il lavoro contenuto nei tre volumi fotografici freschi di stampa e da settembre disponibili nelle librerie orlandine.
Con una metafora Pippo Sicari spiega di aver visto il progetto dalle fondamenta, rivivendo episodi della sua infanzia come il giorno della sua comunione quando si recò nell’Atelier dei fratelli Caruso per la foto ricordo e ribadendo la cura quasi maniacale di Giuseppe nella postura, nella pettinatura, nell’espressione del volto rendendolo, ricorda con simpatia Sicari, rigido come un manichino. Il giornalista ha inoltre ricordato le difficoltà tecniche del lavoro dei fotografi in quanto la luce elettrica era a disponizione dall’imbrunire fino alle 24,00 e in quella fascia di tempo si doveva concentrare tutto il lavoro: scatti in laboratorio e poi sviluppare in studio.

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Rosellina Caruso ricorda l’inizio di questo viaggio fatto di immagini partito nel 1997 con una mostra fotografica alla Pinacoteca Comunale, un progetto iniziato per caso insieme a Pippo Librizzi 20 anni fa e che vede la luce come libri illustrati grazie all’appoggio finanziario dell’imprenditore Carmelo Giuffrè. La signora Caruso ha ringraziato calorosamente tutti gli orlandini che hanno contribuito alla memoria fotografica dell’Atelier Caruso facendo scannerizzare le foto presenti nelle loro case, invitando chi non l’avesse ancora fatto, a farle avere le foto, fermo immagine della storia di ogni famiglia.
Didascalie minuziose per ogni foto, raccolte andando casa per casa delle persone interessate, frammenti di vita raccontati spesso con molta precisione da chi era stato immortalato con amici, parenti, o anche un paesaggio, lo scorcio di una via, i lavori del porto di Capo d’Orlando sono state curate in questi 3 volumi da Pippo Librizzi, ritenutosi molto fortunato ed emozionato per la riuscita di quest’opera.
Sfogliare tra le mani 40anni di storia, rivedersi da piccoli a più grandi e rivedere persone care che non ci sono più, queste le parole di Carmelo Giuffrè della Irritec S.p.a. che ha ringraziato i suoi collaboratori Antonio Puglisi, Serena Reale e Fabio Conti nonchè la tipografia “Arcadia” per il lavoro svolto in tempi brevi, e ha esortato il pubblico presente all’acquisto delle copie per l’occasione autografate.

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Incisivo l’intervento dell’avv. Antillo che ha ricordato agli orlandini la mancanza di una corposa storia scritta del loro paese (è un comune giovane che nasce nel 1925) e che questi tomi rappresentano un altro tassello, anche visivo in questo caso, degli usi e costumi di Capo d’Orlando.
I ricordi spesso mettono malinconia, ma ci fanno vedere anche un paese diverso con un’umanità altrettanto diversa, sono le parole di Nino Messina che narra un episodio della sua infanzia in cui le persone si erano prodigate senza se e senza ma per aiutare un ragazza caduta in un tombino. Ha ricordato inoltre la bravura della signora Germanotta, aiutante nell’Atelier Caruso, nel ritoccare con maestria i difetti visibili nelle foto per far sembrare alla fine tutti più belli.
Con la voce spezzata dall’emozione il giornalista Rai Bruno Princiotta, di origini orlandine, ha sottolineato la sua costante vicinanza al paese orlandino, ringraziando chi, nelle foto era ancora piccolo come Enzo Sindoni e Salvatore Librizzi, per l’impegno costante profuso in questi anni per il bene del paese che ancora deve crescere molto viste le potenzialità.

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