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Naso: tagli del Governo Regionale ai piccoli Comuni e inadempienze ANCI, il Consiglio Comunale protesta.

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La scorsa settimana si è riunito in sessione urgente in adunanza aperta il Consiglio Comunale per discutere le problematiche legate alla riduzione delle risorse ai Comuni (L.R. 9/2013 art.15 del 15 maggio – “Disposizioni in materia di assegnazione agli Enti Locali”).
Sia maggioranza che opposizione si sono trovati di parere unanime nell’affermare l’impossibilità a gestire risorse e servizi con un quinto del totale di parte corrente del Fondo delle Autonomie Locali assegnato ai comuni al di sotto dei 5000 abitanti con la legge di stabilità della Regione Siciliana per il 2013, che ammonta a 56 milioni di euro a fronte dei circa 124 mln di euro del precendente anno 2012.
Inoltre la stessa legge ha cancellato la c.d. legge Formica che prevedeva un ulteriore stanziamento di 15 mln di euro a favore dei comuni a bassa densità di popolazione.
Tagli che, protestano il Presidente del Consiglio Comunale I.Bevacqua, il Sindaco D. Letizia, il capogruppo di maggiornaza G.Nanì e il consigliere d’opposizione A.Triscari, portano inevitabilmente alla scomparsa dei comuni con minore dimensione demografica e privano di servizi e forme di assistenza essenziali le comunità che vivono nelle realtà territoriali più difficili. E’ già noto infatti il disegno di legge del Presidente Crocetta che prevede la riduzione a 20 comuni nella sola provincia di Messina ma, sostiene il presidente Bevacqua, la riduzione dei fondi agli enti locali non è addebitabile al solo Presidente Crocetta ma ai governi precendenti, da Cuffaro in poi. Sottolinea il consigliere Nanì che il sistema amministrativo siciliano è fondato sui trasferimenti di fondi regionali che quest’anno prevede il 60% in meno, oltre al fatto che da quest’anno per la prima volta si aggiunge l’obbligo per i comuni con popolazione <5000 ab. a concorrere al patto di stabilità, il che riduce ulteriormente le possibilità di spesa corrente.
La legge in questione in definitiva propone, così per com’è, un rimpinguamento del 15% a fronte del 50% minimo richiesto per gestire dignitosamente un comune.

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Duro attacco anche all’ANCI, definita dal Sindaco connivente e non idonea a tutelare i piccoli comuni costretti ad amministrare con il 60% in meno di trasferimenti. Recatosi più volte a Palermo l’avv. Letizia insieme ad altri Sindaci dei paesi limitrofi e delle stesse dimensioni di Naso, hanno ottenuto il rimpinguamento del solo 15% garantito fatto passare dall’ANCI come risultato e conquista ottenuto dall’ANCI stessa.
Comuni come Naso, Raccuja, Floresta pur pagando IMU e TARES sono considerati di serie “B”, sostiene duramente il consigliere Triscari, ed è un loro diritto garantirne i servizi. Concorde il sindaco nel denunciare un’ incertezza nelle risorse disponibili in quanto non avendo notizie sull’IMU i bilanci non possono essere chiusi; reazione a catena una mancata previsione anche solo di spese obbligatorie quali pagamento di stipendi al personale e ai servizi essenziali e la messa al corrente dei cittadini di un evidente rischio di dissesto finanziario.

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Finora si può sperare in un somma di un massimo di 12 milioni di euro, assegnata dall’ARS alla Confernza Regionale Autonomie Locali, fissata per il riequilibrio a favore dei piccoli comuni ma sottraendo tali risorse a scapito di quelli con popolazione maggiore.
Sono previste a Palermo tra la fine di agosto ed il mese di settembre manifestazioni di protesta di tutti i comuni siciliani.

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