basilio caruso

S. Angelo di Brolo: il sindaco “denuncia”, 922 giorni di malattia dei dipendenti nel 2013

basilio caruso

Assenze “scandalose” dei dipendenti comunali, con la complicità di altre istituzioni. Questa la denuncia del Sindaco di Sant’Angelo di Brolo, Basilio Caruso.

Senza sparare nel mucchio, consapevole che esistono casi di soggetti effettivamente malati e/o che assistono familiari – dice Basilio Caruso – mi sento di affermare che non sono tollerabili gli abusi che lavoratori incoscienti, con la compiacenza di certe istituzioni, perpetrano ai danni della Pubblica amministrazione. Sto studiando ulteriori forme di incentivazione, anche simboliche, per premiare i lavoratori che, con impegno, ogni giorno, con la loro opera tengono in piedi il Comune, e per fare togliere il vizietto della truffa legalizzata ai nullafacenti, che ricordano di lavorare per l’Ente solo il 27 di ogni mese. Alla fine del 2013 potremo arrivare a 1700 i giorni di assenza delle 85 persone che a vario titolo (lavoratori a tempo indeterminato, a tempo determinato o Lsu), lavorano per il Comune.

Fino al 20 agosto, infatti, a quanto pare, alcuni lavoratori comunali di S. Angelo di Brolo hanno fruito di 922 giorni di malattia, che su base annua arriveranno a 1400, e di 240 giorni di permessi per legge 104 (disabilità), che alla fine del 2013 potranno sommare 300 giorni. Questo il dato “allarmante” fornito dal sindaco Caruso. Numeri da capogiro, che facendo una media significano 20 assenze l’anno per ogni persona. “Per fortuna esiste una maggioranza che rinuncia a tali benefici e, con grande senso di responsabilità, anche quando non è in perfette condizioni di salute, si presenta al lavoro, assicurando il prosieguo delle attività istituzionali.” Dure le parole del primo cittadino Santangiolese che continua dicendo: “Ci troviamo di fronte a chi ha già accumulato 160 assenze, seguito da chi ne ha 92, 79, 73, 68, 53. E poi ancora con 37, 31, 28, 27, 24, 20, 19, 17, perfinire con numeri che variano da 2 a 15 giorni di non presenza. A queste si aggiungono i permessi per la legge 104. Mentre ogni giorno sugli organi di informazione leggiamo che centinaia di migliaia di lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro, compresi quelli del pubblico impiego, nella pubblica amministrazione esiste uno scandaloso sistema di complicità, che consente di tutelare gli irresponsabili e i nullafacenti.  Gli abusi, purtroppo, nonostante il giro di vite che ho dato con il primo insediamento – continua Basilio Caruso – avvenuto nel 2006, ancora in parte continua a verificarsi anche nel mio Comune, perché altre istituzioni non fanno il loro dovere ed io devo assistere a tante ingiustizie, senza potere fare nulla”. E poi parte l’accusa diretta del Sindaco di Sant’Angelo di Brolo che non lascia spazio ai fraintendimenti. “I protagonisti principali che favoriscono questa condotta sono alcuni medici di base, che si prestano al gioco perché temono di perdere il cliente, aiutati da colleghi dell’Asp (il costo delle visite è a carico del Comune), che invece di fare i controlli in maniera seria, colpendo non solo economicamente i profittatori, si prestano a tutelare questo sistema immorale. Stranamente, mentre tutti vediamo gli assenteisti muoversi liberamente anche nelle fasce di reperibilità e qualcuno mentre è in malattia svolge un altro lavoro, inspiegabilmente quando ci sono le visite fiscali sono sempre presenti al loro domicilio. Vi è il sospetto non troppo infondato, che in questo circolo vizioso una parte fondamentale possa essere svolta da talpe presenti negli uffici dell’Asp, che hanno labuona abitudine di avvertire i malati sull’arrivo della visita fiscale.  Altra anomalia, che in precedenza ho segnalato alla Magistratura, é quella che il medico fiscale non riduce mai la prognosi assegnata dal collega di base. Così, in un sistema di certezza dell’impunità, gli irresponsabili ne approfittano di continuo.”

Infine Basilio Caruso conclude con una considerazione, che sa anche di progetto futuro e di strada da intraprendere per limitare il problema o meglio ancora, per combatterlo alla radice.


“Bisognerebbe agire su tre direttrici. Da un lato l’Autorità giudiziaria, che dovrebbe reprimere con sanzioni esemplari tali condotte illegali, dall’altro servirebbe l’intervento dell’Ordine dei Medici, adottando provvedimenti nei confronti dei professionisti che si prestano a questo gioco sporco, e poi il legislatore, modificando radicalmente l’istituto della malattia e quello della legge 104, concepita e attuata con maglie troppo larghe e ormai fuori dal tempo.”

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