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S.Salvatore di F.: la cara, vecchia, buona musica e le generazioni a confronto al concerto della PFM

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Una piazza stracolma di gente ha accolto domenica sera a San Salvatore di Fitalia il concerto della Premiata Forneria Marconi, nota ai più come PFM. Il concerto avrebbe dovuto tenersi martedì 20 agosto, a conclusione dei festeggiamenti in onore del Santo patrono del paese, San Calogero, ma a causa del maltempo che in quella giornata ha imperversato sui Nebrodi l’attesissimo concerto è saltato. Grande amarezza si leggeva quella sera sui volti della gente, giunta a San Salvatore da ogni paese dell’hinterland – e perfino da Palermo – per assistere allo spettacolo di una delle band che ha davvero segnato la storia della musica italiana e che si attendeva in concerto nel centro fitalese da molti anni; così, grazie all’ottima interazione tra l’Amministrazione e la band, si è deciso di posticipare l’esibizione della PFM a domenica sera, 25 agosto. Una giusta decisione che ha portato a San Salvatore molta più gente di quanta non fosse presente al primo appuntamento.

La PFM canta De Andrè, è questo il titolo del tour che la band sta portando in giro, omaggiando nella prima parte l’amico Faber, con cui per tanti anni ha collaborato curando gli arrangiamenti dei suoi album, e riservando la seconda parte ad alcuni dei propri più grandi successi.

di cioccio mussida

Già un paio d’ore prima dall’inizio del concerto, giovani e meno giovani a confronto sotto il palco, si contendevano, in una simpatica lotta a chi conosceva più canzoni, il diritto ad occupare le ambite prime file. Ovviamente a spuntarla sono stati i giovani del ’78, che con i loro aneddoti di concerti, di incredibili viaggi e album ascoltati di nascosto hanno sbaragliato la concorrenza dei ventenni che li ascoltavano avidi ed anche un po’ invidiosi.

Il concerto sta per iniziare – tremano un po’ le gambe per l’emozione, chissà come sarà sentire dal vivo quei musicisti che tanto abbiamo ascoltato dai vinili  di mamma e papà scovati in giro per casa -. E mentre tra la gente i ricordi e i racconti vanno e lasciano dei sorrisi estatici per quel che si è vissuto o per quello che tra poco si vivrà, sul palco il tempo sembra essersi fermato. Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Patrick Djivas irrompono sul palco con una forza ed una grinta da far invidia al più famoso beniamino pop delle quindicenni di oggi. Saranno certo un po’ ingrigiti, ma la passione per la musica e per il loro pubblico gli si legge in volto e si evince da ogni più piccolo gesto. Così, via a saltare e cantare a squarciagola alcuni tra i più bei brani del caro Faber, da “Boccadirosa” ad “Andrea”, passando per le emozionantissime “Giugno ’73” e “Amico Fragile”, per concludere poi con alcuni brani tratti da “La Buona Novella”, album cui De Andrè era particolarmente legato e che la PFM ha tenuto a regalare al pubblico in una versione riarrangiata in chiave elettrica. E’ qui che salta fuori potentemente la musica della PFM, le loro influenze progressive le avverti ad ogni nota ed incantato ti fermi ad ascoltare, alcuni tra i brani più amati come “Maestro della voce”, “E’ Festa”, “La carrozza di Hans” per concludere poi con la famosissima “Impressioni di Settembre”. La voce di Mussida, la batteria e la straordinaria presenza scenica di Di Cioccio, il basso di Djivas, che resteresti ad ascoltare per delle ore, dal vivo ti entrano dentro fin nello stomaco, che tu sia o non sia un loro fan. E’ questo il potere della PFM e delle poche band come loro che ancora sopravvivono alle leggi del mercato commerciale. E’ questo il potere della cara, vecchia, buona musica, quella senza tempo, che riesce ad avvicinare le più diverse generazioni portandole in una piazza a cantare divertendosi insieme.

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