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C. d’Orlando: presentato a Villa Piccolo il libro “Antonio Ingroia – Io so”

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È stato presentato giovedì 22 agosto, alle ore 20:00 nel parco di Villa Piccolo, il libro-intervista dei giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, dal titolo “Antonio Ingroia. IO SO”. Presente l’ex PM del pool Antimafia di Palermo, per anni impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, sceso in politica da alcuni mesi con il suo movimento Rivoluzione Civile.
Ha moderato il dibattito Francesca Duca, sono intervenuti l’Avv. Cettina Foti Cuzzola, il Prof. Carmelo Romeo, Presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, l’On.le Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia UE e la referente di Azione Civile in Sicilia Maria Guagliardito.
Si tratta di un volume che ripercorre le vicende ed i tratti salienti dei protagonisti della trattativa che lo Stato intavolò con la mafia nei primi anni novanta, durante il periodo delle stragi in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli uomini della scorta.

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“Questo volume rappresenta il passaggio dalla mia carriera di magistrato a quella di politico – ha detto Ingroia -, è una sorta di bilancio della mia vita. All’inizio della mia carriera professionale le stragi di Capaci e Via D’Amelio hanno segnato la mia vita, soprattutto per il rapporto che mi legava a Paolo Borsellino. Ho passato tutta la mia vita con l’intento di fare chiarezza su quelle vicende, e il mio impegno in politica nasce proprio da quello.”
Riguardo la cosiddetta trattativa tra Stato e mafia l’ex PM ha aggiunto: “Piuttosto che contrastare i poteri criminali lo Stato ha ritenuto più semplice collaborare con la mafia. La collusione Stato-mafia non scandalizza più nessuno, anzi, si ritiene che i pezzi «deviati» della società siano quelli che la mafia la vogliono combattere, e non quelli che collaborano con essa.”

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La citazione di pasoliniana memoria “io so” dà il titolo al libro. “Non voglio essere presuntuoso – ha aggiunto Ingroia -, ma penso che le prove in possesso della procura distrettuale antimafia di Palermo siano sufficienti per dimostrare la verità sulla trattativa stato-mafia, il problema è che una parte del Paese non vuole che questa verità salti fuori. Sarebbe inutile se ciascun cittadino, dopo aver letto questo volume, decidesse di rimetterlo a scaffale senza dare un seguito, nella pratica, ad una radicale opera di riforma delle coscienze per la costruzione di una nuova società civile e di un vero Stato di diritto. C’è correlazione tra la democrazia e la verità: non ci può essere vera democrazia senza la verità.”

Riguardo le critiche mosse alla scelta di Ingroia di lasciare la toga, l’interessato ha detto: “È stata messa in atto un’opera di denigrazione nei miei confronti. Trent’anni fa la sinistra sosteneva i magistrati che entravano in politica, oggi, complice il berlusconismo, sono stato attaccato da ambo le parti. Ritengo impossibile che un magistrato non abbia idee politiche, l’importante è che agisca con onestà, fondando la sua scelta sulle carte, senza basarsi sul colore politico o sui pregiudizi. Solo una magistratura protetta può essere davvero libera. Io mi sento un partigiano, sono un partigiano della Costituzione”.

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