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Basket: Gianluca Basile a Capo d’Orlando? L’opinione di Pietro Scibetta

gbasileAccogliamo sul nostro portale l’opinione di una delle firme più prestigiose del giornalismo sportivo nazionale: Pietro Scibetta, siciliano di Porto Empedocle trapiantato a Milano, attualmente tra le redazioni de La Stampa, La Gazzetta dello Sport ed Euroleague tv.

“Comunque vada a finire, che firmi o no, il fatto stesso che Gianluca Basile sia venuto a conoscere Capo d’Orlando è una notizia, e nemmeno di poco conto.Basile negli ultimi quattordici anni ha voluto significare una cosa sola: altissimo livello. Quattordici anni spesi tra Fortitudo Bologna, Barcellona, Cantù, Milano, per non parlare della Nazionale. Titoli, a tutti i livelli, prestigio, il rispetto guadagnato sul campo per quello che ha fatto e fuori per la sua grande professionalità.Un alieno per la Legadue, inutile girarci intorno. Dice: “Eh beh, certo, ora a 38 anni viene in Sicilia”. E certo che a 28 non ci sarebbe mai venuto, né Capo d’Orlando o una società del suo livello l’avrebbe mai cercato. Per non peccare di lesa maestà.
Apparteneva a una galassia diversa, tutto qua. Con la Legadue (vecchia A2, vecchia Legadue, Gold, orientatevi voi che potete) aveva poco a che spartire. Verrebbe da dire che appartiene ancora a una galassia diversa, ma il solo fatto che abbia accettato una cena a “I Carusi” per parlare di un suo possibile approdo a Capo d’Orlando, ha inevitabilmente ridimensionato questa distanza.

Basile esce da una stagione estremamente complicata a Milano. Per diversi motivi, non solo perché quella che si riteneva dovesse essere una squadra dominante è naufragata, ma anche perché lui ne è stato presto messo ai margini, come elemento tutto sommato superfluo.

Uno con la sua storia questo trattamento non l’avrebbe meritato. Una leggenda non entra a partita ormai finita, o per cambi di pochissimi minuti, o per missioni difensive suicide in una squadra che – tra le altre cose – non difendeva proprio.

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Una leggenda, allora, va a chiudere la carriera in Legadue? Quello di Basile non è il primo caso. In Legadue giocò anche Antonello Riva (a Rieti), ma questo caso è diverso. Fino alla scorsa stagione Basile ha giocato in Eurolega. Riva, l’ultima volta, l’aveva giocata nel 1995. Quasi vent’anni prima, e non è un particolare.

Verrà davvero Basile a Capo d’Orlando? A oggi non è ancora certo, non si sa. Sarebbe una bella notizia per il basket? Lo è per Capo d’Orlando, senza dubbio, che accoglierebbe l’ennesima grande personalità (dopo Fantozzi, Pozzecco, Soragna), anche se – che il “Poz” non s’offenda – il suo palmarès e il credito accumulato soprattutto negli anni al Barça lo pongono a un livello molto, molto superiore (basti ricordare che è il giocatore straniero con più presenze nella storia dei Blaugrana).

E quindi sarebbe un bene per il basket? Lo sarebbe per la Legadue, che acquista una personalità di prestigio e un giocatore che certamente in tanti vorrebbero vedere da vicino, anche per farsi una foto, strappare un autografo o un “cinque”.

E quindi sarebbe un bene per il basket? Gianluca Basile è Gianluca Basile. Che sia un bene o no, la scelta di scendere di livello appartiene solo a lui. E andrà rispettato l’eventuale sì come (a maggior ragione) l’eventuale no.”

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