CARLOS VINCI: “BROLO HA VOLONTA’ E CORAGGIO, CAPO D’ORLANDO NO”


Verrà presentata domani, mercoledì 12 ottobre, al Comune di Brolo, l’iniziativa a carattere turistico denominata “Dimorando e dintorni” studiata da Carlos Vinci e voluta dal Sindaco Salvo Messina. Abbiamo intervistato l’ideatore del progetto e responsabile di “Mare d’Amare”.

La prima domanda che sorge spontanea è conoscere il motivo del perché ha deciso di mettere in atto questo progetto a Brolo e non a Capo d’Orlando.
“A Capo d’Orlando  esiste già un progetto realizzato nel 1995 noto come “Mare d’amare” che ha visto  l’adesione dei pescatori ad organizzare soggiorni naturalistici in bassa stagione basati sull’ospitalità nelle loro case certificate da un marchio di qualità , mentre non è stato possibile allargarlo a tutto il territorio orlandino, poiché non c’è stata la volontà politica a censire e regolarizzare le case in affitto ad uso turistico con una certificazione di qualità. Al contrario l’amministrazione di Brolo sembra decisa a percorrere la strada per la realizzazione del paese albergo, sfruttando le risorse umane e turistiche presenti nel paese”.

Quello del censimento delle seconde case è sempre stato argomento di tante discussioni. Cosa può avere Brolo più di Capo d’Orlando che consenta a tale raccolta di andare a buon fine?
“Intanto Brolo sta dimostrando di avere il coraggio di fare emergere un mercato economico sommerso e  una visione moderna di come in un territorio sia possibile organizzare e rendere fruibili le strutture presenti nell’ottica di un turismo
percepito come fenomeno economico che deve per ciò stesso, investire in termini reddituali l’intero paese. In questo momento, per rispondere alla sua domanda dunque, Brolo ha la volontà, cosa che non ho trovato in passato in chi ha governato Capo d’Orlando, ovviamente spero che si traduca in fattività e non resti solo un progetto di carte e parole, cosa a cui non sarei assolutamente interessato ma intanto bisogna prendere atto e dare merito al Sindaco Messina per aver voluto avviare Brolo verso un cammino che se ben seguito darà ne sono certo i frutti sperati”.

Ci descrive in poche parole se possibile come si sviluppa questo progetto?
“Le linee guida di questo progetto hanno lo scopo di riunire, aggregare, formare, compattare e dare forza a tutti coloro che hanno interesse allo sviluppo turistico del Paese. E’ un progetto che guarda avanti, che raccoglie le esperienze sin qui
fatte e che si rivolge in prima battuta ai proprietari di immobili, agli albergatori, ai commercianti ed ai giovani, ma che grazie ad una serie di articolate iniziative, coinvolgerà scuole, economia locale, realtà professionali, e sociali. Ci sarà soprattutto un lavoro di censimento, di qualificazione e pubblicizzazione di queste case  con particolare attenzione a quelle esistenti nel centro storico, che entrando nel circuito potrebbero rappresentare, un piccolo albergo diffuso, con relativa  rivitalizzazione del Borgo antico di Brolo. Prevediamo l’immissione sui circuiti turistici di Mare d’amare delle iniziative legate a “Brolo low-cost” che come dice la stessa definizione punterà a lanciare week-end a prezzi particolarmente contenuti dove parole d’ordine saranno “destagionalizzazione” ed “Entroterra Siciliano.

Negli anni passati si era anche discusso di ittiturismo, che fine ha fatto ?
“Mare d’amare e l’ittiturismo continuano, ottenendo risultati  che hanno superato ogni previsione, dovuti alla presenza nel Borgo di San Gregorio di turisti provenienti in un periodo di bassa stagione, da ogni parte d’’Europa . Tali presenze hanno prodotto un effetto dirompente nella comunità Orlandina  e nei centri vicini, con ritorni positivi sia in termini economici che di immagine, tanto che il progetto  è stato ampiamente riportato ed esaltato dai mass media nazionali e soprattutto esteri come esempio di sviluppo economico a cui si è addirittura ispirata nel 1998 la normativa sul pescaturismo e ittiturismo”

Innovazione o tradizione, quale secondo lei tra queste la proposta migliore per l’incremento turistico ?
“L’una non esclude l’altra, anzi la contempla. Quando parliamo di risorse ovviamente non possiamo che fare riferimento a quanto è presente in un territorio sia  come patrimonio artistico, sia come patrimonio culturale, sia come patrimonio naturale, la tradizione dunque è la conservazione dell’identità di un popolo e delle sue radici che  ne spiegano la sua fisionomia presente che non potrebbe altrimenti essere compresa a pieno .L’innovazione  consiste in tutto quel lavoro , che evita  che questa ricchezza si disperda o meglio resti improduttiva ,un approccio non semplicemente contemplativo ma se mi si consente il termine  “imprenditivo” fatto di lavoro, di organizzazione, di  iniziative che la rendano interessante  agli occhi di una domanda turistica sempre più attenta ed esigente ed anche purtroppo ,oggi, con meno possibilità economiche a disposizione”.

Come chiamerebbe il porto di Capo d’Orlando una volta ultimato?
“Porto d’Orlando .”

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