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Naso: progetto “Riaccendere la Fornace”, a breve il laboratorio di maioliche nasitane

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Finanziamento di € 120.000,00 per il recupero e l’adeguamento dell’ex scuola elementare di contrada Ficheruzza sita nel comune di Naso.
A darne la notizia un comunicato stampa del municipio: <l’amministrazione comunale di Naso – dichiara il Sindaco Avv. Daniele LETIZIA –  intende con tale progetto “riaccendere la fornace“ per dare nuovamente vita alle produzioni maiolicare dei Lazzaro. L’intento è quello di realizzare una sorta di laboratorio di produzione in loco che possa oltre che far rivivere la maiolica nasitana, rilanciare l’arte della ceramica e della maiolica nasitana dei Lazzaro, tramandandola ai posteri attraverso una vera e propria scuola – museo, favorendo così lo sviluppo di un nuovo e più moderno artigianato contestualizzato, oltre ad offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani.>
Il progetto esecutivo dal titolo  “Riaccendere la fornace – Progetto di adeguamento dell’ex scuola elementare di c.da Ficheruzza”, si è aggiudicato il dodicesimo posto nella graduatoria definitiva, pubblicata da parte dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole e Alimentari – Prot. n. 24725 del 31/07/2013, a seguito del bando pubblico del GAL Nebrodi Plus, relativa alla Misura 313 “Incentivazione di attività turistiche” – Azione A, “Infrastrutture su piccola scala per lo sviluppo delle aree rurali”- PSR Sicilia 2007/2013.

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Dopo il Villaggio Rurale di Cagnanò (misura 322), il progetto “La Via dei Pellegrini” (misura 323) e la realizzazione di un punto di accesso info-telematico pubblico da installarsi presso il cine-auditorium (misura 321 A4), l’Ufficio Tecnico Comunale ha curato la redazione del progetto esecutivo e la presentazione dell’istanza di quest’ultimo progetto che mira alla creazione di corsi per apprendere l’arte della ceramica e l’esposizione di vasi e maioliche ancora esistenti tra musei e collezioni private e riproduzione di queste tecniche grazie all’Associazione “Jeronimo Laczaro”.

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Naso vanta infatti nel suo passato la produzione dei così detti “Maduna di Lustru”  grazie alle arti di Girolamo Lazzaro, operante tra Palermo e Naso agli inizi del ‘600, capostipite di una nuova era per la ceramica siciliana. Egli arricchisce la ceramica finemente maiolicata di innovazioni tecniche, stilistiche e cromatiche interpretando al meglio lo stile rinascimentale rielaborato secondo le esigenze di una committenza locale e il proprio gusto, adattando così alle decorazioni a trofei, ai triangoli, ai quartieri la treccia araba (stilizzazione della più antica treccia greca), la foglia d’acanto e diversi elementi tipici ereditati da secoli di dominazioni in Sicilia.

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