GIOVANI SCRITTORI CRESCONO


Una valigia piena di sogni e tanta voglia di mettersi in gioco. Questi, i sentimenti, che spingono due giovani siciliani, per la precisione due giovani ragazzi brolesi. Sonny Foschino, ventunenne, studente di Scienze Politiche ed Internazionali presso l’università di Messina, e Morena Gammeri, ventiduenne, studentessa di Filosofia e Scienze Umane dello stesso ateneo, sono autori di due libri “Beato Karol – L’uomo del secolo” e “Il mio urlo controvento”, editi Armenio editore. Generi completamente diversi, prosa giornalistica per Foschino e poesia per la Gammeri, che però, al di là dell’apparenza, risultano essere continuativi l’uno dell’altra. Dopo aver presentato i loro libri a Brolo, questi due giovani ed intraprendenti neoscrittori, sono partiti alla volta del “continente” puntando alla Lombardia ed al Veneto. Lì, hanno partecipato a diversi eventi da protagonisti, quali ad esempio: una conferenza stampa presso l’aula consiliare della Provincia di Rovigo, e alle presentazioni tenutesi alla libreria caffè “Antica Rampa” di Badia Polesine, al famoso “Caffè Pedrocchi” di Padova e alla libreria “Mel Bookstore” di Mantova. Un po’ emozionati ma per nulla intimoriti, i due giovani si sono susseguiti nelle due presentazioni. Foschino, ha presentato il suo libro “Beato Karol – L’uomo del secolo”, partendo da una figura apparentemente distante, Peppino Impastato, giovane vittima siciliana della mafia, a cui il giovane ha dedicato un’associazione antimafia di cui è presidente.  I due personaggi, il papa dalle grandi innovazioni, ma straordinariamente umile ed “umano” ed il giovane figlio della mafia che lotta contro di essa, sembrano camminare su due binari paralleli, e la storia, il finale, è qualcosa che appare già scritto per l’uno e per l’altro. Ma, anello di congiunzione è, improvvisamente, il discorso di Agrigento, ove Wojtyla pronuncia le famose parole “Convertitevi. Una volta verrà il giudizio di Dio” dopo aver incontrato i genitori del giudice ucciso dalla mafia Rosario Livatino.

Morena Gammeri e Sonny Foschino

 

Morena Gammeri, nel presentare la sua raccolta poetica “Il mio urlo controvento”, ha insistito, in maniera di volta in volta differente, sull’importanza della comunicazione, evidenziando come ogni forma di questa, che sia parola, poesia, prosa, musica o arte, sia una forma di libertà che non è possibile controllare. “Noi siamo liberi di urlare anche tacitamente, l’importante è non smettere di farlo”, questo, il messaggio che l’autrice vuole mandare a suoi interlocutori. Un messaggio che intima ribellione, riscatto, dimostrando come la poesia critica esista, e sia più incisiva e libera delle stesse parole. Sorprendente notare come i versi da lei scelti per concludere i suoi discorsi, affrontando il tema della fede, come credenza in un’ideale, non necessariamente dottrinale, ma necessario all’uomo per formare la sua stessa struttura, della libertà come condizione  mentale indispensabile, distaccata dalle singole parole, e della Sicilia, criticata nel suo sentirsi vittima,  abbiano un’elasticità di interpretazione tale, da concedergli quel filo conduttore che le permette di rimanere all’interno del discorso, iniziato dal Foschino, senza spezzarne la linearità.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close