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C. d’Orlando: regolarizzare gli ambulanti abusivi ? Rispetto per chi paga le tasse e dignità per chi sbarca il lunario

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Viaggi esotici, verso mete esotiche che ci facciano sognare a occhi aperti e capaci di farci rivivere fiabesche esperienze da mille ed una notte? Da qualche mese per chi vive o viene a villeggiare a Capo d’Orlando niente di più facile e meno dispendioso (vista la crisi). Infatti  basta fare  una breve passeggiata nell’arteria principale dell’isola pedonale orlandina, per varcare un immaginario stargate e ritrovarsi in un tipico mercato mediorientale. Certo non sarà come quello di Aleppo che con i suoi 13 km è il più grande del mondo , ma comunque mantiene il suo fascino.

Istintivamente La tentazione di chiamare questo assembramento di uomini e merci con il suo nome mediorientale, ovvero Suk, è abbastanza forte. Ma si farebbe un errore storico e topografico all’Islam , in cui costituiva, insieme alla moschea ed al palazzo del potere, il terzo centro funzionale delle città musulmane. A differenza però della moschea o del Palazzo , il Suk non occupava quasi mai fisicamente il centro della città e questo a causa dell’invasività di certe arti e professioni che potevano arrecare disturbo all’ordinato e quieto vivere civile perseguito dalle autorità pubbliche.

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Il Suk orlandino invece fa bella mostra in quella lingua di asfalto incastonata nell’isola pedonale che ha come paletti il municipio e la chiesa Cristo Re. Da mesi si può tranquillamente passeggiare curiosando tra i banchi improvvisati di ambulanti pronti a venderti di tutto. Ci puoi trovare di tutto e spendere una decina di minuti nell’antica arte della contrattazione per ingannare sia il tempo che la canicola ferragostana. L’impatto non è poi così sgradevole , ma una cosa salta subito all’occhio , la precarietà anzi, pardon, l’abusivismo assoluto in cui tutto ciò si svolge. Lo capisci dalla rapidità con cui in maniera fulminea e da far invidia al miglior Bolt , riescono a smontare in un nanosecondo un banco di circa 5 o 6 metri non alla vista ma al solo odore di vigili urbani in missione punitiva. Questo moderno remake di “Guardie & Ladri” dove i vigili (peraltro sotto organico) interpretano Aldo Fabrizi e gli ambulanti il Totò di turno , potrebbe anche far ridere, ma passata l’ilarità del momento lascia considerazioni ben più serie.

La prima è “cui prodest”? A chi giova tutta questa illegalità alla luce del sole? Oppure è semplice , disarmante e tremendamente manifesta incapacità? Davvero è solo l’assoluta inadeguatezza di un’ assessore al commercio incapace  di arginare il fenomeno in maniera seria e duratura ,  e nel contempo difendere gli interessi di quella categoria di contribuenti  che con tasse ed oboli  sono motore trainante delle casse comunali , ovvero i commercianti?

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Una domanda nasce in maniera spontanea . Si può salvaguardare gli interessi dei commercianti che pagano tasse comunali (suolo pubblico, spazzatura, acquedotto ecc…) e altri balzelli (Iva, Irpef, Inps e chi più ne ha , più ne metta) e il diritto anche degli ambulanti di poter sbarcare il lunario? E magari , nel  contempo, evitare siparietti di repressione deprimenti quanto inefficaci ? Magari basterebbe seguire l’esempio di città veramente turistiche , che resesi conto di non poter debellare il fenomeno lo hanno regolamentato , costringendo gli ambulanti a regolarizzare la propria posizione , ottenendo un beneficio per le  casse comunali e mettendo fine alla concorrenza sleale  ( se compro in nero e non emetto scontrino posso permettermi un prezzo più basso con un doppio danno: uno all’erario e l’altro a chi opera nel commercio nel rispetto delle regole) .

Allora ben venga una  licenza comunale  (basta fare un giro sul Ponte San Carlo a Praga  con gli ambulanti di chincaglierie e souvenir vari che hanno l’obbligo di apporre in maniera ben visibile l’avvenuto pagamento della tassa comunale) , che ridia dignità non solo a questi venditori a cielo aperto ma anche a chi giornalmente , con il proprio lavoro e sacrificio, rispettosi delle regole contribuiscono a rendere Capo d’Orlando una città turistica.  In fondo le soluzioni più difficili sono sempre le più disarmanti , ma hanno bisogno di due ingredienti fondamentali: lungimiranza e coraggio.

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