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Torrenova: rischio crollo per il Conventazzo di San Pietro di Deca

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Nei giorni scorsi il Comune di Torrenova , a proprie spese, ha eseguito, su precise indicazioni del Sovraintendente ai  Beni Culturali di Messina, dottor Salvatore Scuto, un’accurata pulizia della cupola e un totale diserbamento con asporto di tutto il materiale accumulatosi nel tempo intorno al “Conventazzo” di San Pietro in Deca.

Ciò ha evidenziato la necessità urgente di un restauro conservativo della volta e  della parte sovrastante il portale di accesso, crollata nel tempo a causa delle infiltrazioni di acqua meteorica. Il lavoro, eseguito da una ditta locale, diretto dall’Arch.Teresa Giallanza e dal responsabile dell’UTC Ing. Marino, è stato molto apprezzato dal Dr Scuto e dal Prof. Kislinger che dirige gli scavi di S.Pietro di Deca a cura della Università di Vienna, per l’accuratezza e il rispetto nei confronti di una struttura così antica.

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Del complesso sacro, che poggia o riutilizza strutture di epoca precedente, rimane una singolare struttura a pianta ottagona coperta da cupola emisferica. Gli otto prospetti hanno subito numerosi rimaneggiamenti durante i lunghi secoli di vita e ciascuno è caratterizzato dalla presenza di un’apertura, monofore che in alcuni casi sembrano intercettare bifore adesso in parte o del tutto cancellate. Il monastero di San Pietro di Deca potrebbe essere una delle due fondazioni dedicate a S. Pietro promosse dall’egumeno Gregorio del S. Filippo di Demenna .  Sul complesso sacro si hanno poche notizie di rilievo. Nel 1131 il monastero è sottoposto all’archimandritato del Santissimo Salvatore di Messina. Nel 1133 governa il monastero un economo nominato dall’archimandrita. Dai pochi dati che emergono dalle fonti storiche si apprende dell’esistenza solo di priori per il secolo XVI. Nel 1556 il monastero è in regime di commenda e l’abbate commendatario viene nominato  fino al XVII secolo dalla badessa del SS. Salvatore di S. Marco d’Alunzio. Tuttavia appena due anni dopo, nel 1558, San Pietro di Deca risulta distrutto, in parte o del tutto. In onore di S. Pietro  si teneva una fiera, presumibilmente lungo la marina, non lontano dal monastero. Nel 1585 la fiera/mercato  viene soppressa, causa timori di incursioni barbaresche, e viene spostata presso S. Marco D’Alunzio, presso la chiesa dell’Aracoeli.

Il Comune di Torrenovane nel rispetto di un sito archeologico così prezioso, ha subito richiesto l’intervento urgente dell’Assessorato regionale ai BB.CC:AA , proprietario esclusivo del bene, affinchè provveda a mettere in sicurezza il prezioso manufatto che risulta a serio rischio di crollo, ma oggi nessuna risposta è arrivata circa il finanziamento del restauro.
E’ inconcepibile questo ritardo che mette a rischio il bene più prezioso presente nel nostro territorio- dichiara l’Amministrazione di Torrenova- Infatti,la storica Abbazia, di proprietà della Regione,è a rischio crollo in quanto presenta diversi problemi legati alla staticità e necessita quindi di interventi di consolidamento di massima urgenza per poterla ancora  conservare ed ammirare negli anni a venire.

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