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La tua Opinione: “E’ già mattina”.. forse non ancora!

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Rivedere Greta era una gioia difficile da contenere, la piccola birbante ogni volta mi buttava le braccia al collo e con il suo malizioso e tenero  sorriso mi diceva: che piacere averti qui! La frase conteneva tutta l’essenza della felicità, significava ritrovarsi. Si riuniva la mia famiglia per sfogliare insieme nuove pagine sorseggiando gocce di vita che, intrise di amore e affetto, scacciavano ogni forma di dolore. Inizia con questa sensazione il mio nuovo cammino estivo, comincia così per me  un nuovo viaggio: “LE PORTE DEL SACRO SI RIAPRONO.” Lo scenario incantevole e sempre uguale si offre senza risparmiarsi, ma  lo spettatore attento intravede fatica e rammarico, perchè sa che il “LUOGO” grida con forza per garantirsi dignitosa e utile sopravvivenza. Il tentativo di solidarietà, da parte degli “Artisti per Villa Piccolo”, mostra i segni di un dolore antico per tanta insensata incuria e malvagia indifferenza nei confronti dell’arte e più in generale della cultura. Credo che nessuno possa più considerarsi estraneo passante, con sdegno  si è alzato un canto corale che ha coinvolto anime fiere  in cerca di aiuto.

Sabato 20 Luglio ore 19.00 circa, rimango piacevolmente sorpresa poichè, in occasione della presentazione del libro di Alberto Samonà, “E’ già mattina”, intravedo finalmente la possibilità di un dialogo con le Istituzioni. La mia memoria appare liquefatta, somiglia agli “orologi molli” di S. Dalì, sembra lontanissimo il tempo della polemica e della frattura con la Fondazione; intravedo adesso la possibilità di un nuovo e più proficuo comportamento, dettato dall’esigenza di collaborazione, nel ravveduto  convincimento che la cultura non sia RIPIEGO bensì RISORSA.

L’analisi letteraria della bravissima Maria Rosa Irrera è perfetta, scandisce  momenti determinanti legati alle alterne vicende della storia siciliana e individua i fasti e la decadenza dell’aristocrazia palermitana sopraffatta dalla modernità. Di vitale importanza appare, l’integrità e la peculiarità del “LUOGO”.

samonà

Il libro che ha già spiccato il volo, risulta più che mai intrigante, in quanto “saggio”, caratterizzato dalla esperienza personale calata nella storia. Gli effetti sono assai benefici perchè uniscono invenzione e conoscenza, palesando tutto il disincanto di fronte ai cambiamenti della società.

“… Tutti illusi. Borghesi e Rivoluzionari, perchè non hanno fatto i conti con la peculiarità dell’Occidente … Illusi, la cui illusione però modifica comportamenti individuali e collettivi, alimenta speranze e paure.  Cambia la vita di tutti …”

La memoria, come sempre, riporta tutto a galla … antico e moderno, forma e sostanza si mescolano insieme e superando qualsiasi convenzione, si vive nel presente per far riemergere il passato. Ricercare la bellezza e l’armonia dentro un tempo non più misurato meccanicamente ma piuttosto,  “regolarizzato” dalla memoria e dalla fluidità del pensiero.

“… Muore in pace Alessandrina … in quella calma che sprigiona da un corpo oramai senza vita ci sono le passeggiate da bambina e poi da adolescente e da giovane donna lungo i viali di villa Ranchibile. C’è il rapporto con il padre che rappresentò per lei un faro, una guida nella non facile strada della ricerca di sè stessa …”

Fatti, circostanze e luoghi suscitano sensazioni indescrivibili e nella percezione della mia memoria, tornano i ricordi degli anni universitari vissuti a Palermo. “Analisi dei Sistemi Urbani” si chiamava la materia e ricordo ancora lo sguardo perplesso   del Prof. R. Garavini, subito  dopo aver scritto il voto sul mio libretto; avevo  studiato molto  sui  suoi scritti e su ritagli di giornali e appunti in ordine sparso che mio padre aveva lasciato in una carpettina di pelle scura. Era la fine di Giugno, per me spirava ancora il vento gelido di un insidioso febbraio. Rivivo le emozioni vissute al Teatro Massimo, prima del suo devastante  declino e mi sembra di trovarmi ancora di fronte alle irresistibili vetrine natalizie in una  vitale  via Maqueda. Successe  tanti anni fa … pensai di far fuori tutti i miei risparmi per i doni … ma mi sembrò più saggio, invece, conservare i miei “fondi”  per le copie eliografiche. Non sono   mai riuscita a perdonarmelo … Poco  tempo dopo in un ” responsabile”  vassoio di  fragranti e zuccherosi biscotti, si sbriciolò ogni aspettativa di compiuta felicità.

Da quel momento non mancarono mai più le lunghe sigarette “MORE” per il mio grande vecchio, le preferiva rosse, ma ogni tanto le compravo verdi, facevano ugualmente male, ma lasciavano un buon profumo di menta. Spesso nelle nostre partite estive di “scala 40”, mi divertivo a prenderlo in giro, ricordandogli che preparava meticolosamente esca e lenze per portare a casa conchiglie e dalle sue battute di caccia poi, arrivavano deliziosi e calorici “cervelletti di ricotta e frutta candita”. Boccate fugaci e leggere di serenità e normalità, caparbiamente  cercate e raggiunte con grande fatica.

sindoni samonà irrera

Alberto Samonà come sempre in un modo o nell’altro, riesce a farmi viaggiare, facendomi percorrere inesplorati sentieri dell’anima.

Dopo la presentazione del libro mi fermo ancora un pò, non è Domenica e non è ancora mattina … mi godo l’indescrivibile bellezza del tramonto. Decido di essere ottimista; non saranno solo  parole, ci sarà sicuramente l’auspicata collaborazione con il Comune e sono anche  certa che per Domenica 04 Agosto, quando si esibirà la compagnia Marionettistica Popolare Siciliana di Angelo Sicilia, sarà possibile recuperare il palchetto per raccontare attraverso i “PUPI ANTIMAFIA” le storie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il tramonto ormai lascia spazio alle ombre della sera, percorro la discesa attenta a non cadere, certo non è ancora mattina ma lo sarà … Sarà mattina quando si starà bene con sè stessi e con gli altri, quando i luoghi non saranno più violentati e la memoria  sarà  onorata, quando le promesse saranno mantenute, quando il decoro sarà la regola, quando non sarà più necessario svendere per sopravvivere, quando i figli andranno via per libera scelta e non per costrizione, quando la sopraffazione lascerà il posto alla tolleranza, quando ognuno farà la sua parte e tutti saranno in cerca di verità, quando si affermerà il merito  e la cultura sarà considerata risorsa, quando evitando qualunque condizionamento si sceglierà per convinzione,  liberandosi da ogni forma di schiavitù e pregiudizio … Finalmente sarà mattina quando l’interlocutore, conclusa la sua brillante ma abbastanza  scontata  perfomance, saprà ascoltare con pazienza e buon gusto ciò che gli altri avranno da  dire.

Maria Grazia Librizzi

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