sindoni

C. d’Orlando: Sindoni replica al sequestro preventivo del depuratore. “Il nostro mare è pulito!”

sindoni
Poche righe ma chiare accompagnate da dati che, secondo il Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, testimoniano la purezza e la pulizia del mare orlandino.

“Al tempo, come sempre galantuomo, lasciamo il compito di dimostrare l’assoluta regolarità del comportamento tenuto dal Comune di Capo d’Orlando. Ai documenti allegati al presente comunicato (http://goo.gl/3Tr1R), quello di testimoniare la qualità del mare Orlandino”.

Poche parole che però lasciano intendere tanto visto che, leggendo i dati forniti dal Sindaco, questi si scontrano in maniera diametralmente opposta con quelli diffusi dall’Arpa di Messina.

Inoltre il sequestro preventivo del depuratore effettuato dalla Polizia non sembra essere stato determinato soltanto per il semplice sversamento di liquami in mare ma, si legge nel comunicato stampa diffuso ieri dalla Questura di Messina, “per numerosi reati ambientali e contro la pubblica amministrazione commessi da diversi soggetti”. Tra questi quello probabilmente più grave che, si legge sempre nel comunicato, “l’indagine ha poi portato alla scoperta di un sofisticato e sottile meccanismo di smaltimento illecito di rifiuti che dalla documentazione acquisita appariva formalmente regolare e che in realtà ha permesso di utilizzare 234,70 tonnellate di fanghi da depurazione prodotti dall’impianto di Capo d’Orlando, classificabili come rifiuti speciali, per la produzione di fertilizzante biologico. La ditta incaricata di smaltire in discarica parte dei fanghi accumulati da anni all’interno del perimetro dell’impianto, continua la Questura di Messina, anziché conferirli in discarica, li trasferiva a Ramacca, presso un impianto di recupero per la produzione di compost biologico, un fertilizzante utilizzato in agricoltura”.

Secondo gli inquirenti, dunque, questo genere di smaltimento “illecito”, arrecante un gravissimo rischio per la salute e l’ambiente, è stato ideato al fine di evadere l’ecotassa (conteggiata nel preventivo dell’amministrazione), ma non prevista per gli impianti di recupero. L’operazione, secondo le forze dell’ordine, ha inoltre permesso di ottenere un risparmio sui costi di conferimento, in quanto i costi di smaltimento in discarica sono minori rispetto agli impianti di recupero.

L’attività investigativa portata a termine dalle forze dell’ordine, dunque, non si limita ad esporre un problema di funzionamento del depuratore comunale ma una serie di reati ambientali di una certa gravità come quello relativo dello smaltimento illecito di rifiuti speciali.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close