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C.d’Orlando: “Libero Cinema in Libera Terra” e la cultura della legalità

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Dopo aver festeggiato la 100^ tappa il 10 luglio a Portella della Ginestra, luogo in cui tutto ha avuto origine nel 2006, ieri sera, lunedì 15 luglio, il Festival di cinema itinerante contro le mafie, “Libero Cinema in Libera Terra” ha fatto tappa a Capo d’Orlando.

Il Festival itinerante nasce dalla chiusura delle sale cinematografiche, dalla difficoltà distributiva di un certo tipo di cinema e dal bisogno di crescita culturale del paese. Così,  nel 2006, la Cinemovel Foundation insieme a Libera e alle cooperative di Libera Terra, ha dato vita a “Libero Cinema in Libera Terra”. Da allora, ogni estate, il furgone del festival percorre l’intera penisola portando il cinema nelle terre e nei beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità, e nelle piazze delle città italiane per promuovere l’allargamento degli spazi democratici e la cultura della legalità e sostenere l’impegno di quelle realtà che investono sul futuro di un Paese libero dalle mafie.

Nella splendida cornice della piazzetta Miramare, ai piedi del Santuario di Maria SS. che sovrasta Capo d’Orlando, quindi, i membri della Cinemovel Foundation e di Libera, associazioni presiedute da Elisabetta Antonioni e Don Luigi Ciotti, hanno allestito una piccola sala cinematografica sotto le stelle, con tanto di schermo e proiettore, ricreando un angolo d’incontro, per promuovere la presa di coscienza, il senso di responsabilità e il radicamento della cultura della legalità, attraverso il linguaggio del cinema, ma soprattutto attraverso quel cinema “invisibile” che non arriva più sugli schermi delle sale delle città e dei piccoli centri.

Il documentario “Terramatta”, di Costanza Quatriglio, proiettato ieri sera, può rappresentare proprio l’emblema del cinema “invisibile” ma di assoluta qualità. Tratto dal libro di memorie “Terra Matta” del siciliano Vincenzo Rabito, il documentario è stato vincitore di diversi premi, fra i quali il Nastro d’Argento al miglior documentario nel 2013.

La pellicola attraverso i racconti del protagonista, Vincenzo Rabito, un ex bracciante e cantoniere siciliano, semianalfabeta, ripercorre il Novecento italiano, da quando 18enne viene chiamato a combattere la prima guerra mondiale, all’avventura africana nell’Ogaden, al lavoro nelle miniere tedesche durante la seconda guerra mondiale, fino allo sbarco delle truppe alleate del ’43 in Sicilia.  Rabito dimostra una grande capacità di adattarsi ai cambiamenti, anche nel secondo dopoguerra, quando scoppia il boom economico e fa di tutto, da padre “più migliore del mondo” per mandare i figli a scuola fino all’università.

Il racconto interessante, tragicamente ironico, spiazzante nelle osservazioni, spesso ingenue, ma illuminanti e mai banali, ha notevolmente coinvolto i non numerosi spettatori.

Soddisfatta, Elisabetta Antonioni, ha ringraziato l’Amministrazione Comunale nelle persone del Sindaco Enzo Sindoni, dell’Assessore Cettina Scaffidi e del delegato alla cultura Giacomo Miracola che hanno accolto la proposta del consigliere Giuseppe Trusso, rendendo possibile la realizzazione dell’evento, auspicando un ritorno della carovana di “Libero Cinema in Libera Terra” per il prossimo anno.

 

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