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Capri Leone: Frammenti di vita della Seconda Guerra Mondiale

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“Frammenti di vita della Seconda Guerra Mondiale a Capri Leone e Rocca”, è stato questo il tema scelto da una studentessa di Capri Leone per la sua tesina agli esami di III° media.

Durante la Seconda Guerra Mondiale – secondo “l’Ufficio Storico” dello Stato Maggiore dell’Esercito- i morti sono stati circa 55 milioni, di cui 40 milioni solo in Europa: 24 milioni i militari mentre quasi 31 milioni civili. I morti italiani, invece, sono stati 415.000:  330.000 militari e 85.000 civili.
Tra questi, naturalmente, anche alcuni cittadini di Capri Leone.

E sono proprio loro i protagonisti della tesina di Milena Lo Vano, la studentessa frequentante la classe III° B dell’Istituto Comprensivo comunale, che si è distinta per impegno e originalità tra i suoi coetanei. Una ragazzina dagli occhi vispi, che spinta da curiosità e amore per lo studio, ha deciso di stupire i suoi professori e la commissione d’esame, raccogliendo e raccontando le storie di tutti i caduti caprileonesi della Seconda Guerra Mondiale. Per lei, a ripagare il suo lavoro, pubblicazione della tesina sul sito istituzionale del Comune di Capri Leone e diploma conseguito con il massimo dei voti.

Conosciamoli nel dettaglio:

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Calogero Pidalà , arruolato in marina, al quale è stata data la medaglia al valore militare e intitolata una via in suo onore. Situata in una parallela della Via Provinciale, la “Calogero Pidalà” è tutt’oggi abitata da alcuni suoi parenti.

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Poi abbiamo la sorella Gaetana, la cui casa situata in una campagna a Rocca, fu bombardata nel 1943. Questa rimase gravemente ferita alla testa, nonostante le cure non si riprese mai completamente e morì nel 1951. Venne riconosciuta invalida di guerra.

Anche Antonino Piparo fu colpito dalle schegge di una bomba e morì. Suo figlio Calogero rimase invece ferito ad una gamba e l’altro figlio Lorenzo fu dichiarato dispero in Russia. Così come Calogero Gorgone, Costantino Campisi, Giuseppe Giaquinta, Costantino e Nunzio Mannucci.

Carmelo Rifici si presume scomparso in Alessandria d’Egitto, perché da lì spedì le ultime lettere alla moglie. Massimo Frusteri invece, risultò disperso nell’affondamento della sua nave.

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Enrico Coco,
era nell’esercito divisione “Acqui” 317^ e si pensa si trovasse a Cefalonia quando morì. La sua famiglia alla morte, ricevette un risarcimento dallo Stato e con quel denaro il padre, comprò un pezzo  di terreno dove piantò un cipresso simbolo dell’immortalità.

Antonino Pendola stava tornando dalle Isole Eolie per una festa. Mentre si trovava sul traghetto, questo venne bombardato da un sommergibile inglese e affondato. Era il 9maggio del 1943.

Proprio il 9maggio di quest’anno, a Salina, è stato inaugurato un monumento commemorativo, in ricordo di questi caduti, donato alla cittadinanza dalla figlia di una delle vittime, Leanza.

Nunziato Castano,  marinaio morto a soli 20anni nel mar Mediterraneo. Suo fratello Giuseppe, durante la guerra fu fatto prigioniero e visse in un campo di concentramento nazista per 7anni.

Come spesso succedeva, altri soldati invece, tornarono come a casa dalla guerra ammalati, come  Nunziato Ferrante venuto dall’Africa e morto di tubercolosi a 33anni.

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Stesso triste destino per Francesco Molica Bisci originario di Gioiosa Marea, che tornò dall’Albania ammalato.

Nella foto di seguito potrete inoltre visionare il plastico dettagliato, raffiguranti le stanze dei lager nazisti, realizzato sempre dalla stessa Milena Lo Vano

plastico milena 1

 

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