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Patti: truffa online. In 5 mesi circa 600mila euro di incasso. La polizia postale li ha oscurati

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Giovanni Russo, 54 anni di Patti, legale rappresentante della società con sede nella cittadina tirrenica, e Salvatore Caliri, 58 anni. Entrambi sono finiti ai domiciliari. Mentre sono stati sottoposti ad obbligo di dimora il ventunenne polacco Mateusz Maciej Surowski, mente informatica del gruppo, e Giuseppe Caffarelli, 47 anni, quest’ultimo legale rappresentante della società di cui Caliri ha attestato essere socio per ottenere dal Pra la password per l’accesso al registro automobilistico. Pesantissime le accuse per i 4 indagati che vanno dall’associazione a delinquere, alla truffa, all’eccesso abusivo a sistema informatico, ed anche all’estorsione.

Segnalazioni continue, interessamento dell’associazione Altro Consumo con tanto di invito ai contribuenti ad evitare questo genere di truffe (clicca qui). Una situazione che si trascinava ormai da mesi e che aveva consentito alla società di Patti che gestiva il fantomatico servizio di raccogliere proventi per circa 600 mila euro in soli 5 mesi. Basta cercare su internet per verificare quante siano state le persone truffate. Due siti internet sono stati così oscurati perché chiedevano soldi per valutazioni auto a volte mai richieste.

Era sufficiente che l’utente inserisse la targa della vettura della quale era interessato a conoscerne la valutazione. Poco dopo veniva recapitata a casa una fattura di 59.50 euro a fronte di una valutazione che chiunque avrebbe potuto ottenere consultando la stampa specializzata o navigando su altri siti internet qualificati che la offrono gratuitamente. La richiesta di pagamento emessa dalla “Pascutti invest &Factoring spa inc”, questo il nome della società alla quale sono riconducibili di due siti, poteva arrivare a tutti. Ed è persino stata recapitata alla Guardia di Finanza una richiesta di pagamento di 101 euro. Perché non aveva pagato l’iniziale somma dei 60 euro ed era quindi lievitata.

Ma se molti sono stati gli ignari utenti che hanno preferito pagare piuttosto che rivolgersi ad un legale, altrettanti sono stati quelli che hanno presentato denuncia. Ed è proprio grazie alle denunce arrivate lo scorso marzo sulla scrivania del sostituto procuratore di Patti Rosanna Casabona che oggi sono finite in manette due persone.

L’operazione condotta da Polizia postale e Fiamme gialle ha visto anche il sequestro preventivo dei conti correnti e proseguirà ora con l’analisi della documentazione cartacea e informatica che è stata sequestrata. I due siti on line sono stati oscurati I provvediemnti sono stati siglati dal gip Scolaro.

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