Federico Miragliotta e Papa Francesco durante il loro incontro nell'isola di Lampedusa

C. d’Orlando: un orlandino a Lampedusa incontra il Papa

Federico Miragliotta e Papa Francesco durante il loro incontro nell'isola di Lampedusa

Un orlandino doc, Federico Miragliotta, da sei anni direttore del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di Lampedusa, ha incontrato lunedì Papa Francesco in occasione della prima visita pastorale del suo pontificato. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare le emozioni di questa esperienza.

“Prima di incominciare vorrei ringraziare Cono Galipò – ha detto Federico Miragliotta -, l’amministratore delegato della società per cui lavoro, la LampedusaAccoglienza, il quale ha creduto in me sin dall’inizio e mi ha invitato a prendere parte a questo progetto, l’incontro con il Papa è stato una grande soddisfazione per tutti noi”.

Come si è preparata l’isola di Lampedusa all’arrivo di Papa Francesco?
“Una settimana prima dell’arrivo del Sommo Pontefice tutta la popolazione di Lampedusa era già in fermento e ha lavorato affinché l’evento si svolgesse in maniera impeccabile, anche se, su richiesta dello stesso Pontefice, in stile sobrio e senza spese esagerate. Però certi eventi non puoi prevederli: una fase concitata è stata infatti causata dallo sbarco avvenuto al molo Favarolo, luogo in cui il Papa è giunto alle 9.15, solo qualche ora prima del suo arrivo. A Lampedusa si deve sempre far fronte agli imprevisti e alle emergenze, in un modo o nell’altro si deve trovare una soluzione e anche in quel caso ce l’abbiamo fatta”.

federico miragliotta_papa francesco

Cosa ti ha lasciato quest’esperienza?
“Ho avuto modo di constatare in prima persona la volontà del Pontefice di dare quel tocco di naturalezza, di semplicità e di spontaneità, in linea con il suo carattere umile che abbiamo notato in televisione. È stato per me – che ho sentito di rappresentare in quel momento la mia Capo d’Orlando, la quale mi ha formato socialmente e culturalmente – e per coloro che lavorano con me una fonte di coraggio e determinazione per continuare ad aiutare i migranti, ma anche il giusto riconoscimento per anni di lavoro e di impegno a servizio di queste persone”.

Cosa pensi abbia significato questa visita per la popolazione di Lampedusa?
“Ha dato sicuramente vigore alla loro indole di ospitalità. Durante la sua omelia Bergoglio ha ringraziato i lampedusani la loro solidarietà e accoglienza. Il momento più emozionante per loro è stato sicuramente la conclusione dell’omelia, quando Papa Francesco ha usato il saluto tipico dell’isola di Lampedusa, che significa «respiro mio», dicendo «A voi, O ‘scia!»”.

Che valore ha avuto secondo te la visita di Papa Francesco per gli immigrati di fede diversa da quella cattolica?
“Credo che anche loro abbiano trovato nella vicinanza del Papa grande coraggio. Il Pontefice ha esternato la sua speranza che non si verifichino mai più naufragi che provocano numerose vittime tra i migranti, tra i quali vi sono spesso donne e bambini. Si è rivolto anche direttamente ai fratelli musulmani, incoraggiandoli nei giorni di inizio del digiuno di Ramadan augurando loro «abbondanti frutti spirituali»”.

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