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Barcellona: intervista a Ducarello

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Abbiamo contattato telefonicamente il neo assistente allenatore della Sigma Barcellona, Ugo Ducarello, che ci ha parlato della sua nuova avventura in Sicilia.

Cosa ti ha spinto a lasciare Sacchetti dopo un rapporto che durava da 6 anni?

E’ una situazione complessa e riservata che conosciamo soltanto io e lui. Vorrò sempre bene a Sacchetti, ma dopo tutto questo tempo era giusto che le nostre strade si dividessero. Avevo voglia di fare una nuova esperienza e la chiamata da parte di Barcellona è arrivata al momento opportuno.

A Barcellona ritroverai Giovanni Perdichizzi, che ti ha fortemente voluto. Che impressione ti ha fatto rispetto a qualche anno fa quando eri suo assistente a Capo d’Orlando?

Sicuramente l’ho trovato ingrassato! A parte gli scherzi, con lo sceriffo ho avuto sempre un ottimo rapporto, mi voleva con lui già ai tempi di Brindisi, ma allora non volevo lasciare Sassari e Sacchetti, dato che stavamo intraprendendo il percorso che ci avrebbe portato in serie A. E’ chiaro che, dopo lo scorso anno, la pressione sarà enorme e Giovanni si è voluto circondare di persone fidate, per questo ha pensato subito a me.

Appena arrivato a Barcellona, ti ha colpito di più il Presidente Bonina o il neo GM Antonello Riva?

Il presidente Bonina l’avevo conosciuto già ai tempi di Capo d’Orlando, quando dopo un amichevole, ci ritrovammo a mangiare insieme con lui, Sacchetti, Vacirca e Santoro ed era stato davvero gentile con me. Quando sono arrivato, nonostante fosse oberato dagli impegni, appena ha saputo che ero in sede per firmare il contratto, ha lasciato tutto per venire a salutarmi. E’ un uomo che ha le idee chiara e sa cosa vuole, è ambizioso e non ha fatto nulla per nascondermi il nostro principale obiettivo, che sarà la promozione.

Con Riva c’è un rapporto di stima ed amicizia, nato quando con Sassari battemmo Veroli, di cui lui era G.M, nella finale playoff di Legadue. Addirittura ancora oggi mi ripete che erano loro a meritare la promozione e non noi, ma io gli rispondo che sono i fatti quelli che contano. Il rapporto si è cementificato durante una Summer League a Las Vegas e quando sono stato contattato telefonicamente dalla Sigma, Antonello ha speso belle parole sul mio conto e proprio non me lo aspettavo da una leggenda del basket come lui.

In Legadue ritroverai Trapani, la squadra della tua città natale, e l’Orlandina con cui sei stato dal 2003 al 2008. Che emozioni proverai quando le affronterai per la prima volta?

Sono due realtà alle quali sono molto legato, proverò delle emozioni fortissime quando le incontrerò.

Sono contento che il Presidente Basciano abbia compiuto questo sforzo per riportare a Trapani il basket che conta. Da ragazzino sono cresciuto con la Pallacanestro Trapani, squadra che ha militato anche un anno in serie A1, che mi ha fatto appassionare ed innamorare del basket, che poi è diventata la mia professione.

A Capo d’Orlando sono legatissimo, è qui che ho incominciato con il mio primo incarico di assistente in B1 e ci sono rimasto per parecchio tempo instaurando moltissimi rapporti d’amicizia. La gente mi ha sempre accolto come se fossi uno di loro e questo non lo dimenticherò mai. Capo d’Orlando mi ha fatto crescere sia dal punto di vista personale che professionale.

Credi che i tifosi paladini si sentano in qualche modo traditi dalla tua scelta di andare a Barcellona?

Spero francamente di no, so che c’è grande rivalità, ma le persone di Capo d’Orlando mi conoscono, sanno che sono un professionista. Nel mio lavoro posso trovarmi un giorno a Trapani, l’altro a Lumezzane, quello dopo a Capo d’Orlando e poi a Sassari e così via. Ma non dimenticherò mai le emozioni che ho vissuto e le persone che ho conosciuto a Capo d’Orlando. Anzi spero di andarci il più presto possibile per salutare i miei più cari amici.

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