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C. d’Orlando: il “Pala Tartarughino” tra silenzi e certezze

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“Ancora tu? Non dovevamo vederci più?”….i versi di una canzone di Lucio Battisti sono un refrain nella mia mente mentre in questa calda giornata di luglio sono, per l’ennesima volta, nei pressi del costruendo “Palatartarughino” in località Pissi.  L’impianto dovrebbe essere aperto già da un pezzo, almeno da quanto recitava il cartello che troneggiava beffardo al cancello d’entrata (foto sotto), ma pur essendo stato avvertito per tempo , non riesco a celare il mio stupore quando devo constatare che il mio “uccellino” aveva ragione.

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Il cartello, magari è solo un caso (a pensar male si fa peccato ma sovente ci si azzecca), è stato rimosso  (foto sotto) dopo un paio di giorni dal nostro ultimo articolo sulla vicenda ( clicca qui per rileggerlo ) e dei lavori di completamento, come ben si evince non c’è neanche l’ombra (che al dir il vero con questo caldo non guasterebbe).

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Semplice fatalità o ennesima bufala? La scomparsa del cartello sarà mica opera strampalata di un  ladro “feticista”, emulo del coprotagonista de “il sette & l’otto” interpretato dal comico Ficarra che si divertita a rubare segnaletiche stradali? Mi basta poco per cestinare quest’ultima assurda teoria, infatti ad una più attenta visione scorgo il cartellone riposto tra gli attrezzi degli operai del cantiere (foto di seguito).

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Questo nuova anomalia mi porta a pensare. Non c’è meglio di un Pedroni alla vaniglia per sferzare i neuroni, la prima nuvola di fumo e  puro godimento , dalla seconda in poi schizofrenici ghirigori che aiutano a formulare le più strane ( ma spesso azzeccate) ipotesi…..

Come può un’opera del tutto finanziata (almeno formalmente) arenarsi senza un’apparente motivo? Sono solo il concatenarsi di eventi sfortunati o sotto c’è l’ennesimo bluff? Una cosa colpisce in maniera devastante, il fragoroso silenzio…..

Colpisce il  fragoroso silenzio quantomeno  “ufficiale” dell’Ingegnere Gatto  (che in quelle mura piene di orecchie che è la casa comunale, qualcuno giura abbia giustificato il ritardo con la mancanza di 30mila euro per adeguare gli spogliatoi ad ospitare gare di pallamano”)  “uno & trino” (in quanto Progettista, direttore dei lavori e non ultimo direttore tecnico del cantiere).

Colpisce il fragoroso silenzio (a cui immaginiamo costerà immani sacrifici tenere a freno la lingua) del conducator orlandino che sui comunicati stampa ha creato e sorretto in tempi di univoca informazione il suo regno.

Colpisce il fragoroso  silenzio di un’opposizione che sulle “stranezze” di quest’ opera potrebbe tranquillamente far strage di quell’armata Brancaleone che oramai è diventata quest’amministrazione.

In tutto questo  fragoroso silenzio c’è una sola certezza. Continueremo, noi si rumorosamente ,  a monitorare questa anomalia tutta orlandina. Alla prossima (stavolta succulenta , e per qualcuno indigesta) puntata.

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