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C. d’Orlando: sembra fumo ma è “lupa” !

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Inutile cercare fiamme, incendi che avessero potuto provocare un incredibile coltre di fumo, tanto ampia, da nascondere agli occhi di tutti il promontorio del Monte della Madonna. Non era fumo, ma nebbia. Incredibile a credersi a fine giugno, quando la temperatura si è assestata sui 29/30 gradi. Proprio questa, l’alta temperatura infatti, è la causa del fenomeno atmosferico che ha inchiodato centinaia di passanti incuriositi.

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A quanto pare il mare ancora non ha raggiunto una temperatura adeguata rispetto a quella esterna ed ecco che lo sbalzo tra terra e acqua provoca quello che in molti chiamano “la lupa”.

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Si tratta, per l’appunto, di una sottile nebbia d’avvezione che si sviluppa sopra la superficie marina per poi lambire la costa grazie al soffio delle brezze. Di solito lungo lo stretto la “Lupa”, fenomeno che appare con un imponente cordone nebbioso che lo avvolge (a volte anche per un periodo di 2-3 giorni) con densi strati sottili che alle volte superano i 200-300 metri di altezza e causano drastiche riduzioni di visibilità, causa anche l’interruzione dei collegamenti marittimi fra Messina e Villa San Giovanni.

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Molto spesso il fenomeno nebbioso si presenta quando i massimi di un promontorio anticiclonico, di natura azzorriana, nord-africana o un ibrido fra i due (il famoso anticiclone ibrido sub-tropicale) si spostano verso levante, collocandosi fra la Grecia, l’Egeo, i Balcani e la Turchia.

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Dalle nostre parti è più probabile un fenomeno atmosferico meno intrigante di quanto descritto sino ad ora ma di certo sempre speciale e curioso.

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