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Naso: lavori ripristino strada Naso-Ponte Naso e le strade dimenticate dalla crisi

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Cosa accade quando calamità naturali, mancate opere di prevenzione e malfunzionamenti di condutture idriche portano irreparabilmente al crollo di quelle strade che sono vitali e tra le pochissime vie di comunicazione con altri paesi, soprattutto in realtà di piccoli centri che spesso si trovano arroccati in cima ad una collina? Abbiamo chiesto al sindaco Daniele Letizia del comune di Naso il destino ad oggi delle strade franate in contrada Gàttina, Màina e Badìa.

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Un grosso sospiro di sollievo per i cittadini nasitani e non che utilizzano quotidianamente la strada che da contrada Munafò porta ai limitrofi paesi Brolo e Sinagra in maniera molto rapida: infatti è previsto per fine giugno il via ai lavori di consolidamento della strada Naso-Ponte Naso. Il finanziamento è di  1.750.000 euro da parte della protezione civile nazionale e i lavori sono stati affidati formalmente alla ditta Ever Green Srl di Messina, che ha già firmato il contratto con il Commissario delegato.

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Il progetto consiste in due opere significative di consolidamento : palificazione  nei due tratti interessati dalle frane che attualmente hanno ridotto la percorribilità della carreggiata ad una sola corsia per poter così ripristinare l’intero piano viario. Saranno effettuate opere di regimentazione delle acque a monte ben più adeguate rispetto a quelle realizzate all’atto della costruzione della strada. Il fenomeno di questo cedimento del terreno parte da lontano, perché l’intera zona presenta una struttura che rientra nel PAI come zona a rischio, sono presenti nei due punti due piccoli viadotti e inoltre sotto la strada passa un piccolo torrente proveniente da contrada Grazia.

I primi movimenti del terreno risalgono al 2009 poi sono ulteriormente peggiorati con recrudescenza del fenomeno nel 2013. Inizialmente erano stati assegnati 700.000 euro per sistemare la strada ma, dimostrando l’irrilevanza  e la marginalità delle opere che effettivamente si potevano eseguire con quelle risorse, l’amministrazione è  riuscita a sollecitare l’attenzione verso questo problema da parte del Commissario straordinario il quale ha optato per un intervento ben più consistente rimpinguando la somma di un altro milione di euro. Il progetto nonché le indagini geologiche e geognostiche le ha affidate e seguite interamente il comune stesso che può restituire finalmente un’arteria viaria importante del territorio alla popolazione.

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Sorte diametralmente opposta tocca alle altre due strade di Naso in quanto il manto stradale ha completamente ceduto e il corpo franoso è notevole e non lascia spazio a molte soluzioni e a poche speranze di intervento.

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Il dissesto idrogeologico che riguarda la contrada di Badìa avvenuto di recente nel 2013 è il fenomeno più grave verificatosi negli ultimi anni nel paese nasitano. “Non ci sono soluzioni al momento” ci spiega il sindaco Letizia “con il crollo di questa strada che è il collegamento con c.da Rupila-S.Antonino e c.da Capito sono diverse le famiglie che subiscono notevoli disagi. Basti pensare che facendo 300-400 m riuscivano a raggiungere il centro, oggi per raggiungerlo devono percorrere circa 6-7 km, quindi è evidente una difficoltà e disagi notevolissimi” continua il primo cittadino nasitano. “ Nell’immediato non riesco ad individuare una soluzione anche perché sebbene siano state interpellati l’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente , la Protezione Civile Regionale, il Dipartimento Provinciale, avviati diversi tavoli tecnici per ovviare a questa problematica ancora di fatto ad oggi non è stato possibile trovare una soluzione”.  Le autorità competenti non hanno proposto ancora nulla perché sono al vaglio tutta una serie di ipotesi risolutive però tutto è subordinato alle risorse monetarie necessarie per realizzare l’intervento.

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C’è uno scivolamento a valle che ha fatto cedere l’intero corpo franoso in zone come contrada Terrano (dove è stato possibile creare una traccia di strada alternativa) e quartiere Spirito Santo (nel 2010 evacuate ben 18 famiglie) pure zone soggette a frane. Per le caratteristiche orografiche del territorio bisognerebbe investire ingenti risorse che il comune che al momento non ha a disposizione.

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Lo stesso discorso purtroppo vale anche per la strada denominata Maina-Livàri-Scafa dove si è concretizzata una situazione di stallo per il solito problema: ovvero l’ormai risaputa assenza di risorse economiche da parte di chi dovrebbe perentoriamente intervenire di fronte ad autentiche calamità naturali.

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La speranza è quella di riuscire a trovare i fondi: per quanto riguarda  Maina basterebbero 500.000 euro, come ha quantificato un sopralluogo congiunto dal Genio Civile di Messina e la Protezione Civile; per il problema di Badia questa cifra non basterà.

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