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Acquedolci: “No alla discarica sul Torrente Inganno”

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Domenica 16 giugno, alle ore 16,00 presso l’aula consiliare del Comune di Aquedolci, si è tenuta una conferenza stampa organizzata dagli attivisti 5 Stelle locali di Acquedolci  e del Grillo dei Nebrodi per dire no alla costruenda discarica nel territorio del comune di S. Agata di Militello sulla sponda del torrente Inganno. Alla presenza di diversi cittadini di Acquedolci e dei comuni limitrofi, ha fatto gli “onori di casa” il Presidente del Consiglio di Acquedolci, Calogero Carcione, e a seguire hanno relazionato gli esponenti locali del M5S, Alessandro Rapisardi e l’Avv. Basilio Scaffidi, l’Arch. Pierpaolo Faranda, il quale  ha posto l’attenzione sull’importanza della valorizzazione dei beni monumentali di Acquedolci (Castello Cupane e Grotta San Teodoro).

A seguire, l’intervento del deputato-portavoce nazionale del M5S, Francesco D’Uva, il quale si è impegnato a portare dentro le istituzioni la suddetta problematica con un’opportuna interrogazione parlamentare, insieme alla collega deputata all’ARS, Valentina Zafarana.

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Infine, gli interventi dei diversi rappresentanti dei comitati cittadini locali contro la costruenda discarica: l’Avv. Aldo Fresina (per S. Agata Militello, dal 2010 in prima linea in questa battaglia), l’Ing. Farid Adly (per Acquedolci), il Prof. Salvatore Mangione (per  S. Fratello) e il Sindaco di S. Fratello, Mario Fulia.

La realizzazione della discarica del Torrente inganno sarebbe, secondo i rappresentanti del M5S, come riportare indietro le lancette del progresso; di un progresso che deve tendere verso la valorizzazione dei rifiuti, il loro successivo riciclo e la conseguente tutela dell’ambiente. Effetti questi che determinerebbero, altresì,  notevoli risparmi sulle bollette.

Inoltre, continua il comunicato dei Cinquestelle, non possiamo non sottolineare che la suddetta discarica insiste in un’area sottoposta a vincoli idrogeologici e  paesaggistici; è in totale contraddizione con tutte le norme vigenti relative ai vincoli idrogeologici; lo stesso iter amministrativo dal quale è scaturita la successiva autorizzazione presenta notevoli profili di criticità.

Pertanto, noi attivisti locali, anche grazie all’aiuto dei nostri portavoce/deputati regionali e nazionali, intendiamo accendere i riflettori su tale questione e coinvolgere lo stesso Presidente della Regione Rosario Crocetta, chiedendogli a gran voce di revocare in autotutela l’autorizzazione concessa nell’agosto 2010 dall’allora Presidente Raffaele Lombardo.

Insomma, intendiamo batterci con tutte le nostre energie per dire di no a questo “eco-mostro” come è stato fatto con efficacia per la battaglia contro il “Muos” a Niscemi.

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