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Pollina: chiude il Valtur ma lavoratori, sindacati e amministratori non ci stanno!

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Giorni particolari per il comune di Pollina che si trova fare i conti con una vicenda che sta sconvolgendo non solo il piccolo centro madonita ma tutto l’intero comprensorio. Il noto villaggio Valtur, che da tantissimi anni rappresenta una delle risorse primaria per questo territorio, a forte vocazione turistica, sembra non sia destinato ad aprire per la nuova stagione oramai in corso. Una struttura, quella della Valtur Pollina, intrappolata in una vicenda che rischia di arrecare gravi danni a tutto il comprensorio madonita: di proprietà della famiglia Patti oggi si presenta come un albergo in amministrazione straordinaria con legge Marzano. Ma le problematiche non sembrano solo essere legate all’amministrazione commissariale, il più grosso nodo da sciogliere sembra infatti essere un contenzioso tra Unicredit-leasing e Invitalia in riferimento alla proprietà di alcune parti della struttura.

I lavoratori e i sindacati ovviamente non ci stanno e con l’appoggio e il sostegno delle amministrazioni locali hanno iniziato una battaglia per la difesa di un diritto fondamentale, il lavoro! Il comune di Pollina, con a capo il primo cittadino l’On. Magda Culotta, ha indetto in data 3 giugno un consiglio comunale aperto, tenutosi davanti ai cancelli della Valtur. Al consiglio comunale hanno preso parte, oltre ai cittadini e ai lavoratori coinvolti in questa triste vicenda, tutti i sindaci dei diversi comuni madoniti, il presidente Parco delle Madonie, Angelo Pizzuto, il segretario regionale Cgil-Filcams Sicilia, Monica Genovese e Palma Magrì, Cgil-Filcams Palermo.

Stiamo organizzando una lotta che parte da oggi- ci racconta Monica Genovese, segretario regionale Cgil-Filcams Sicilia, e senza dubbio sarà una vertenza lunga e difficile ma noi porteremo la protesta a Roma. Giorno 7 avremo un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Nella nostra lotta coinvolgeremo anche il governo regionale, per far ripartire il lavoro in una realtà che ha già perso tantissimo lavoro, e mi riferisco alla drammatica vertenza della Fiat di Termini Imerese, e che rischia a questo punto di produrre una vera e propria emorragia in termini occupazionali rispetto alla quale diremo no! 

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Diverse e poco fondate sembrano essere le reali motivazioni fornite in merito alla non apertura del villaggio Valtur Pollina, in merito alla quale la rappresentante sindacale Palma Magrì è chiara: i commissari dicono che il problema sia esclusivamente il contenzioso Unicredit leasing- Invitalia. Ma visto che aprono il marchio Valtur altrove non capiamo il motivo per il quale non si apre anche quest’anno a Pollina. Tra l’altro il contenzioso c’era anche lo scorso anno. Ma se i commissari hanno aperto lo scorso anno questa motivazione non ha senso, si può aprire anche quest’anno.

Intanto sindacati, amministratori, rappresentanti del territorio, cittadini e lavoratori si preparano per il sit-in a Roma di giorno 7, indetto dalla Cgil-Filcams nazionale, nel corso del quale non mancherà l’appoggio e il sostegno anche da parte dei diversi clienti sparsi in tutta Italia che hanno mandato i propri messaggi di solidarietà ai lavoratori Valtur.

Mi auguro- afferma l’on. Magda Culotta- che il sit-in abbia, e abbiamo già notizie che ci sarà, il tavolo con il Ministero. Io ho già intavolato delle interlocuzioni precedentemente e mi auguro che ci sia la capacità , la volontà e la tenacia da parte di chi ha la possibilità di decidere e di scegliere per noi di avviare un corso per la salvaguardia dell’occupazione in questo comprensorio e anche di tutto l’indotto. Perchè ovviamente non sarebbero solo i 100 lavoratori che perderebbero il lavoro ma è poi tutta una economia che viene declassata, una crisi sociale, quella che si verrebbe a generare.

È infatti ben chiaro che, com’è stato più volte detto nel corso del consiglio comunale, sarebbe tutto il comprensorio a vivere una forte stagnazione. Dello stesso parere sono i sindaci di tutti i comuni presenti all’assemblea. Non è solo il problema del comune di Pollina- afferma Mario Azzolini, sindaco del comune di San Mauro Castelverde- ma è un problema di tutto il territorio che ha gravi difficoltà economiche, che ha gravi difficoltà occupazionali e che non può permettersi di perdere anche questa opportunità e questa prospettiva. Trovo singolare il fatto- prosegue Azzolini- c’erano dei turisti che avevano già scelto per quest’anno di venire alla Valtur di Pollina e come per un pacco di pupazzi sono stati dirottati su un altro posto. Avevano scelto questo villaggio e questo territorio. Ed ora bisogna ripartire da questo, dalla capacità di attrarre turismo qui e trovare chi sa bene amministrare e gestire questa realtà che è una delle più belle della Sicilia. Credo che su una vertenza del genere il governo nazionale e regionale devono fare una parte importante. Non si può delegare e affidare soltanto ai commissari. Io sono atterrito quando sento parlare di commissari. La gestione commissariale molto spesso anziché risolvere i problemi li aggrava!

Al primo cittadino di Cefalù, Rosario Lapunzina, facciamo notare come la chiusura del Valtur possa infliggere ancora un duro colpo al settore turistico locale, che già qualche anno fa aveva subito la chiusura di un’altra importante struttura ricettiva a livello turistico quale il Club Med. Io sono impegnato già da un anno, dall’inizio del mandato- afferma Lapunzina- per far ripartire a Cefalù il Club Med che insieme a Italia turismo sta attuando un grosso investimento, quindi mi auguro che al più presto si possa deferire ogni cosa e possano ripartire i lavori. Oggi qui siamo a sostegno della Valtur, villaggio al quale ci sentiamo molto legati perchè siamo a due passi e perchè è stata una risorsa importantissima per il tutto il territorio. Noi seguiremo questa vertenza, daremo una mano a tutti i cittadini di Pollina, al Sindaco affinchè ci siano le risposte chiare da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e perchè non si perda questa opportunità in un territorio a grande vocazione turistica. Noi come sindaci siamo in prima linea per difendere il territorio e per far si che non si perda una struttura come questa.

Una perdita che andrebbe di certo a penalizzare fortemente un territorio che ha sempre e da sempre vissuto con e per il turismo grazie alla presenza di attrattori come il villaggio turistico. Al presidente del Parco Modonie, Angelo Pizzuto, chiediamo dove vanno ricercati i colpevoli di questa situazione o le colpe. I colpevoli– risponde Pizzuto- sono da individuare nel mancato apprezzamento di questo territorio perchè questa è una delle innumerevoli vertenze che il territorio ha in questo momento: parliamo della Fiat ad esempio e di tante altre. Quindi la poca attenzione delle Istituzioni nei confronti di questo territorio. Tra l’altro, il problema del Valtur era un problema risolvibile, se si pensa che alcuni villaggi Valtur stanno riaprendo. Quindi non si capisce perchè proprio Pollina debba essere penalizzato. Pollina che è proprio uno degli spicchi di spiaggia più belli, con lavoratori tutti locali che vanno salvaguardati e garantiti. Quindi la poca attenzione,secondo me, è la colpa. Dobbiamo riportare l’attenzione su questo territorio.

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Comprensibile la collera e l’ira dei dipendenti che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza un lavoro. E ascoltare le loro testimonianze genera infinita tristezza. Giovanni, dipendente Valtur dal 1977 ci racconta di come abbia visto nascere questo villaggio e ora deve vederlo morire. È una cosa pietosa, ci dice, perchè è l’unica fonte di lavoro che noi abbiamo. Antonio, dipendente da ben 15 anni rabbrividisce all’idea di non avere più un lavoro, la sua unica fonte di reddito, l’unico modo per mantenere gli studi alla figlia ancora minorenne e le cure ad una moglie malata. Ora mi trovo in grosse difficoltà– racconta- questa era l’unica risorsa per me e per tutti gli altri lavoratori. Il nostro è un piccolo centro di 3000 abitanti con un’unica fonte di reddito. Io non so cosa si possa fare, ma spero che chi ha il potere di farlo ci aiuti. Un’altra donna ci racconta di come la chiusura del villaggio rappresenti per lei qualcosa di più che la sola perdita del lavoro. Sono entrata in questo villaggio che ero una ragazzina e ne sto uscendo da donna. Sia io che mio marito lavoriamo per Valtur. E se oggi il villaggio dovesse chiudere- prosegue- per me sarebbe come perdere un familiare, perchè oramai lo sento come qualcosa di mio, come del resto lo è per tutti gli abitanti di Pollina. 

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