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Palermo: ecco il “futuro” della Formazione Professionale

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L’Avviso 20 non esiste più. O quasi. Il 75% circa dei corsi di quello che fu il “bando della rivoluzione”, per la prima volta a carico del Fondo sociale europeo, verranno recuperati nel nuovo Avviso, finanziato dal Piano giovani. Si tratta di uno degli interventi previsti dal “Piano Straordinario per il lavoro in Sicilia: Opportunità giovani”.

Un finanziamento di circa 170 milioni (più di cento milioni in meno rispetto all’annualità dell’Avviso 20) registrato dalla Corte dei Conti il 23 maggio scorso, e in corso di pubblicazione in Guri.

Nel “Piano giovani” verranno compresi anche i soggetti delle fasce svantaggiate e a rischio di marginalità sociale o a bassa scolarità o livello formativo, con l’obiettivo di facilitarne l’inserimento nel mercato del lavoro. E le “richieste” provenienti dal mondo del lavoro sono state rilevate, fa sapere l’Assessorato alla Formazione, “attraverso processi di confronto con il sostrato socio economico integrati dai dati statistici Censis e Istat, che hanno consentito di effettuare una analisi accurata dei profili professionali e delle filiere produttive cui è riconducibile la domanda di lavoro in Sicilia”.

Così, ecco quella che si può definire una vera e propria “riedizione” dei corsi dell’Avviso 20. Con alcune limitazioni, ovviamente. “L’Amministrazione regionale intende procedere, – si legge nella circolare firmata dall’assessore Nelli Scilabra e dal dirigente generale Anna Rosa Corsello – nei limiti delle risorse a ciò destinate, alla riedizione dei percorsi formativi, realizzati con successo nell’annualità 2012/2013 sull’ambito “FORGIO” dell’avviso “Percorsi formativi per il rafforzamento dell’occupabilità e dell’adattabilità della forza lavoro siciliana. La riedizione dei pacchetti formativi nell’ambito citato – prosegue la circolare – non potrà superare l’85% del volume economico dei singoli pacchetti come approvati e finanziati nell’annualità precedente”. Le ore insomma scenderanno: da 2 milioni previste nell’Avviso 20, si arriverà a circa 1,2 milioni.

Insomma, gli enti dovranno effettuare una bella “potatura” dei corsi, eliminando quelli che, sulla base dell’analisi della Regione, vengono definiti “sovradimensionati ai bisogni formativi”. In una parola: inutili. Così, scompariranno, tra gli altri, i corsi in: esperto in criminologia e scienze forensi, progettista spazi abitativi, operatore abbronzatura artificiale, esperto in estetica, yacht designer, attore teatrale, ricamatrice su canovaccio, massaggiatore naturopatico, attore di prosa, tecnico dell’abito da sposa tradizonale, addetto alla realizzazione di arredi sacri.

Nell’ambito del cosiddetto “Fas” (Formazione ambiti speciali), “l’Amministrazione regionale – si legge nella circolare – intende procedere alla riedizione del 25% dei percorsi formativi utilmente inseriti nella graduatoria per l’annualità 2012 2013, prioritariamente rivolti ai soggetti disabili e ai soggetti in stato di detenzione”. Sia per l’ambito “Forgio” che per il “Fas” gli enti avranno 7 giorni di tempo per manifestare la propria adesione ai corsi della “seconda edizione”.

Gli enti, poi, dovranno fornire, tra le altre cose, i nominativi, con relativi dati anagrafici, del personale docente e non docente in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2008; l’attestazione che il finanziamento relativo al pacchetto formativo, approvato nella precedente annualità, non sia stato oggetto di revoca; i dati relativi al bilancio; e la certificazione che l’ente qualora si sia reso necessario ampliare il proprio organico, abbia onorato l’impegno ad utilizzare personale, docente e non docente, attingendo dall’elenco regionale ad esaurimento degli operatori della formazione professionale.

La novità maggiore, infine, è il “Patto di integrità”, sottoscritto da Regione ed Enti. Questi ultimi si impegnano, attraverso diversi strumenti, al rispetto dei principi “di lealtà, trasparenza e correttezza” e all’ “impegno anti-corruzione e antimafia”. Previste norme che limiteranno al massimo i casi di “parentopoli”: non potranno essere assunti parenti dei dipendenti regionali o di persone che abbiano interessi nel mondo della Formazione siciliana. Addio (o quasi) all’Avviso 20, insomma. Inizia l’era del Piano giovani.

Fonte: livesicilia.it

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