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Tortorici: I.T.C. botta e risposata fra minoranza e vice sindaco

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Sul rischio di chiusura dell’Istituto Tecnico Commerciale è un vero botta e risposta. Ieri la richiesta di convocazione del consiglio comunale in seduta straordinaria e urgente da parte del gruppo consiliare di minoranza “Tortorici III Millennio”.

Nella nota, inviata al sindaco Carmelo Rizzo Nervo, al presidente del consiglio Nunzio Reale e al segretario comunale, i consiglieri firmatari Iuculano Antonino, Calà Scarcione Sebastiano, Armeli Sebastiano, Conti Taguali Domenico, Calanni Fraccono Giuseppe, Lombardo Facciale Cristian, scrivono:

Premesso, che da diversi giorni gli studenti dell’I.T. Commerciale manifestano per la paventata soppressione della sede di Tortorici; che già il nostro istituto è stato sede staccata di Capo d’Orlando e oggi risulta accorpato alla sede di S.Agata Militello; che nel mese di marzo la dotazione di alunni iscritti era sufficiente a mantener l’istituto di Tortorici; che ad oggi risulta un organico di circa 60 alunni distribuiti nelle varie classi dalla prima alla quinta; che la chiusura dell’istituto provocherebbe una grave perdita per la nostra comunità e notevoli disagi per gli alunni costretti a recarsi a S.Agata Militello con notevole aggravio di costi per le famiglie anche in considerazione che dal prossimo anno scolastico 2013/2014 il Comune di Tortorici non sarà in grado di garantire gli abbonamenti per gli studenti che si recheranno fuori Comune. Considerato: che la chiusura dell’istituto sarebbe da addebitarsi, oltre che all’esiguo numero di alunni, anche all’impossibilità da parte del Comune di reperire idonei locali dove svolgere le attività didattiche; che la chiusura del suddetto istituto provocherebbe anche la perdita sicura di alcuni posti di lavoro, che vanno difesi con l’impegno di tutte le forze politiche presenti sul territorio”. Ciò premesso e considerato i consiglieri comunali di “Tortorici III Millennio” chiedono che venga inserito all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, con priorità adeguata, la discussione sulla paventata soppressione dell’Istituto Tecnico Commerciale di Tortorici, per fare voti, affinché l’amministrazione comunale tutta si impegni per ottenere il mantenimento dell’istituto a Tortorici anche mediante idoneo intervento degli enti propositi, quali la Provincia Regionale di Messina, l’ex Provveditorato agli studi, la dirigenza scolastica”.

Oggi a farsi sentire, è il vice sindaco, l’avv. Rosario Contiguglia.

ContigugliaRosario

Con riferimento alle notizie pubblicate e riguardanti il Comune di Tortorici – scrive in una nota il vice-sindaco -, si rileva quanto segue: per ciò che attiene la paventata soppressione dell’Istituto Tecnico Commerciale, il consiglio comunale è stato convocato, dal presidente Nunzio Reale, per lunedì prossimo, 3 giugno, con all’ordine del giorno anche l’approvazione di un documento sottoscritto dai rappresentati degli studenti. Ciò per cercare di rispettare al massimo la volontà degli interessati, con i quali ieri mattina si è svolto un incontro nella sede del Comune e per evitare strumentalizzazioni politiche, specie da parte di chi da un lato si vanta di essere vicino alle posizioni del presidente della Provincia Regionale di Messina Nanni Ricevuto e, dall’altro, cerca solo di approfittare, per squisiti fini elettorali, del problema che la popolazione studentesca sta vivendo”. Quindi la suddetta richiesta della minoranza, di convocare il consiglio comunale, è arrivata in ritardo, considerato che il presidente Reale aveva già provveduto”.

Per quel che attiene il documento di parte sindacale – prosegue la nota dell’avv. Contiguglia – , avverso il quale le risposte verranno fornite in un prossimo comizio, vi è da registrare, ancora una volta, come le segreterie provinciali puntino il dito contro l’amministrazione comunale di Tortorici, creando panico ed agendo contro gli interessi dei lavoratori, proprio quando vengono assunti provvedimenti contro gli sprechi e le disfunzioni. Non a caso, solo qualche settimana addietro, l’amministrazione comunale ha scoperto che alla data del 30 aprile 2013 si era consolidato un credito verso i dipendenti di circa 11.500 ore di lavoro come plus orario e un debito di circa 8.000 per minus orario, per un totale di circa 20.000 ore. Si è scoperto altresì che in alcuni casi le assenze per motivi di famiglia venivano giustificate senza alcuna documentazione, che le assenze per malattia venivano comunicate solo telefonicamente e i certificati inviati alla fine del periodo di degenza domiciliare e che qualcuno, pur in presenza di orologio con la rilevazione fotografica, marcava senza farsi inquadrare. I risvolti di tale situazione sono semplici di comprendere sol che si pensi che il plus orario, accumulato quasi interamente per entrate ed uscite in violazione dell’orario di lavoro, doveva essere recuperato con riposo compensativo, ferme restando le ferie annuali, spesso non fruite. Soddisfa che le segreterie provinciali, pur sollevando almeno formalmente altre questioni, contestino di fatto tali provvedimenti, ma ancora una volta si deve dedurre che tutto il loro interesse viene indirizzato nei confronti di chi vuole mettere ordine nel pubblico impiego ed ha già ottenuto il risultato che per il corrente mese di maggio non è stato registrato alcun plus orario, avendo gli impiegati timbrato, in entrata ed in uscita, nel rispetto dell’orario di lavoro”.

Soddisfa ancora di più – conclude il vice sindaco – il plauso che da più parti (anche dipendenti) è venuto per tali decisioni”.

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