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Santo Stefano C.: inaugurato ufficio decentrato della Provincia di Messina

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Da oggi un nuovo servizio verrà messo a disposizione dei cittadini per il disbrigo di qualsiasi tipologia di pratica di competenza degli uffici della Provincia di Messina. É stato, infatti, inaugurato a Santo Stefano di Camastra un ufficio decentrato della Provincia con sede nei locali di Palazzo Armao.

Di sicuro una comoda e utile opportunità quella che verrà offerta e non solo ai cittadini di Santo Stefano, visto che le competenze della nuova sede andranno ad includere ben 14 comuni, offrendo in questo modo un servizio a vari paesi dei Nebrodi Occidentali.

All’inaugurazione della nuova sede erano presenti l’Assessore provinciale Renato Fichera, assessore con delega, tra le altre, agli sportelli polifunzionali decentrati, l’Assessore provinciale Giuseppe di Bartolo, con delega alle politiche scolastiche, il consigliere provinciale Fausto Pellegrino e il primo cittadino di Santo Stefano, Francesco Re.

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Un’attività quest’ultima che produrrà a costi zero, tanto per la Provincia quanto per il comune, visto che verranno utilizzate delle risorse già esistenti, facendo ricorso a figure quali dipendenti comunali in mobilità. Un progetto che rientra in un disegno di qualche anno fa, nato in collaborazione con i vari comuni che hanno offerto la loro disponibilità e che oggi diventa fonte di opportunità per l’intero territorio, perché è senza dubbio un elemento in più, sarà la Provincia in Provincia, come lo ha definito l’Assessore Fichera, in quanto diventa uno strumento utile per tutta l’utenza del comprensorio.

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E in un momento particolare come quello attuale, in cui le province non navigano di certo in acque tranquille, parlare di autonomie locali, di decentramento, proprio quando ci si incammina verso lo smantellamento di tutto questo, appare un po’ controverso. E su questo dato di fatto non sono di certo mancati per l’occasione i riferimenti al caso. Oggi nasce questo ufficio decentrato, afferma il consigliere provinciale Pellegrino, per dare al territorio, proprio nel momento in cui la funzione politica delle province è stata annullata, nuove opportunità e delle risposte per la funzione pratica che è quella vicina ai cittadini. E la sorte che è toccata alle province, viene ancora vista da Pellegrino come il risultato di un’azione demagogica, forse un po’ troppo superficiale, non tanto per il fatto che queste ultime siano state abolite, quanto per la questione che la causa scatenante sia stato il problema economico. La proposta alternativa, afferma ancora Pellegrino, sarebbe stata quella di ridurre al minimo gli stipendi ma tenere viva la funzione sociale del territorio. Invece, appare del tutto singolare, conclude, che chi ha votato questa legge continui a percepire uno stipendio di 20 mila euro mentre a un consigliere spetta il gettone di presenza.

Più speranzoso e proiettato verso un futuro ancora roseo è invece apparso l’Assessore Fichera. Ritengo che sia stato un atto forsennato quello della Regione di fare un decreto per l’abolizione delle province ma allo stesso tempo ritengo che le province in se e per sé non chiuderanno mai. Aspettiamo però cosa ci dirà il nuovo commissario nominato dal Presidente della Regione.

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