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Brolo: Salvo Messina e i debiti. “Continueremo a lavorare serenamente”

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Con grande serenita’ continuiamo a lavorare“. Questa la risposta del sindaco di Brolo, Salvo Messina, dopo l’attacco di stamattina da parte della minoranza consiliare sulla delicata questione dei debiti al comune di Brolo.

Ma leggiamo per intero l’ironica risposta del primo cittadino brolese:

Siamo ad un  punto molto importante della vita aministrativa del paese, che certamente non è  alla deriva, abbiamo un ispettore che controllerà atti e fatti, abbiamo il  controllo in atto di tutti quegli enti che grazie al certosino ed egregio lavoro dei consiglieri di opposizione sono super informati attraverso diversi esposti . Oggi è perfettamente inutile rispondere punto su punto alle accuse di sempre,  chiedersi quali sono le spese folli di cui parlano i consiglieri? Fare i conti sulle rate dei mutui? E’ inutile rispondere alle accuse che provengono sempre dalla stessa  direzione, che guardano forse a futuri orizzonti elettorali e non certo al futuro del paese, oggi serve avere la pazienza di aspettare“.

E sorridendo Salvo Messina aggiunge:  “Mi piace rammentare, con l’invito a rileggerla un’antica storia Sufi. Saggia e preziosa, quella dell’Asino nel pozzo. Mi auguro solo che questo loro dire non finisca come quella la storiella. “C’era una volta un asino di un contadino. Un giorno l’asino cadde in un pozzo. Il povero animale pianse ininterrottamente per ore. Il contadino affranto dai lamenti dell’asino voleva tirarlo fuori. Ma dopo inutili sforzi e tentativi, pensò di lasciar perdere: l’animale era vecchio e il pozzo secco. Decise quindi di lasciare l’asino sottoterra e di chiudere il pozzo ormai privo di acqua. Chiese così aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo, capì le intenzioni
degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Ma all’improvviso smise di piangere, suscitando lo stupore di tutti. Passarono le ore, le zolle di terra venivano buttate velocemente fin quasi a ricoprire il pozzo interamente. Finalmente il contadino ebbe il coraggio di guardare in fondo al pozzo e rimase sorpreso per quello che vide. L’asino era ancora lì: utilizzava ogni palata di terra che riceveva sullatesta come un gradino, la scrollava di dosso e la lasciava alle sue spalle. Man mano che i contadini gli gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino, l’asino riuscì ad uscire dal pozzo
con un grande balzo. Cominciò così a trottare felice. Con le pale in mano i contadini rimasero a guardare lo spettacolo ed erano
talmente allibiti che non erano capaci di dire nulla“.

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