Radio Santangiolese

S. Angelo di Brolo, calcio: la favola della Santangiolese raccontata ai microfoni di Radio DOC

Radio Santangiolese

Un pomeriggio tinto di biancazzurro. La consueta puntata pomeridiana del programma radiofonico “Sport Park”, in onda come sempre sabato sulle frequenze di Radio DOC, è stata infatti dedicata all’impresa calcistica dell’Asd Santangiolese, capace di passare dalla Seconda Categoria alla Promozione nel giro di due anni.

Tanti sono stati i protagonisti di questa doppia cavalcata trionfale, a partire dai calciatori fino ad arrivare allo staff tecnico e dirigenziale, senza escludere collaboratori e tifosi. A raccontare questa stagione esaltante sono intervenuti ai microfoni della radio messinese l’allenatore Francesco Palmeri e il direttore sportivo Federico Sidoti.

Durante un’ora di serrata e amichevole conversazione, i due ospiti hanno risposto a varie domande, parlando di quello che è, quello che è stato e quello che sarà per la formazione di Sant’Angelo di Brolo. I loro ruoli, in campo e fuori, sono pesanti ma né il mister né il ds hanno subito il peso della responsabilità e per entrambi, anche se con percorsi diversi, è stata un’annata strepitosa anche dal punto di vista personale.

«Vincendo il campionato ho provato delle emozioni che emergono raramente – spiega il tecnico biancazzurro -, emozioni che non sempre si possono provare nel corso di una carriera sportiva. Il ricordo che mi è rimasto più in mente è la tribuna del “Comunale” di Brolo piena di tifosi santangiolesi festanti dopo il pareggio dell’ultima giornata contro la Futura Brolo che ci ha regalato la Promozione. Ho avuto fortuna nell’avere un gruppo di professionisti nei dilettanti e questo ha certamente fatto la differenza. Il mio rapporto con la dirigenza è ottimo, lavoriamo sempre di comune accordo anche per quel riguarda il mercato e i risultati si sono visti. Non eravamo partiti per vincere il campionato – continua l’allenatore – ma dopo il girone di andata abbiamo capito che potevamo farcela. Nel girone di ritorno abbiamo collezionato nove vittorie e quattro pareggi e nel finale abbiamo potuto gestire il vantaggio accumulato nei confronti del Sinagra. Alla terz’ultima giornata, con tre punti di vantaggio, il calendario ci ha riservato proprio i giallorossi come avversari. In trasferta, abbiamo impostato la partita come fosse un’opportunità per noi. Paradossalmente, infatti, avevamo meno da perdere rispetto a loro perché anche con una sconfitta saremmo rimasti primi in coabitazione mentre vincendo avremmo chiuso il campionato in anticipo. Siamo riusciti ad uscire imbattuti da quella sfida e alla fine abbiamo meritato di vincere questo torneo. Adesso siamo già al lavoro per il futuro, ci siamo incontrati con la società e sappiamo già come e dove puntellare la squadra, in modo da disputare una tranquilla stagione in Promozione. Quando ho deciso di fare l’allenatore? Anche quando giocavo pensavo come un tecnico – racconta il mister – ma ho iniziato quasi per caso alla Futura, come giocatore/allenatore. La nostra difesa è stata fantastica quest’anno ma per me la cosa fondamentale è il gruppo, la mia priorità è che tutti diano il loro contributo alla causa, cosa che questa stagione è successa e credo si sia notato anche tramite i risultati».

Festa Santangiolese

L’entusiasmo dell’allenatore della formazione biancazzurra è accompagnato da quello messo in campo dal direttore sportivo Federico Sidoti, santangiolese doc e orgoglioso di quello che i suoi ragazzi hanno fatto durante le ultime due annate sportive.

«Nella mia vita non avevo mai provato qualcosa di simile. Per me, da santangiolese, è stato incredibile. Vedere questi ragazzi, i miei ragazzi, festeggiare dopo i sacrifici di un intero anno è stato bellissimo e – ammette il ds – ho anche pianto dalla gioia. Questo progetto è partito cinque anni fa dalla voglia di un gruppo di amici di riportare a Sant’Angelo di Brolo il calcio che conta e, dopo qualche difficoltà iniziale, siamo riusciti a realizzare questo sogno. In particolare quest’anno abbiamo superato ogni più rosea aspettativa, grazie al lavoro di tutti. Il mio pensiero, come quello della dirigenza, è sempre coinciso con quello del mister e all’inizio del girone di ritorno, dopo esserci scrollati di dosso l’impatto con la categoria, abbiamo cambiato marcia e siamo andati fortissimo fino alla fine. Non nascondo di aver vissuto momenti di tensione nell’ultima parte di campionato – rivela il direttore sportivo – ma avevo fiducia nella forza della squadra ed ero consapevole dei nostri mezzi. A Sinagra siamo andati a giocarcela con sicurezza e personalità e questo ci ha dato una piccola spinta in più. La nostra è una realtà piccola, quindi dobbiamo affidarci ai mezzi che abbiamo a disposizione, che sono voglia di emergere e programmazione. Non abbiamo un budget economico illimitato, perciò chi viene a Sant’Angelo lo deve fare per scommessa o perché crede in questo progetto. Fino ad oggi è andata alla grande, noi non abbiamo intenzione di intraprendere strade diverse da questa, non possiamo permetterci di fare il passo più lungo della gamba né vogliamo farlo. Recentemente ho seguito un corso per direttori sportivi – svela Federico – insieme ad altri venticinque elementi, tra cui Antonio Magistro della Tiger Brolo. Ero l’unico ds proveniente da una formazione di Prima Categoria ma è stata un’esperienza di splendido arricchimento. I professori erano personaggi del calibro di Perinetti, Sannino, Grassani, gente che vive di calcio e da cui si può solo imparare. Credo che questo corso possa essere utile per migliorare il mondo dilettantistico a tutto tondo. Non bisogna essere per forza professionisti in quello che si fa, ma bisogna essere professionali per fare le cose per bene».

In quel di Sant’Angelo di Brolo le cose sono state fatte davvero per bene. In due anni, la società del presidente Spinella ha raggiunto un traguardo mai sfiorato in passato dal club, la Promozione. Con dedizione, collaborazione, competenza, voglia di fare ed entusiasmo, i biancazzurri hanno centrato un obiettivo storico ma che non può e non deve essere un punto di arrivo. Nel calcio, come nella vita, il difficile non è arrivare in alto ma restarci. La Santangiolese, in tutte le sue componenti, è già al lavoro per questo e con il sostegno di un’intera comunità il successo è assolutamente garantito. Complimenti, dunque, alla società tutta per il conseguimento di uno storico risultato che è già diventato il più importante capitolo del libro riguardante la tradizione biancazzurra.

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