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C. d’Orlando: Nino Monastra risponde alla Signora Anna Cuva

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Vi pubblichiamo la risposta che ci ha inviato Nino Monastra, uno dei responsabili, a suo dire, della pagina facebook “Ass. Cult. Tano Cuva”, alle lamentele espresse dalla moglie di Tano per aver realizzato un profilo di una persona defunta senza alcuna autorizzazione, che comunque non è obbligatoria legalmente, ma anche senza aver nemmeno chiesto il permesso alla famiglia secondo la signora Anna.

Di seguito il testo integrale della risposta di Nino Monastra.

“Gentile Direttore, chiediamo che ci venga concessa quella che nel campo della libera informazione si chiama “diritto di replica“, ovvero prevista dall’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948 il quale stabilisce che “il direttore o, comunque, il responsabile, è tenuto a fare inserire gratuitamente in un quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa o sito internet d’informazione, le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”.

Nel merito delle dichiarazione contenute nella lettera della signora Anna Aricò in Cuva, vedova del defunto e noto personaggio pubblico Tano Cuva, apparsa ieri sul suo sito d’informazione online 98zero.com riteniamo di dover fare da parte nostra delle precisazioni che riteniamo doverose, per la giusta affermazione della verità e fatti inerenti alla stessa.

La nostra è una associazione legalmente costituita che si è data un regolare statuto per regolamentare dall’interno della stessa la propria attività dedita esclusivamente a fini no-profit di promozione ed informazione storico culturale del nostro paese, Capo d’Orlando, totalmente autonoma, apolitica, e apartitica, che si chiama TANO CUVA – PERSONE ONESTE. Quindi riteniamo che i toni e i contenuti della lettera apparsa pubblica ieri, sconoscendo totalmente i nostri principi costitutivi, è frutto di una errata o mal interpretata comprensione della signora Anna Aricò in Cuva, per quanto ci accusa in maniera del tutto infondata e gratuita.

Precisiamo che legalmente e giuridicamente di fatto non è stato mai violato alcun diritto di natura privata convenuto alla morte del defunto Tano Cuva dai più diretti familiari eredi, ovvero moglie e il figlio dello scomparso personaggio pubblico, da tutti riconosciuto come tale. Non è stato leso nemmeno, con l’intitolazione dell’associazione allo stesso noto concittadino, attraverso la pubblicazione di foto e materiale storico inerente all’attività pubblica svolta dal medesimo, apparso nella pagina dedicata e creata appositamente su facebook per diffondere a livello informativo, idee, pensieri ed opere derivanti dall’intuizione ed inventiva dell’estroso autore senza violare alcun diritto di copyright.

Siamo stati accusati dalla signora Anna Aricò in Cuva, di “mercificazione” dell’immagine e del nome, e del pensiero, del defunto personaggio pubblico, a dire ed giudizio di parte della firmataria della lettera, di aver causato gravi conseguenze e “ripercussioni a livello psicologico” – senza essere confortate da nessun certificato medico – da parte di un minore, ovvero il figlio Alessandro, cui mai è stato citato nè il nome e ancor meno pubblicate foto dello stesso, in quanto, appunto, minore e quindi necessitava in ogni caso il consenso della madre.

Nel merito dell’intero contenuto della lettera apparsa pubblicamente ieri 21 maggio 2013, riteniamo siano state fatte quindi delle gravi e infondate accuse alla nostra associazione non corrispondenti al vero, cioè false, poichè supportate da nessuna prova documentale o testimonianza di terzi, su fatti realmente accaduti o che tali siano davvero stati, ma solo totalmente inventati, molto fantasiosamente, dalla signora Anna Aricò in Cuva al solo scopo di procurare discredito e quindi un danno mirato ed appositamente voluto, alla nostra associazione a livello pubblico senza motivazione alcuna dall’autrice della stessa missiva, danneggiando di fatto anche l’immagine (diffamazione) dei soci fondatori, per un mero perseguimento, a dire della stessa, fine di carattere politico del tutto inesistente.

Siamo addolorati per quanto di spiacevole è accaduto, sicuramente da non imputare alla precisa volontà dei fondatori dell’associazione, ma dall’inspiegabile assurdo comportamento e affermazioni rese pubbliche ieri dalla signora Anna Aricò in Cuva, pertanto in data odierna abbiamo dato mandato al nostro legale di fiducia, di difendere presso le opportune sedi di autorità giudiziaria competenti, di tutelare l’onore e la credibilità della nostra associazione quale soggetto giuridico, e sia quello personale individuale di ognuno dei soci fondatori della stessa.

Certi di una pronta pubblicazione, nel ringraziarla, si porgono cordiali saluti.

Nino Monastra (Presidente)

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