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Capo d’Orlando: al cineteatro Rosso di San Secondo l’arte prende vita con il gruppo teatrale “Il Laboratorio”

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Si riconferma il grande successo delle opere messe in scena dall’associazione culturale “Rosso di San Secondo” gruppo teatrale “Il Laboratorio” in un giovedì sera all’insegna della storia del teatro e dei festeggiamenti dei 30 anni di attività continuativa del gruppo.

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Ad aprire la serata il professore Salvatore Di Fazio con un breve excursus sul carattere tautologico e di profonda solitudine esistenziale  che avvolge la vita di Pirandello inserito in un contesto storico di futurismo, superomismo, decadentismo che ha ormai perso ogni speranza per il futuro e si rinchiude nella propria “Torre d’avorio”. Pirandello reagisce in modo amaro al suo tempo, e Chiarchiaro, protagonista de “La Patente” interpretato da Pippo Galipò, figura mite, onesta e ligia al dovere non è altro che il riflesso delle brutture del mondo che lo circonda. Infatti la cattiveria e la malizia della gente “assassina” moralmente Chiarchiaro che suo malgrado si trova costretto a reagire nel modo più bizzarro che possa esserci: querelarsi ai giudici (Antonio Puglisi, Nino Mangano e Salvatore Fragata) per ottenere un brevetto, la patente appunto, che riconosca il suo “dono” di iettatore e ricavarne così, secondo lui una fortuna. La risata amara che ci regala Pirandello e che abilmente ci hanno trasmesso gli attori in scena, come un’erma bifronte dove una faccia ride del pianto dell’altra, racchiude il senso più celato del nostro animo umano che si mostra solo in risposta a chi ci circonda.

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Monologo particolarissimo, dialogo fra due anime specularmente ravvicinate, è il secondo dramma che ci presenta il professor Di Fazio. Inno alla poetica e all’arte di Rosso di San Secondo, il quale immagina per l’occasione sua moglie che recita davanti al suo busto  marmoreo nella piazza centrale.

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La regia nonché la splendida interpretazione di Nella Natoli risveglia nello spettatore tanti momenti di riflessioni, con punte di tensione drammatica fino a sorrisi di intesa con le parole veritiere e amare di questa vedova, chiamata pazza dal marito e finita in manicomio.

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La moglie del defunto scrittore narra la storia della loro vita insieme, di come ogni persona che avesse avuto contatti intensi con lui fosse diventata magicamente protagonista dei suoi racconti; come ogni donna sedotta dall’illustre drammaturgo fosse descritta minuziosamente nei suoi libri, senza risparmiarsi polemiche e accuse nei riguardi del marito. Tante le considerazioni e il continuo parallelo tra ciò che era la vita della moglie vissuta ogni giorno con un artista e ciò che invece era l’arte, che è eterna, come il busto in bronzo di Rosso di San Secondo.

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Da qui l’idea di dare forma plastica, viva e umana all’arte interpretata da Jessica Lazzaro nei sui movimenti di danza classica. La moglie dopo lo sfogo e la rabbia per tutto quello che ha subìto dal marito, adesso vive un senso di vuoto e anche di colpa per tutto quello che, ad oggi, può solo raccontare ad un busto in una piazza.

Ecco il trait d’union tra Pirandello e Rosso di San Secondo, la continua tensione lirica, l’angosciosa ricerca di una felicità perduta.

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Pubblico numeroso e in piedi per applaudire l’omaggio fatto da Nella Natoli per i 30 anni di attività nel gruppo “Il Laboratorio”.

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