DSCN1114

S.Agata M.llo: all’ I.C. “G. Marconi” conferenza sulle “devianze minorili” – Le foto

DSCN1114

Ha avuto luogo mercoledì scorso, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna dell’I.C. “G.Marconi”, l’interessante conferenza sul tema “l’inosservanza delle regole campanello d’allarme e preludio alle devianze minorili”.

Al tavolo dei relatori, il Dirigente scolastico, dott. Antonino La Mancusa, il Comandante della Compagnia Carabinieri di S.Agata, Cap. David Pirrera, gli avv. Maria Stella Fazio e Filadefio Artale, la prof.ssa Lucia Di Fazio.

A fare gli onori di casa, il dirigente La Mancusa, il quale ha preso per primo la parola tenendo un discorso (del quale riportiamo una parte).

DSCN1098

Oggi viviamo in un contesto complesso. Complessità, significa difficoltà. Si difficoltà perché ci sono tante relazione. Quindi è qualcosa di difficile perché dobbiamo riuscire a mantenere un equilibrio relazionale con chi ci sta di fronte. La scuola deve formare gli alunni affinché essi possano inserirsi nella società con orgoglio, con capacità di giudizio, senza spersonalizzazioni. Allo stesso tempo, la scuola, deve fornire le competenze per farli essere in grado di saper interiorizzare, memorizzare e coscientizzare il messaggio che gli altri mandano, riproducendolo  in modo nuovo, crescendo e diventando cosi cittadini onesti e responsabili.”

DSCN1095

Mi rivolgo agli alunni di terza media. Avete frequentato il primo ciclo da diversi anni. Ora ci sarà una nuova struttura, una nuova scuola … nuovi problemi. Si nuovi problemi! Guai se non ci fossero! I problemi ci sono per essere risolti.  Non bisogna arrendersi dinanzi ad un problema ma trovare le strategie per risolverlo. Una volta risolto un problema, infatti, si cresce, ci si ritrova più forti”.

Dopo l’intervento del Dirigente prende la parola la prof.ssa Di Fazio, moderatrice, la quale spiega il perché dell’argomento scelto come tema della conferenza.

DSCN1101

La scuola è sempre stata attenta e sensibile all’educazione ed alla formazione dei ragazzi e lo è tutt’oggi in un epoca in cui c’è una gravissima carenza di valori, di rispetto alla legalità e delle norme del corretto comportamento. Questa crisi, quest’assenza di responsabilità, questa … – chiamiamola con il nome giusto – falsa interpretazione della libertà e della democrazia, ha assunto dimensioni preoccupanti per cui ogni forma di convivenza civile compresa quella scolastica è spesso minacciata, violata da gesti, atteggiamenti ed atti di violenza …. persino da forme più e meno gravi di bullismo. Spesso ad esserne vittime sono gli stessi compagni di scuola che sono più deboli, indifesi o più educati o meno inclini ad agire con violenza alla violenza”.

DSCN1107

Parlare di legalità e di educazione alla legalità a scuola è non solo importante ma anche doveroso. La scuola insieme alla famiglia è l’ambiente in cui diritti, doveri e rispetto prendono forma, si realizzano, si concretizzano. Il compito di chi insegna non è soltanto quello di trasmettere informazioni, concetti, nozioni ma anche quello di formare individui responsabili capaci di interagire con gli altri e con la società. La necessità delle regole è un problema che coinvolge tutti. Sono proprio le regole che ci permettono di sentirci liberi. Libertà, infatti, non è fare tutto quello che si vuole; fare tutto ciò che passa per la testa, anche, calpestando gli altri. Un paese senza leggi dove ognuno si sente autorizzato a fare ciò che vuole è un paese esposto alla violenza ed alla sopraffazione. La sfida che oggi vogliamo lanciare e rivolta a voi che oggi siete soltanto ragazzi e ragazze ma che domani diventerete uomini e donne. Voi sarete chiamati a costruire una società migliore. Dovete creare e conquistare la società, non ve la regala nessuno. Come? Attraverso il confronto, il dialogo, il senso del dovere, il riconoscimento dell’altro, l’osservanza delle regole e soprattutto scegliendo sempre la via della legalità”.

Primo relatore: Capitano David Pirrera

DSCN1110

Io affronterò il tema della produzione della devianza nella società che purtroppo spesso ha origine a partire dalle scuole elementari e medie. Il bullismo sappiamo tutti cos’è; ecco, esso fa parte della corruzione. Io parlo della prevenzione della corruzione. Ma questa prevenzione da chi deve partire? Da noi forze dell’ordine o dai comuni cittadini? Io penso che debba partire dai cittadini, da ognuno di noi. Siete voi i comuni cittadini! Mancano pochi anni e voi farete parte a tutti gli effetti della società italiana e per questo è bene capire sin dalla vostra età quale sono i diritti e i doveri del cittadino”.

Voi sarete il futuro, e cosa dobbiamo inculcare nella vostra mente? Voi sarete il sindaco, il carabiniere, l’insegnante …. di domani. Voi sarete la società! Quindi i principi che dobbiamo inculcare sono quelli dell’onestà, della lealtà e soprattutto del rispetto delle regole. Nel vostro piccolo potete rispettare questi principi.  Bisogna iniziare dalle piccole cose; non pensiamo di poter cambiare il mondo chissà come … dobbiamo iniziare a cambiare i nostri piccoli quotidiani gesti. Come? Iniziando ad avere rispetto delle regole, essendo leali ed onesti”.

DSCN1108

Il cap. Pirrera ha illustrato ai ragazzi esempi di reati, come i falsi invalidi, l’assenteismo, l’evasione fiscale ed ha più volte ripetuto  di “avere il coraggio di denunciare che non significa andare in caserma. Se ci sono atti di bullismi, parlate con i genitori, con gli insegnanti. Bisogna  acquisire la mentalità di denunciare i reati sconfiggendo l’omertà. Solo così potremmo avere una società migliore e senza dubbio più onesta. Quando vedete che qualcosa non va ditelo, non abbiate paura”.

Secondo relatore: Avvocato Maria Stella Fazio

DSCN1120

Con l’ausilio di una lavagna, con la collaborazione di una alunna e cercando di coinvolgere i ragazzi, l’avv. Fazio si è soffermata ad analizzare quattro termini riportati nella lavagna (vedi foto sotto): “obbligatorietà, consapevolezza, responsabilità, disciplina“.

DSCN1122

Educare all’osservanza delle regole. Certo perché la regola è libertà, la regola ci arricchisce, ci garantisce di vivere in armonia fra noi. Le regole sono come la bussola. Noi siamo i comandanti della nostra vita. Come la barca fra le tempeste corre il rischio di perdere l’orientamento, la traiettoria ma grazie alla bussola arriva alla meta cosi noi grazie alle regole possiamo correggere la rotta. Attraverso la bussola possiamo raggiungere, pur fra le tempeste che nella vita si presentano, gli obbiettivi, le mete prefissate. Per raggiungere degli obiettivi serve la bussola, la regola, ma anche la disciplina e la volontà”.

Dopo, il suo intervento del quale sopra abbiamo riportato solo una piccola parte, l’avv. Fazio, ha fatto riferimenti a situazioni prese in prestito dalla sua esperienza professionale. Tanti, e uno più interessante dell’altro, gli esempi riportati che hanno affascinato i ragazzi.

Secondo relatore: Avvocato Filadelfio Artale

DSCN1134

Si è parlato di legalità; l’art 25 della nostra Costituzione al secondo comma recita testualmente: nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.  In uno stato democratico ognuno di noi sa che nel momento in cui commette un fatto, un’azione, sa già se questa è un reato. Ancora; l’art 1 del codice penale recita: nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, nè con pene che non siano da essa stabilite; l’art 2,  recita: nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato. Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali. Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile”.

DSCN1124

In riferimento all’ obbligatorietà della legge proprio l’art. 3 recita: la legge penale italiana obbliga tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovano nel territorio dello Stato, salve le eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o dal diritto internazionale”.

L’avv. Artale si è poi soffermato a parlare del minore. E citando gli art. del codice penale ha spiegato ai ragazzi la punibilità e l’impunibilità di un reato. “È impunibile chi non ha la capacitò di intendere e di volere. Il codice penale fa una distinzione fra infra 14enni e ultra 14enni. I minori che non hanno ancora compiuto i 14 anni sono impunibili; cioè, anche se commettono un reato non vanno incontro a nessuna sanzione perché non vi è responsabilità personale. Che significa? Si risponde di un fatto se si è commesso in maniere consapevole. Se l’autore del reato è ultra 14 enne è punibile; attenzione però anche qui bisogna vedere, esaminare la punibilità caso per caso.  Ma il minore come fa a difendersi? Il minore si può difendere grazie ad un curatore o ad un genitore”.

DSCN1146

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close