Stampa

C. d’Orlando: l’Inter club ospita Mario Corso, il “piede sinistro di Dio”

Stampa
L’Inter Club Capo d’Orlando non si fa certo abbattere dai risultati poco esaltanti della “beneamata” , e nonostante le delusioni continua la sua febbrile attività. Per chiudere la stagione 2012/2013 il direttivo nerazzurro ha organizzato,  nell’ambito del suo tour Siciliano, di concerto con il coordinatore nazionale Dott. Sergio Spairani ed il coordinatore regionale Francesco Scuderi un’ incontro con uno dei grandi campioni della grande inter di Helenio Herrera. Sarà infatti ospite a Capo d’Orlando , Mario Corso uno dei  pilastri di quella formazione entrata nella leggenda del calcio mondiale. L’incontro con annessa cena si terrà nei locali del ristorante “il Capriccio” SABATO 1 GIUGNO 2013  , “l’intento e quello di incontrarsi con chi condivide questa passione, e quindi aperta non solo ai soci ma anche a tutti coloro che hanno nel cuore questi colori – spiega il presidente Francesco Lenzo- impreziosendo la serata con la presenza di un campione dalla classe cristallina come Mariolino Corso, un vero campione di disponibilità.  Una serata  di “Sapori & Ricordi” dove  l’inventore della “foglia morta” si concederà alla curiosità ed alle domande dei suoi tifosi e raccontandosi aneddoti ed episodi di una carriera costellata di trionfi. ”

Stampa

 

Chi è Mario Corso? Per gli “anta” non solo nerazzurri (conserva ad oggi anche tra i tifosi avversari numerose simpatie) bastano gli innumerevoli soprannomi a decantarne la sua classe sopraffina. Mariolino Corso è stato Mandrake, ma anche il “participio passato del verbo correre”.
E’ stato un giocatore incedibile nonostante finisse ogni estate al primo posto nelle liste di cessione, è stato considerato un genio ed un lavativo, il tormento e l’estasi di una generazione di tifosi nerazzurri, il prototipo degli “atipici”.
E’ stato forse il giocatore che più marcatamente di qualunque altro ha usato un solo piede, ma in maniera così meravigliosa che il Commissario Tecnico di Israele, dopo una partita delle qualificazioni ai Mondiali del Cile, arrivò a dire “siamo stati sconfitti dal piede sinistro di Dio”.
       Corso inizia la carriera nell’Audace San Michele , il talento che sprizza da ogni poro gli permette di bruciare le tappe ed a 17 anni approda all’Inter ed in maglia nerazzurra esordisce subito in Coppa Italia ( Como –Inter 0-3), diventando ben presto un pilastro della formazione della “Grande Inter”. Giocò come centrocampista, vincendo 4 scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Disputò in totale 502 partite, segnando 94 gol. In quegli anni mise a punto la cosiddetta  “punizione a foglia morta” , ed ancora oggi è universalmente riconosciuto come l’antesignano di quei giocatori micidiali sui calci di punizione. Su tiro franco era un pericolo per gli avversari. Partiva dal suo sinistro una traiettoria a volte alta, a volte bassa, ma sempre tagliente e letale che si afflosciava in rete lasciando immobili i portieri. “Tutta colpa del mio primo allenatore, Nereo Marini da San Michele Extra, il paese dove sono nato. Si fissò sulle mie qualità di tiratore da fermo e mi costrinse, giovanissimo, a esercitarmi quotidianamente per 40 minuti alla fine di ogni allenamento. Tiri su tiri. Così nacque la foglia morta”. Giocava con i calzettoni abbassati come i sudamericani , un vezzo che lui spiega candidamente:-“ Era un omaggio. Al mio idolo: Omar Sivori, lo adoravo. Lui giocava alla sudamericana e con i calzettoni giù, lo imitai subito. In qualche modo fui il primo europeo a metterli in quel modo. Mi dissi: se non posso fare tutti quei tunnel e quei dribbling almeno posso assomigliargli nel look” racconta con uno spiccato senso di autoironia il sudamericano di San Michele Extra.. Fortunatamente per lui arrivarono trionfi a iosa , e quello che era un vezzo in onore di uno dei  sui idoli diventò presto un segno distintivo.” Pelé completo, Mario tutto e solo sinistro” gli gridavano i suoi detrattori, ma lui con grande ironia rispondeva serafico:-“ “Meglio un piede solo che due scarsi, è il mio motto”, La sua ultima partita con l’Inter fu Inter-Juventus 1-1 del 17 giugno 1973.  Chiuse la carriera agonistica nel 1975 indossando la maglia del Genoa , ma nonostante siano passati quasi quarant’anni , il suo mito non si è mai appannato. Tanti i tributi , anche extra sportivi. L’intellettuale e scrittore Edmondo Berselli gli dedicò un libro “ Il più mancino dei tiri” , mentre  Ligabue nel film “Radiofreccia” per bocca di Stefano Accorsi in un’ intenso monologo gli rese quest’omaggio….“ Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non c’è ne saranno altre belle in maniera diversa “…..

I tifosi ed i simpatizzanti nerazzurri possono richiedere informazioni e/o prenotarsi ai seguenti numeri: 3391330946 – 3388404802 – 336400693

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close