salvatore buzzanca

Montagnareale: intervista al candidato Buzzanca

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Concludiamo lo spazio dedicato all’analisi politica dei candidati a sindaco del comune di Montagnareale con l’intervista esclusiva dell’ing. Salvatore Buzzanca che, sostenuto dalla lista “Rinnovamento e Futuro”, ha già intrapreso da qualche settimana la cavalcata alla poltrona di primo cittadino.

L’ing. Buzzanca, 39 anni, professionista noto e stimato nel comprensorio, ha ufficializzato la propria candidatura dopo un lungo susseguirsi di incontri tra il gruppo di opposizione uscente “Rialzati Montagnareale” ed il nascente movimento giovanile che come uno tsunami ha sparigliato gli schemi politici esistenti.

“E’ un dato di fatto che la spinta dei giovani di Montagnareale ha contribuito alla mia candidatura mettendomi al centro di un innovativo progetto politico che parte oggi ma farà certamente tanta strada. Cambiare è il nostro imperativo ma, giusto per essere chiari, non si cambia se non si è credibili, chiari e comprensibili a tutti i cittadini. Nel nostro slogan, che da il nome al movimento, intendiamo rinnovare dalla base il modo di fare politica affidandoci a chi attraverso essa vuole creare futuro”.

In caso di sua vittoria, quali sono le priorità individuate?

“Vogliamo rendere Montagnareale un paese vivibile. Il mio concetto è semplice: innovazione, sviluppo, modernizzazione. Tutto questo manca da oltre 30 anni e credo sia venuto il momento di agire fattivamente anche per arginare la crescente deriva demografica, dove i dati evidenziano impietosamente lo spopolamento del paese che negli ultimi anni ha toccato punte allarmanti. Montagnareale sorge in una posizione di assoluto privilegio dal punto di vista geografico e strategico, a pochi minuti dallo svincolo autostradale, dal mare, dalla ferrovia. Negli anni, una politica attenta alle esigenze del territorio avrebbe potuto e dovuto incentivare innanzi tutto gli investimenti turistici. Noi oggi ci presentiamo per fare ciò che altri hanno solo promesso e lo vogliamo fare con impegno e partecipazione della cittadinanza”.

Quali sono i punti di forza di questa campagna elettorale?

“Innanzi tutto “garantire”. Noi vogliamo che chi ci sosterrà lo faccia perché consapevole di essere protagonista della vita politica del paese. E’ finito il tempo delle promesse, delle attese, delle illusioni. Attraverso il gruppo che mi sostiene stiamo lanciando proprio questo messaggio, stiamo ascoltando le problematiche dei cittadini e vogliamo insieme a loro gestirle e risolverle. Chi arriva a Montagnareale legge in bella mostra “paese delle fontane” ma non sa che proprio l’acqua è da decenni il più grande cruccio della cittadinanza tanto della periferia quanto del centro. Se in alcune zone limitrofe l’acqua arriva con il contagocce e nei mesi estivi non arriva proprio, i rubinetti del centro fanno i conti con il fenomeno dell’acqua “rossa” grazie ad un impianto idrico che negli anni passati è stato sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Vige a tutt’ora (dal 1996) un’ ordinanza di non potabilità dell’acqua domestica. Basta questo per fotografare il mio concetto di politica lontana dai cittadini”.

Partendo da ciò che offre il territorio, qual è il suo progetto politico?

Promuovere le risorse agricole, far rivivere le nostre tradizioni, creare progetti aggregativi, patrocinare l’iniziativa privata per creare un flusso economico verso il paese e per 12 mesi l’anno è certamente un punto di partenza importante. Abbiamo un notevole patrimonio edilizio abbandonato che attraverso sportelli di aiuto al cittadino potrebbe essere utilizzato e divenire un importante volano anche per l’occupazione creando servizi e riducendo costi, il che renderebbe appetibile soggiornare a Montagnareale piuttosto che nei centri limitrofi. Aiutare chi vuole fare impresa è la stella polare di chi amministra, accompagnando e  sostenendo le iniziative perché solo creando benessere si aiuta la crescita della propria comunità. Si è perso molto in questi anni e molte sono le criticità che si devono affrontare al più presto”.

Cosa intende per criticità e come affrontarle?

Sintetizzarle non è facile ma, rifacendomi al concetto di innovazione e da appassionato di hi-tech, innanzitutto partirei dal gravissimo abbandono idrogeologico in cui versa il paese. Solo l’estate scorsa è andato in fumo un patrimonio boschivo di inestimabile valore, alberi secolari distrutti tanto dalla mano dell’uomo quanto dall’incuria di chi doveva salvaguardarne la storia e la bellezza paesaggistica. Basterebbe pochissimo per dotare il paese di un sistema di videosorveglianza wireless con microcamere in punti nevralgici che facciano quantomeno da deterrente e, nei casi più gravi, da aiuto alle indagini per risolvere fenomeni delinquenziali per fortuna estemporanei. Poi ci sono le strade, specie quelle periferiche ma non per questo meno importanti o meno transitate, che costringono gli automobilisti a vere e proprie gincane per salvaguardare le vetture a volte a discapito dell’incolumità. Infine proprio in questi giorni, in perfetto orario con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, sono iniziati i lavori di cablaggio ADSL per la telefonia fissa e, se tutto va bene, tra qualche mese potremo dire di essere usciti da quel 3,4% di comuni siciliani “fanalino di coda” che non hanno accesso veloce ad internet. Per non parlare della rete di telefonia mobile che non garantisce copertura adeguata su tutto il territorio comunale grazie a scelte quantomeno discutibili e che di politico non hanno nulla”.

Un movimento, dicevamo, che si basa molto sulla componente giovanile. Quali sono i propositi per convincere l’elettorato a darvi fiducia?

“E’ un movimento di giovani con all’interno il supporto di tre consiglieri uscenti di comprovata esperienza. Se andiamo a vedere i candidati, uno per uno, ci accorgiamo che si tratta di professionisti, lavoratori e studenti universitari che vogliono dare un contributo ognuno con le proprie conoscenze tecniche, lavorative e soprattutto umane. Ognuno di noi vive del proprio e non di “politica” nel senso più vergognoso che questo termine ha assunto. Se questo vuol dire essere inesperti, ben venga! Il nostro intento è quello di rimettere il paese sui binari e non vederlo sbandare o peggio ancora deragliare. Per questo serve innanzi tutto la buona volontà e la collaborazione. Noi possiamo dire di conoscere il paese perché lo viviamo per 365 giorni, stiamo tra la gente, ne conosciamo le difficoltà e le esigenze ed in tal senso ottimizzeremo le nostre scelte.”

Salvatore Caporlingua

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