Puglisi Romagnoli

C. d’Orlando, calcio: Romagnoli a Radio DOC «Orgoglioso per il passato, ambizioso per il futuro»

Puglisi Romagnoli

Ambizione ed orgoglio. Sono queste le due parole più spese dal presidente dell’Orlandina Calcio Massimo Romagnoli a “Cu c’è c’è”, la trasmissione radiofonica mattutina condotta da Antonio Puglisi tutti i giorni dal lunedì al venerdì sulle frequenze di Radio DOC. Il patron biancazzurro ha voluto raccontare stamane ai microfoni un’esperienza calcistica lunga due anni che l’ha finalmente riavvicinato all’ovile orlandino.

«Vivo all’estero ormai dal 1989, era però mia intenzione fare qualcosa per il mio paese d’origine, Capo d’Orlando. Sono orgoglioso dei successi che abbiamo ottenuto quest’anno. Quando ho rilevato la società da Pippo Galati mi ero posto l’obiettivo di raggiungere la Serie D in due anni e la Serie C in cinque. Sono un tipo ambizioso e volevo dunque superare questi traguardi. Ho avuto la fortuna di avere accanto a me un bravissimo mister come Raffaele e un direttore sportivo come Marco Cirillo, con cui abbiamo costruito un gruppo importante che ci ha permesso di toglierci le prime, grandi soddisfazioni».

Il presidente ha quindi elargito ringraziamenti e complimenti a tutto il suo staff, a partire da quello dirigenziale fino ad arrivare allo staff medico e ai magazzinieri, ritenuti da Romagnoli pezzi fondamentali nel successo finale dei paladini, nessuno escluso. La professionalità, la competenza, la passione che tutti i collaboratori hanno messo al servizio della squadra hanno fatto certamente la differenza in un campionato lungo e faticoso come quello di quest’anno.

Qualche parola è stata spesa anche nei confronti del freddo pubblico del “Ciccino Micale”: «Devo ammettere che vedere le tribune semivuote durante le partire mi rattristava moltissimo. Ogni tanto ho pensato di mollare. Ma il mio orgoglio orlandino e l’amore verso il mio paese mi hanno fatto superare questo ostacolo. Non è facile per chi investe del denaro vivere questa situazione. Questa non è una squadra che funge da lavatrice di contanti o come mezzo di defiscalizzazione. Io vivo all’estero quindi in questo senso non ho alcun tipo di interesse. Voglio anche precisare che non ho nessun doppio fine politico, il mio unico scopo è lasciare qualcosa a Capo d’Orlando. Essere presidente dell’Orlandina è anche una scusa per tornare più spesso a casa. Io mi ritengo un ambasciatore di Capo d’Orlando e quando sono fuori parlo sempre bene del mio paese».

L’uomo Massimo Romagnoli ha sempre amato il rischio. Tutta la sua vita è stata un continuo azzardo e mettersi alla prova ma i risultati sono stati fantastici in ogni ambito: «Sono partito per la Grecia quando ho capito che qui in Italia non avrei potuto realizzarmi dal punto di vista lavorativo. Questa decisione ha ovviamente segnato la mia vita. Sono cresciuto come uomo ma soprattutto ho iniziato a vedere tutto il mondo sotto un’altra prospettiva. La svolta è arrivata nel 1999, quando ho conosciuto Silvio Berlusconi che mi ha assunto come responsabile Mediaset per il Medio Oriente. Successivamente, nel 2004, sono diventato coordinatore in Europa di Forza Italia e nel 2006 sono poi stato eletto alla Camera dei Deputati. La mia voglia di fare, la mia determinazione, la mia voglia di vincere sono state tutte create in Grecia. Nella penisola ellenica ho messo su famiglia, ho tre figli che parlano italiano e greco e studiano inglese e cinese in modo da tenere aperte il più possibile le porte del mondo del lavoro in futuro».

Il patron paladino ha chiuso parlando di futuro, promettendo a tutti i tifosi un avvenire sempre più roseo: «Per crescere bisogna essere ambiziosi. Oggi come oggi è complicato per una società sostenere le spese di un campionato di un certo livello. Andare a chiedere anche soli mille euro ad un’azienda può mettere in difficoltà l’impresa stessa, fosse anche grande. Costruire una squadra tanto per farlo non avrebbe senso, a quel punto sarebbe meglio dirottare i soldi dedicati al calcio in altri posti. Noi invece vogliamo creare un progetto serio, che duri negli anni, per questo in futuro punteremo alla Lega Pro. Quest’anno abbiamo avuto a libro paga oltre quaranta persone e tutti sono stati preziosi per raggiungere i nostri obiettivi. L’anno prossimo cercheremo di centrare il prima possibile la salvezza e poi, a seconda anche delle condizioni dei nostri avversari, vedremo dove potremo arrivare. Certamente non abbiamo ancora le competenze per vincere il campionato come fatto quest’anno ma, se tutto va come deve andare, potremmo sorprendere qualcuno e magari arrivare in zona playoff. L’unica cosa di cui sono certo è che Capo d’Orlando sarà ben rappresentata non solo in Sicilia ma anche in tutte le regioni che andremo a visitare, come la Campania, la Calabria e la Basilicata».

Massimo Romagnoli ha vissuto una vita in costante movimento, spesso lontano da casa, un po’ per scelta e un po’ per necessità. L’Orlandina Calcio è il segno che il presidente ha voluto lasciare al suo paese, un segno che lo lega indissolubilmente alla sua terra. Certi amori, in fondo, non finiscono ma fanno dei giri immensi e poi ritornano e il sentimento per la sua Capo d’Orlando è forte e sincero come sempre.

L’intervista integrale al presidente biancazzurro andrà in onda in replica dalle 20 alle 21 sempre su Radio DOC.

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