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C. d’Orlando: reportage, “horror tour” sul lungomare alle porte della stagione stiva

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L’Estate è alle porte, e mentre le attività commerciali, vero e proprio motore  trainante dell’economia orlandina, cominciano (più per speranza che per convinzione) a prepararsi per la stagione estiva, preoccupa non poco il solito immobilismo amministrativo.

Se resta utopia , che questo paese da sempre auto referenziatosi come “paese turistico”  sia non dico pronto ma quanto meno “accettabile” al vero primo banco di prova (pasqua, 25 aprile, 1 maggio) quando i ponti primaverili  facendo da prologo all’estate portano in città un discreto numero di vacanzieri, sarebbe per lo meno auspicabile che almeno in questo scorcio di fine maggio se non altro i più basilari servizi per i primi bagnanti fossero disponibili.

Purtroppo basta fare un piccolo tour sul nostro “schizofrenico” lungomare (unico paese al mondo che in appena due chilometri di lungomare può vantare 4 stili ben distinti tra loro) per rendersi conto che neanche questa minima assistenza viene garantita. Infatti basta farsi una piccola passeggiata sul lungomare per rendersi conto che il primo problema per i vacanzieri che vogliono usufruire della spiaggia  è…raggiungerla!

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I primi problemi per un bagnante diversamente abile cominciano nell’accesso a mare sotto Piazza Arenella, dove l’unico scivolo della zona per disabili o chi ha difficoltà motorie, è, come si evince dalla foto (foto sopra), del tutto inutilizzabile. Ad onor del vero se lo scivolo di sinistra è oramai ridotto a scheletro fatiscente va dato merito all’amministrazione che per “par condicio” anche l’accesso per normodotati posizionato a destra (foto sotto) non è certamente messo meglio, malfermo e senza ringhiera di protezione.

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Basta allontanarsi per un centinaio di metri in direzione monte  ed ecco l’ennesima perla, sotto il glorioso ed oramai fatiscente Palavalenti un altro accesso, sbarrato alla meno peggio con una transenna (foto sotto).

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Basta sporgere la testa per constatare l’assoluto abbandono di quel che resta dell’accesso a mare (foto sotto).

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Terza tappa al Lido Miramare, dove come nella migliore tradizione dei “parchi avventura” il bagnante potrà provare l’ebrezza di scendere le scalette e non sapere  se le stesse reggeranno  il proprio peso visto l’evidente stato di abbandono e con la ciliegina finale di un piccolo saltello, visto che gli ultimi tre gradini e salutare bypassarli (foto sotto).

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L’ultima chicca la scoviamo appena dopo l’ennesimo Lido, all’incrocio con la via XXVII Settembre, dove l’altro scivolo per disabili (persone per cui trovare l’accesso alla spiaggia è oramai una vera e propria caccia al tesoro) è stato del tutto asportato  e l’accesso definitivamente chiuso e “rappezzato” con tavole e fil di ferro (foto sotto).

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Il nostro “Horror Tour” giunge quindi alla fine, e non aggiungiamo altra carne al fuoco parlando del servizio docce che ancora non c’è. Anche perché dopo questo giro panoramico su quello che dovrebbe essere il nostro biglietto da visita per i turisti ho una sola “montalbaniana” certezza nella testa. “Che minchia me ne faccio delle docce  in spiaggia, se dalla spiaggia mi hanno chiuso fuori?”

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