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C. d’Orlando: dibattito infuocato sui beni comuni, socializzazione costi e privatizzazione ricavi anche col porto orlandino

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Si è svolto ieri sabato 18 Maggio, presso la sede sociale dell’ACIO, l’incontro intitolato “L’Assalto ai beni comuni”. Tra i protagonisti indiscussi della serata  Antonio Mazzeo, attivista e giornalista/reporter e Giuseppe Lo Bianco, giornalista del Fatto Quotidiano.

In una sala gremita, il benvenuto al pubblico è toccato al presidente dell’ACIO Enzo Mammana, il quale ha voluto sottolineare che, quando si parla di legalità, l’Associazione è sempre presente.

Di seguito l’introduzione al concetto di “beni comuni” del presidente dell’Ass.Sak Be di Brolo Pierluigi Gammeri, il quale in un intervento ordinato e composto ha efficacemente spiegato il ruolo dell’associazione nel ricreare una sorta di osmosi tra sapere sociale e luoghi istituzionali, osmosi che negli ultimi anni è venuta meno in maniera più o meno voluta per cancellare proprio il bene comune in favore di una società di individui singoli.

L’introduzione agli argomenti in scaletta è poi spettata a Salvatore Granata di Legambiente, il quale ha fatto un excursus brillante, con diversi riferimenti alle analogie sul piano amministrativo Ponte Sullo Stretto – Porto di Capo d’Orlando, su quelli che sarebbero stati i temi trattati in seguito da Antonio Mazzeo e Giuseppe Lo Bianco.

Punti cardine sui quali ruota il fenomeno sono capitale e lavoro, con quest’ultimo che ormai sta venendo meno ma non per mancanza del primo. Con le privatizzazioni dei beni comuni e le finanziarizzazioni dell’economia, infatti, si è innescato un movimento per cui i guadagni sono privatizzati ed i costi sono socializzati, in un circolo vizioso infinito che porta i cittadini ad impoverirsi sempre di più a favore dei privati.

Al riguardo, tante parole polemiche sono state spese nei confronti dell’amministrazione comunale orlandina, rea di aver fatto propria questa teoria neoliberista e di averla messa in atto nella questione porto. Qualcuno dei relatori, sottovoce, ha anche gettato una piccola pietra verso i presenti, sostenendo che, fosse stato anch’esso un orlandino, avrebbe denunciato il sindaco per tutte le illegalità commesse nell’iter del progetto “Porto di Capo d’Orlando” e per tutti i danni, economici e ambientali, che tali decisioni hanno arrecato al paese paladino.

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L’intervento seguente dell’attivista, scrittore e bibliotecario Luigi Sturniolo, è stato letto da Edoardo Lipari, poiché il relatore per motivi personali non è potuto intervenire, lasciando comunque un consegnato del suo intervento. In questo spaccato, Sturniolo mette in evidenza quella che è stata la Storia del Ponte di Messina, i suoi intrecci con la politica ed il mondo bancario e quali sono oggi le conseguenze economiche. Parla altresì del processo di privatizzazione dei vari servizi pubblici e della grande vittoria referendaria.

A seguire il momento più atteso, quello di  Antonio Mazzeo. Il giornalista, nel suo chiaro e interessante intervento, parla del Muos e lo collega all’utilizzo dei Droni Americani.

Il MUOS (Mobile User Objective System) incarna le mille contraddizioni della globalizzazione neoliberista. Uccide in nome della pace e dell’ordine sovranazionale. Devasta il clima, l’ambiente, il territorio. Dilapida risorse umane e finanziarie infinite. Rigenera le ingiustizie. Esautora ogni controllo dal basso. Espropria democrazia. Rafforza il blocco di potere transnazionale. Inquina irrimediabilmente la natura e la ragione. Viola il diritto alla salute di intere popolazioni.

Il terminale terrestre di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture sparse per il mondo che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare in UHF (altissima frequenza) che collegherà tra loro i Centri di Comando e Controllo delle forze armate Usa, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i Global Hawk (UAV-velivoli senza pilota).

Le onde elettromagnetiche avranno pesantissimi effetti pure sul traffico aereo nei cieli siciliani e in particolare sul vicino aeroporto di Comiso, prossimo all’apertura. La potenza del fascio di microonde del MUOS è senz’altro in grado di provocare gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente. I rischi d’interferenza investono potenzialmente tutto il traffico aereo della zona circostante il sito d’installazione del MUOS. Nel raggio di 70 Km si trovano ben tre scali aerei: Comiso, a poco più di 19 Km dalla stazione di Niscemi, e gli aeroporti militare di Sigonella e civile di Fontanarossa (Catania), che si trovano rispettivamente a 52 Km e a 67 Km. Sigonella, tra l’altro, è oggetto delle spericolate operazioni di atterraggio e decollo dei velivoli da guerra senza pilota Global Hawk, Predator e Reaper a disposizione delle forze armate USA e NATO.

Una nazione neoliberista come la Germania ha abbandonato recentemente il progetto dei Droni, dopo aver investito milioni di euro, anche per la pericolosità per il traffico aereo civile, oltre che per l’insostenibilità economica del progetto stesso.

I Global Hawk, come pure il Predator, non risultano in grado di assicurare l’incolumità del traffico aereo civile. Essi non sono in grado di variare la loro traiettoria di volo in senso verticale, salendo o scendendo di quota, come la situazione per evitare una collisione prontamente richiederebbe. E la sola variazione della direzione di moto, rimanendo alla stessa altitudine, potrebbe non bastare ad evitare un disastro che coinvolga un traffico civile.

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A concludere, l’intervento di Giuseppe Lo Bianco, il quale ha parlato di informazione autocostruita e dell’importanza che per i giovani essa debba avere. Proprio in queste ore su tutti i quotidiani nazionali si è tornato a parlare dell’agenda rossa di Borsellino, argomento di cui Lo Bianco è grande conoscitore. Il giornalista ha definito una “mistificazione” il processo mediatico scatenatosi attorno alla vicenda, accusando sostanzialmente dall’interno il tipo di informazione sensazionalistica e da fumo negli occhi che ormai si è diffusa in Italia e nel mondo, dove le verità fanno posto agli interessi dei singoli. Con la tecnologia che avanza, in un’epoca in cui l’informatica regna sovrana, l’informazione diventa il vero tesoro dell’umanità e, con le risorse oggi a disposizione, tutti i cittadini possono e soprattutto devono essere in grado di costruirsi un’informazione propria e, di conseguenza, avere una propria cultura ed opinione.

Temi dunque scottanti quelli trattati ieri nel bellissimo dibattito sull’assalto ai beni comuni avvenuto nella sede dell’ACIO in via Trieste a Capo d’Orlando. Argomenti orlandini e non su cui bisognerebbe riflettere più a fondo e che bisognerebbe conoscere in toto prima di dire la propria su questioni così delicate. Sarebbe giusto informare tutti sul fatto che queste tematiche vanno a toccare non solo gli interessi dei pacifisti e degli ambientalisti ma anche quelli dei privati cittadini che, più o meno inconsapevolmente, diventano finanziatori di progetti spacciati come soluzioni alternative alla disoccupazione o a problemi logistici e che invece si rivelano sempre più socializzazioni ambientali ed economiche dei costi che portano ad una continua privatizzazione dei guadagni a scapito della popolazione.

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Francesco Gugliotta

Edoardo Lipari

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