ME Patti  nuovo Ospedale Barone Romeo3

Patti: al “Barone Romeo” protesta medici reparto Ostetricia

ME Patti  nuovo Ospedale Barone Romeo3

C’è una grande carenza di strutture ma specialmente di personale medico. E’ protesta al reparto di ostetrica dell’ospedale pattese; a farsi portavoce della Uil medici di Patti, il ginecologo, Marco Bertolani.

E’ vero che come polo ospedaliero, l’introduzione dello “Sten” – spiega il dott. Bertolani – consente il trasporto neonatale protetto, aumentando la nostra potenzialità come punto centrale di riferimento. Se c’è una gravidanza a rischio in qualsiasi ospedale del vasto comprensorio, infatti, il neonato può essere immediatamente trasferito qui, presso la nostra unità; di conseguenza, è pure vero che ciò accresce inevitabilmente il nostro punto di riferimento ed è impossibile poter agire in tal senso se non viene attuata una rimodulazione complessiva”.

Impensabile – afferma il ginecologo – che questa unità non abbia la presenza attiva di un day hospital 24 h su 24  di medici e non disponga di una sala operatoria con le stesse modalità accanto alla sala parto. Per quanto riguarda il personale medico, occorre invece l’adeguamento sia degli ostetrici che sono sei, al momento, ma dovrebbero essere nove… ma ne servirebbero  almeno dieci”.

“In pratica – precisa Bertolani – non ci sono i requisiti strutturali e organizzativi per attuare quello che si dice, ovvero che non si vuole depotenziare ma addirittura portare questo reparto a raggiungere i mille parti annui (adesso sono 750) ottenendo cosi la prestigiosa qualifica di primo livello, ovvero la massima qualità a livello nazionale”.

La verità – prosegue il dott. Bertolani – è che al momento tutto ciò diventa una semplice dichiarazione. Infatti, quasi quotidianamente, almeno due nostri colleghi sono in mobilità, pronti per essere presenti verso altri punti nascita del comprensorio e per quello delle Eolie. Specie per quanto riguarda l’ostetrica esiste la riduzione del numero degli interventi in programmazione peraltro con difficoltà a garantire i livelli minimi assistenziali e con la conseguenza che le liste di attesa si allungano sempre più. Tale situazione peraltro trova l’insoddisfazione degli stessi medici che hanno fatto sentire la loro protesta, ma, purtroppo, non sembra che ci sia ascolto da chi dovrebbe”.

 

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