Puglisi Vicario

Capri Leone, calcio: mister Vicario a Radio DOC «Quella punizione, i rigori e l’apoteosi»

Puglisi Vicario

Alla fine di un lungo percorso ce l’ha fatta. Il mister dell’Usd Rocca di Capri Leone Calogero Vicario è stato stamane ospite del programma “Cu c’è c’è”, in onda tutte le mattine dalle 8 alle 9 sulle frequenze di Radio DOC, e ha raccontato al conduttore Antonio Puglisi la storia della sua formazione che, in un’altalena di emozioni, ha conquistato la promozione in Eccellenza dopo mille peripezie. Un viaggio incredibile, entusiasmante, pazzesco anche per chi ha guidato la squadra al successo, viaggio che l’allenatore ha voluto condividere con i radioascoltatori.

«Partiamo dall’inizio e dunque dall’anno scorso. La passata stagione abbiamo dato il via al progetto – racconta mister Vicario – con la società che ha deciso di puntare sull’allenatore prima che sui giocatori. Il progetto secondo me nel calcio significa bel gioco ed è forse per questo che la dirigenza mi ha scelto. In principio mi è stato chiesto di raggiungere una tranquilla salvezza lavorando con i giovani. Incredibilmente, con il lavoro sul campo e tra lo scetticismo e lo stupore generale, abbiamo chiuso la prima stagione in Promozione al sesto posto. Un risultato eccezionale ma che sicuramente non poteva saziare le ambizioni di un tecnico e di un gruppo di giocatori affamati di vittorie. Ho sposato la causa Rocca perché i piani societari prevedevano un approdo in Eccellenza in tre anni, noi abbiamo centrato questo traguardo addirittura in anticipo e quindi siamo molto contenti e felici».

Per il tecnico di San Basilio non è stato facile abbandonare la panchina del suo paese e solo un progetto interessante come quello propostogli dal Rocca di Capri Leone poteva convincerlo a lasciare la panchina gialloblù. La sua scelta si è alla fine rivelata vincente, nonostante un iter burrascoso e un epilogo della stagione regolare poco piacevole.

«L’ultima partita contro l’Igea Virtus è stata incredibile. Abbiamo giocato benissimo difensivamente, chiudendo gli spazi come avevamo provato in settimana. Ero molto soddisfatto di quello che la mia squadra aveva proposto in quei 97’ di gioco. Forse non avevamo trovato il gol ma eravamo comunque ripartiti qualche volta e avevamo creato loro dei grattacapi. Poi quella punizione. Posto che non credo alla malafede degli arbitri, credo però che anche loro, come noi, siano dilettanti e quindi ogni tanto si facciano prendere dal momento. Quando la palla è entrata in porta non ho capito niente, ho realizzato solo il giorno dopo cosa era successo. Mi ha chiamato uno dei miei giocatori, Alessandro Giacobbe, dicendomi che non aveva dormito e che si ricordava solo del boato del pubblico al loro gol. In quel momento ho capito che nella mia testa, dopo che la palla si era insaccata, c’era solo un assordante silenzio, non potevo crederci ma il calcio è anche questo ed evidentemente il fato aveva altro in serbo per noi».

Dall’inferno al paradiso. Dopo la cocente sconfitta di Barcellona il Rocca ha infatti rialzato la testa tramite i playoff, superando in sequenza Cefalù e Canicattì per arrivare allo storico traguardo inseguito da un’intera annata, l’Eccellenza.

«Prima della sfida col Cefalù abbiamo avuto una settimana di riposo fondamentale. Mentalmente la mazzata è stata dura da digerire e i ragazzi avevano bisogno di leccarsi le ferite. I primi giorni gli allenamenti sono stati praticamente nulli. Non abbiamo fatto niente se non cercare di risollevarci psicologicamente. Avessimo giocato la domenica dopo Barcellona avremmo perso sicuramente. Fortunatamente abbiamo avuto il tempo di riprenderci e nella finale del girone abbiamo sofferto solo la prima mezz’ora, anche se nel recupero abbiamo subito un’altra rete pesante, quella del 2-2, che ci ha costretto ai supplementari prima di poter gioire del passaggio del turno. A Bagheria, contro il Canicattì, sembrava una sfida stregata. Primo tiro in porta subito e ci fanno gol, il rigore tirato da Margò che finisce fuori, al 94’ il palo da un metro dello stesso Angelo Margò. Mi sono girato per la disperazione e non ho visto il pareggio di Fazio, questo per farvi capire che cosa provavo in quegli istanti. Poi nei supplementari il nostro portiere, Oreste Adamo, ha fatto due miracoli che ci hanno portato ai rigori. Lì Smeriglia, un ragazzo classe 1995, ha segnato il rigore decisivo consegnandoci il meritato premio di una stagione assurda».

Mister Vicario aveva già collezionato una promozione simile, qualche anno fa. Proprio al 94’ il suo San Basilio, in un derby contro la Mamertina, pareggiò sugli sviluppi di un corner per poi vincere ai supplementari lo spareggio valido per l’approdo in Prima Categoria. Il 94 è dunque un numero fortunato per l’allenatore galatese, che ha chiuso la puntata con una sola parola per descrivere l’attimo in cui il pallone calciato da Smeriglia è finito nel sacco: “apoteosi”.

L’intervista integrale all’allenatore dell’Usd Rocca di Caprileone andrà in onda in replica questa sera dalle 20 alle 21 sempre sulle frequenze di Radio DOC.

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