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C. d’Orlando: lezione di teatro e cultura quella di Ninni Bruschetta

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Viaggio dal sapore introspettivo nell’arte dell’attore non come artista ma come artigiano nel suo divenire personaggio e ciò che ci propone Ninni Bruschetta nella serata del 14 maggio dedicata alla presentazione del suo libro “Sul mestiere dell’attore” svoltasi nei locali della biblioteca comunale di Capo d’Orlando.
 L’iniziativa, che è stata organizzata dall’associazione “Rosso di San Secondo” gruppo teatrale “Il Laboratorio” di Capo d’Orlando, inserita nei festeggiamenti per i 30 anni di attività continuativa del gruppo, intendeva creare un punto di incontro tangibile con il teatro tramite l’esperienza del noto regista e attore e le domande più curiose che si pone il pubblico su cosa accade in realtà dietro le quinte e come si diventa attori. Operazione riuscita con assoluto successo.

Sin da subito infatti Ninni Bruschetta ci fa immergere nel suo mondo con aneddoti della sua carriera nel mondo dello spettacolo e delle scelte che spesso si è portati a compiere mettendo al primo posto la vera natura di noi stessi senza scendere troppo a compromessi che rischiano di mortificare il lavoro dell’attore. ‹‹ C’è una ragione teorica che riguarda il teatro italiano ›› spiega Bruschetta ‹‹ condizionato dal così detto teatro di regia, che vuole come protagonista il regista, l’autore e non l’attore e questo è sbagliato ›› tanto è vero che bisognerebbe nella scala gerarchica teatrale mettere l’attore al primo posto ‹‹ ma non il primo attore bensì l’ultimo degli attori ››.

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L’attenzione si è naturalmente rivolta alla necessità o meno per un attore di avere un metodo di recitazione ed interpretazione e facendo un breve excursus sui vari metodi realizzati, da quello di immedesimazione e profonda identificazione emotiva di Stanislavskij  a quello diametralmente opposto di straniamento dalla realtà di Brecht a quello dell’assurdo di Beckett, il regista ha illustrato la sua visione di recitazione che non ha metodo in quanto è l’attore ad avvicinarsi il più possibile al personaggio. Su questa concezione Bruschetta per la messa in scena di un’opera teatrale non ha assegnato i ruoli ma ha convocato tutti gli attori insieme e ognuno si è guadagnato la sua parte in base alle proprie capacità e attitudini a questa nobile arte.

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La dicotomia tra personaggio negativo e personaggio positivo è un altro aspetto molto importante nel mestiere di un attore poiché la parte “del cattivo” ‹‹ non si può fare senza godere dell’intelligenza criminale ›› precisa Bruschetta ‹‹ altrimenti ciò che ne viene fuori è un personaggio edulcorato. L’attore deve credere fortemente in ciò che fa ›› scardinando i principi di chronos e aion (atto e azione) in un’ottica di scrittura di scena, citando Carmelo Bene anche nel suo libro.

L’attore in definitiva possiede il suo talento in maniera innata o impara ad essere attore? Il nostro regista messinese parla di “grazia trasformante” (presente nella cultura e religione Islamica) dove il termine grazia oltre un’accezione religiosa ne acquista una estetica, nel senso che ci sono persone che proprio per la loro sun pathos (un sentire insieme,una indifferenziata unità di passioni interiori –Bergson-) hanno questa grazia teatrale; ‹‹ poi c’è chi si sente di voler fare teatro e inseguirà la grazia attraverso la disciplina ›› ci dice Ninni Bruschetta portando l’esempio del film “Karate Kid” dove  la perseveranza e l’impegno sono indispensabili per giungere alla propria forza interiore.

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Al termine dell’incontro, grazie alla sollecitazione di un ospite del pubblico in sala, in assoluta esclusiva abbiamo avuto il piacere di sentire recitare lo scrittore in uno stralcio (presente alla fine del suo libro) del film Apocalypse Now ,ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di Tenebra che ha riscosso applausi e complimenti da parte dei presenti.

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