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C.d’Orlando: Alberto Samonà su Villa Piccolo, “Le Porte del Sacro” e l’Amministrazione

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“Dopo quarant’anni, la “Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella” quest’anno sarà costretta a chiudere”. Queste le precise e laconiche parole che aprivano il comunicato stampa diffuso qualche settimana fa dalla Fondazione. I recenti tagli disposti dal Governatore Crocetta hanno definitivamente messo in ginocchio l’istituzione orlandina che a fare il gioco degli amici e dei compari non ci sta e provocatoriamente consegna le chiavi del Parco Museo di Capo d’Orlando alla Regione.

Per provare a comprendere quali saranno adesso le sorti della tanto cara Villa Piccolo, abbiamo intervistato il giornalista palermitano, Alberto Samonà, già consigliere d’amministrazione della Fondazione Piccolo, nonché anima ideatrice della rassegna di eventi estivi “Le Porte del Sacro”.

Dopo 40 anni di intensa attività culturale Villa Piccolo chiude i battenti, lasciando basiti quanti, orlandini e non, ogni anno amano rifugiarsi nelle serate estive in quel paradiso botanico e di poesia che è il parco museo. Come si è arrivati a maturare tale decisione. Cos’è successo?

«Dopo tanti anni di storia, la Regione Siciliana,- inadempiente rispetto ad una legge che la Regione stessa aveva promulgato nel 1995, con la quale si concedevano alla Fondazione Piccolo oltre 150.000 € all’anno -, quest’anno ha deciso di beffare la Fondazione assegnandole 22.000 € ed inserendola – quel che è peggio – all’interno della Tabella H.

Cos’è La Tabella H. E’ praticamente un elenco di associazioni varie che sono beneficiarie di contributi da parte della Regione. Ma il problema è un altro. Essendoci una marea di deputati al Parlamento Siciliano, ciascuno dei quali ha i propri amici e le proprie associazioni di riferimento, entrare in questa tabella vuol dire essere soggetti agli umori dei deputati regionali e – per di più – vuol dire venire compressi rispetto a chi è, più o meno, raccomandato dai partiti. Ora, noi della Fondazione, che, obbiettivamente, cerchiamo di essere un ente al di là della destra o della sinistra, – anche la nostra storia lo testimonia -, ci siamo trovati compressi in questo meccanismo di associazioni provenienti da questo o quel deputato o da amiche di deputati, e, quindi, chiaramente, alla fine, sono stati elargiti centinaia di migliaia di euro e alla Fondazione Piccolo giusto per non cancellarla dall’elenco sono stati assegnati 22.000 €.

Questa somma l’abbiamo ritenuta un’offesa ed una beffa e, quindi, abbiamo annunciato che se le cose non dovessero cambiare, entro fine anno Villa Piccolo chiuderà e saremmo costretti a licenziare i dipendenti e quindi a rendere la Casa Museo ed il Parco attiguo non più fruibili al pubblico.

Bisogna tener conto, però, che, ogni anno, specialmente d’estate, – chi è di Capo d’Orlando e dei Nebrodi lo sa bene -, a Villa Piccolo vengono migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo; molti vengono per vedere i luoghi del “Gattopardo”, – è d’obbligo ricordare che all’interno della Casa Museo c’è la famosa stanza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dove l’autore del fortunato romanzo, veniva ospitato dai cugini, i fratelli Piccolo, durante le sue villeggiature orlandine -. Ricordiamoci del cimitero dei cani, molta gente è venuta, dalla Germania, dall’Austria o dalla Svizzera, per fotografare le tombe degli adorati animali della Famiglia Piccolo. Ecco, se tutto questo dovesse chiudere, secondo me, sarebbe un peccato non soltanto per Capo d’Orlando o per i Nebrodi, ma per la Cultura Italiana tutta.»

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Per quanto riguarda, dunque, Villa Piccolo e la rassegna estiva di eventi che da qualche anno porta avanti, quest’estate, alla luce dei fatti, continuerà ad esserci o no?

« Intanto, tengo a precisare che noi come Fondazione, ma anche in prima persona, faremo il possibile affinché Villa Piccolo non chiuda. In ogni caso, Villa Piccolo, non chiude domani, per cui cercheremo di fare tutto quello che è in nostro potere affinché possa restare aperta. Per quanto riguarda, invece, la rassegna estiva, come sapete, da qualche anno, – questo sarebbe il quarto -, personalmente ho dato vita ad una rassegna che si intitola “Le Porte del Sacro” e che si unisce al già più ampio cartellone presente. La mia idea, in merito a ciò, è di continuare questa rassegna anche per quest’estate. E’ anche vero che le condizioni economiche in cui versa la Fondazione Piccolo non ci permetterebbero di andare avanti, io, però, penso che se tutti ci stringiamo attorno ad una battaglia culturale, che è poi quella che stiamo portando avanti attualmente, anche un piccolo miracolo come la rassegna estiva “Le Porte del Sacro”, potrebbe salvarsi. Però occorre che tutti ci si stringa attorno alla Fondazione e per tutti intendo veramente tutti, non ci sono simpatici o antipatici.»

In merito alla bagarre che continua ad imperversare tra la Fondazione Piccolo e l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Enzo Sindoni, viene in mente una dichiarazione del primo cittadino in cui additava la Fondazione a “salotto riservato ad una casta”. Tenendo conto di quanto appena affermato, vorresti rispondere qualcosa?

«Premesso che, secondo il mio parere, non c’è da fare nessuna polemica con le Istituzioni, men che meno con il Sindaco di Capo d’Orlando. Non lo conosco personalmente, lo conosco solo da quello che leggo sulla stampa. Lo sforzo che abbiamo fatto in questi anni è stato proprio quello di aprire Villa Piccolo ad un pubblico ampio. Chi come voi è venuto nelle scorse estati si è accorto del lavoro che abbiamo fatto per diversificare il cartellone tra musica, arte, teatro, narrativa, letteratura, tutto questo per offrire davvero un cartellone che sia all’altezza della situazione, ma che possa comunque attrarre quanta più gente possibile. Adesso, però, le esigenze numeriche di aprirci al territorio, hanno un limite. Il limite è quello della qualità e del messaggio culturale. E’ chiaro e dobbiamo sempre ricordarlo che la Fondazione Piccolo è una casa museo in cui ha vissuto Lucio Piccolo, poeta che tutti conosciamo, scoperto dal grande Eugenio Montale, casa museo in cui ha vissuto Casimiro Piccolo, con i suoi acquerelli magici, in cui ha vissuto Giuseppe Tomasi di Lampedusa.. ecco, Villa Piccolo, con tutto il rispetto, non è una balera, non è un luogo per karaoke, non è una discoteca. E’, piuttosto, un luogo d’eccellenza, per cui c’è bisogno di contemperare l’eccellenza alla necessità di avere un pubblico quanto più ampio e diversificato. Su questo mi trovo pienamente d’accordo con il Sindaco Sindoni. Laddove il Sindaco abbia voluto dire questo con la sua affermazione. Se lo scopo del discorso del Primo Cittadino era un altro questo non lo so. Però, dico, se aprirsi al pubblico vuol dire diversificare l’offerta culturale lo stiamo facendo già da tempo, ma se aprirsi al pubblico vuol dire fare il karaoke, la balera o altro, Villa Piccolo non può essere disponibile. Villa Piccolo è qualcos’altro, ma non perché siamo elitari, piuttosto perché è giusto che la Sicilia riscopra la propria tradizione, la propria cultura. Molti di noi ignorano chi sia Lucio Piccolo, mentre magari vi arriva gente dalla Svizzera, da Torino, da Milano, dalla Francia, che viene da queste parti apposta per cercare i luoghi di Lucio Piccolo. E’ questo il punto. Riscopriamo la nostra tradizione. Riscopriamo i talenti del nostro territorio. »

 

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