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S. Agata M.llo: AtoMe1, la dura protesta di oggi si è conclusa. Domani vertici Ato dal Prefetto

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Si è già conclusa la protesta messa in atto oggi. Di quale protesta parliamo? Quella che avvenuta questa mattina nella sede AtoMe1. Durante un incontro con le organizzazioni sindacali, un operaio, il signor Spanò, si è incatenato ad una finestra e ha deciso di dare avvio ad una vera e dura protesta iniziando, addirittura, lo sciopero della fame.

Siamo andati nella sede dell’AtoMe1 ed abbiamo avvicinato il signor Mario Spanò, il quale ci ha detto: «da 7 mesi non percepiamo stipendio; non sappiamo nemmeno quanto tempo passerà ancora così, senza “buscare un soldo”. Ci hanno detto che hanno mandato le fatture ai Comuni ma da questi non è arrivato ancora niente. I cittadini non vogliono pagare perché dicono che le fatture non sono esatte. A chi ci dobbiamo rivolgere? Io da oggi sono in sciopero della fame. Da qui non mi muovo fino a quando non avrò una risposta concreta».

Insieme al signor Spanò diversi gli operai presenti nella sede AtoMe1 anch’essi in protesta.

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Per capire meglio il perchè della protesta abbiamo fermato ai nostri microfoni il Presidente del Collegio di Liquidazione, AtoMe1, avv. Francesco Librizzi.

«Oggi si è verificata questa situazione – precisa Librizzi – durante un incontro con le organizzazioni sindacali mentre si stava cercando di capire come poter attivarsi per cercare di escludere la giornata di sciopero fissata per domani. La problematica deriva dal fatto che dal 2013 non è più l’Ato ma sono i Comuni che riscuotono dai cittadini; per quanto riguarda il pregresso noi stiamo aspettando delle somme dalla Regione, un’accordo programmatico che era stato sottoscritto a marzo 2013, queste somme dovevano arrivare ai Comuni e poi essere girate all’Ato entro il mese di aprile. Con queste somme ovviamente venivano anche pagate le mensilità degli operai. Dal mese di marzo sino ad oggi, di fatto, la Regione rimanda di settimana in settimana il versamento di queste somme».

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«Questo è chiaro che ha fatto scaturire la rabbia degli operai  al di la, credo, di tutti quelli che siamo impegnati in questa situazione: Ato, Comuni, ditte.  E’ evidente che quelli che soffrono di più sono proprio loro, i lavoratori. Speriamo che tutto quello che sta succedendo oggi, – conclude l’avv. Francesco Librizzi  (nella foto in alto) -, al di la dell’aspetto drammatico, possa essere risolutivo per convincere la Regione a non rinviare per l’ennesima settimana, dopo questi due mesi, ma ad elargire quest’ anticipazioni ai Comuni affinchè noi possiamo pagare gli operai».

Neanche passa qualche ora ed arriva  la notizia che la protesta volge al termine.  L’atto di protesta di oggi ha ottenuti i suoi risultati; domani, infatti, i vertici dell’AtoMe1 saranno ricevuto da Sua Ecc.za il Prefetto Trotta.

Il Signor Spanò si libera delle catene e ritorna a casa, sicuramente pranzando, lasciando alle spalle il suo duro intento: lo sciopero della fame.

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