Conferenza Porto

C. d’Orlando: Sindoni parla dalla banchina del porto “I ricorsi sembrano azione di disturbo politico”

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Alle 11.30 di stamane, presso il porto di Capo d’Orlando, il sindaco Enzo Sindoni ha parlato in conferenza stampa della questione porto, mettendo l’accento sullo sforzo che il comune sta compiendo per arrivare ad una soluzione e puntando il dito verso dei ricorsi contro il progetto di realizzazione, ricorsi secondo Sindoni presentati da soggetti senza concessione o con concessione revocata.

Il primo cittadino orlandino non ha risparmiato neanche qualche frecciatina nei confronti di vecchi avversari politici e ha parlato senza peli sulla lingua, rispondendo alle domande di tutti i presenti: «Eravamo ormai in procinto di partire con il progetto. L’iter era ormai completato ma l’ultimo giorno utile sono stati presentati ben tre ricorsi. Per questo sono molto amareggiato, non lo nascondo. Il progetto è già stato presentato all’Unione Europea ed è adesso sotto esame a Bruxelles. Il tutto però potrebbe saltare a causa di questi ricorsi. Il primo è stato presentato dalla Recoop, il secondo dall’Associazione motonautica e velica del Tirreno e il terzo dalla Nautica Pintaudi. Nel primo caso chiedono addirittura di annullare tutto l’iter per la realizzazione del porto con un risarcimento danni per la revoca della concessione di 1.070.000 euro. Negli altri due casi si chiede invece la sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2015 con risarcimenti rispettivamente di 850.000 euro e 400.000 euro, cifre davvero esorbitanti. Inoltre, visto chi c’è dietro, viene da pensare ad un’azione di disturbo dal punto di vista politico».

Sindoni

Il sindaco ha poi spiegato le proprie ragioni, chiarendo anche che la Sacne Petroli, tramite l’avvocato Mondello, ha già dato l’ok alla partenza del progetto dopo aver parlato in prima persona con lo stesso Sindoni: «Alla Sacne Petroli ho già detto che la loro presenza nel porto di Capo d’Orlando sarà non solo gradita, ma fondamentale anche per i lavori. All’avvocato Mondello è bastato interloquire con me per capire la situazione. Gli altri invece hanno presentato un ricorso che va contro l’amministrazione Sindoni, contro Capo d’Orlando e contro loro stessi. Il 24 settembre 2010 è stata firmata una convenzione che all’art. 27 recita che in caso di revoca anticipata della propria concessione il comune ha l’obbligo di mantenere strutture e posti barca dei clubs interessati. Nel par. 10 si legge anche che dopo i lavori almeno il 10% dei posti barca deve essere garantito a questi ultimi. Noi siamo ovviamente intenzionati a rispettare gli accordi presi ma il tempo stringe».

Il termine ultimo è infatti fissato per il 15 maggio, quando si conoscerà l’esito del primo ricorso. Il sindaco ha voluto chiarire anche questo punto, auspicando un’eventuale mediazione tra le parti: «Se i ricorsi dovessero andare a segno i lavori si bloccherebbero almeno fino al 2016. Il comune ha a disposizione un finanziamento di 20.000.000 di euro da dedicare, non sappiamo ancora se interamente, alla realizzazione del porto che attualmente è inagibile a causa dell’insabbiamento. Questo finanziamento deve essere sfruttato entro il 2015. Ciò significa che loro vincerebbero il ricorso ma Capo d’Orlando perderebbe soldi e, di conseguenza, porto. Come comune non abbiamo intenzione di prendere fondi da altre parti per questo progetto, quindi manterremo tutti gli altri servizi urbani senza tagli. Un euro non verrà speso per il porto in caso di fallimento di questo iter, voglio essere chiaro e categorico. Siamo disposti ad una mediazione e personalmente sono pronto in ogni momento ad un incontro con questi signori, un incontro che voglio sia ripreso. La situazione attuale è questa, se non ci sarà mediazione il porto sarà chiuso e non si potrà né entrare né uscire. Anche il servizio pubblico marittimo sarà ovviamente abolito».

Si attendono dunque ulteriori sviluppi riguardo una faccenda che dura da troppo tempo e che rischia di danneggiare non solo Capo d’Orlando e i suoi cittadini ma l’intero hinterland.

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