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Sant’Agata M.llo: all’ITIS, convegno sull’importanza della prevenzione sul fenomeno dell’uso di alcool e droghe – Le foto

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Ha avuto luogo, venerdì scorso, presso l’Aula Magna dell’ITIS “E. Torricelli”, l’interessante convegno, promosso dalla Dirigente, prof.ssa Rosalia Lanza, sotto l’attento coordinamento della prof.ssa Mariangela Gallo (Funzione strumentale area studenti), dal titolo “Giovani, Droghe e Alcool. L’importanza della prevenzione”.

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A prendere per prima la parola, è stata proprio la Dirigente, prof.ssa Lanza “questo convegno rappresenta un momento del grande impegno che l’Istituto esprime nel settore della formazione dei giovani. Mi sembra molto, molto attuale e molto formativo l’argomento che sarà affrontato; esso riguarda un problema che rattrista, oggi, davvero la nostra società. La nostra scuola si è impegnata con un lavoro molto serio condotto dalla prof.ssa Gallo insieme ad un gruppo di studenti che si sono impegnati in un lavoro di tipo scientifico perché hanno condotto indagini, hanno ricavato da queste dei dati sui quali hanno profondamente riflettuto. Questo convegno è molto significativo per i nostri giovani, per i nostri alunni“.

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Ringrazio i vari relatori – continua la Dirigente – e la prof.ssa Gallo che è un vulcano d’iniziative e che cura molto l’aspetto formativo dei giovani e li segue attentamente nelle varie iniziative che rappresentano l’aspetto educativo, vitale, della nostra scuola. Grazie del suo grande impegno. La risposta a queste iniziative da parte degli studenti è sempre entusiasmante, impegnata e coinvolgente”.

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Prima degl’interventi dei relatori, il microfono passa alla prof.ssa Mariangela Gallo (nella foto in alto) “per prima cosa ringrazio gli studenti perché siete voi i veri protagonisti della giornata. Un ringraziamento particolare, poi, alla Dirigente, prof.ssa Rosalia Lanza, sempre attenta e sensibile alle problematiche adolescenziali. Un ringraziamento ai relatori che con chiarezza affrontano un problema che fagocita giorno dopo giorno i nostri giovani: l’uso eccessivo di alcool e droghe; un problema, veramente, che attanaglia i giovani ed anche tantissime famiglie”.

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La scuola come agenzia educativa – afferma la prof.ssa Gallo – non può chiudere gli occhi di fronte alle continue richieste d’aiuto da parte dei nostri ragazzi. Non può far finta che il problema non esista. Svolgendo la Funzione Strumentale, area studenti, parlando con in giovani, mi sono posta alcune domande: come poter educare questi ragazzi? Di solito  si parla di alcool e di droghe facendo opera di terrorismo fondandolo su false informazioni; bisogna fare cultura  e non portare ancora avanti il fantasma dell’ignoranza. Come ho lavorato? Ho coinvolto 50 alunni i quali si sono improvvisati giornalisti intervistando ben 400 giovani fra i 14 e i 24 anni dei vari paesi del comprensorio dei Nebrodi; per la precisione 233 maschi e 167 femmine. Una volta ottenute le risposte si è passati all’analisi delle risposte: è venuto fuori che l’uso di alcool e di droghe è al dir poco preoccupante”.

Interventi degli studenti

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Fabrizio Lupica Spagnolo, VB, Consulta Provinciale: “può una sostanza che devia la mente e stordisce i sensi essere una via di fuga per i giovani? Può una sostanza che porta perdita di memoria, problemi cardiovascolari, perdita di coscienza o un disturbo del sistema nervoso essere così importante per gli adolescenti? Purtroppo, sì! Nel 2013 ormai ci sono molti più giovani che fanno abuso di droghe solo il gusto di farsi, senza sapere come usarle e senza pensare alle conseguenze che alcool e sostanze stupefacenti di vario tipo, possono apportare alla loro persona. Si sente spesso di persone uccise da automobilisti ubriachi che si sono messi alla guida dopo qualche bicchiere di troppo e meno spesso notiziari parlano di gente morta per overdose e, comunque, sono rare le volte che si conoscono le motivazioni che spingono a questi usi e abusi”.

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Queste persone – continua Lupica Spagnolo – non capiscono che, oltre a rovinare la loro vita, distruggono anche quella di poveri innocenti! E per cosa? Basterebbe aver coscienza e buon senso e prendere la decisione giusta al momento giusto.  L’invito del demone della droga è spesso irresistibile…basterebbe riflettere su cosa è importante per noi, sul valore della vita…ma spesso questo non si fa. Alla base di tutto infatti c’è una mancanza di dialogo tra giovani e famiglie e, spesso mancano sani punti di riferimento”.

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Samantha Conti, VB: “è stata un esperienza costruttiva che ci ha fatto capire quanto sia importante fare attività alternative all’interno della scuola. Abbiamo collaborato per costruire una statistica per quanto riguarda l’abuso di alcool e droga che assumo i giovani. Ci siamo dilettati a fare i giornalisti, intervistando appunto i ragazzi dai 14 ai 24 anni. Grazie a quest’attività abbiamo capito quanto sia grande il problema. Ringraziamo la prof.ssa Gallo per averci coinvolto in questo interessante progetto”.

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Alberto Cuffari, VB: “attraverso la proiezione di immagini ha riportato i dati di questa inchiesta “realizzata dai ragazzi di 3B e VB informatica che ha riguardato tutti i paesi del circondario. Il primo dato significato che è emerso dalla domanda se si è favorevoli o no alla legalizzazione dell’uso di droghe leggere. Su 400 persone ben il 40% ha detto di essere favorevole”.

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“Sulla domanda relativa all’abuso di alcool – continua Cuffari – è stata fatta una differenza legata al sesso, l’80% degli uomini ha ammesso che almeno una volta ha abusato di alcool; sempre questi hanno risposto che il 75% ne fa uso abituale  Le donne hanno ammesso che il 60% ha abusato almeno una volta mentre il 40% ne fa un uso abituale. Alla domanda se si conosce qualcuno che fa uso di droghe pesanti? Iil 30% ha ammesso di conoscerli; l’80% ha pure ammesso di conoscere dove se la forniscono. Un’altra domanda, se si è mai provato a fumare lo spinello? Il 45% degli uomini ha detto si, mentre le donne il 20%. Dalle interviste emerge inoltre che non c’è una buona informazione sull’uso delle droghe leggere e pertanto un convegno come questo sono molto istruttivi”.

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Relatori

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Dott. Giuseppe Sapone, pedagogista e sociologo: “il tema è di estrema attualità. E’ chiaro che il fenomeno delle tossicodipendenze è complesso e ad ampio raggio. Per quanto riguarda la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti alcuni non la riconosco perché dicono che tutte le droghe fanno male perché hanno valenza tossicologica a livello organicistico e psicologico. Più che badare all’aspetto della prevenzione si bada a quello della criminalizzazione del drogato. Un’altra dimensione di tipo scientifico che io condivido è che tutte le droghe fanno male ma è anche vero che ogni droga agisce in maniera diversa. Già facendo una, due sole volte uso di eroina si diventa dipendenti, il nostro organismo ne ha bisogno se non etra in crisi di astinenza mentre se assumiamo lo spinello l’effetto della dipendenza non esiste. Allora voi direte possiamo fumare?  No perché mentre con le droghe pesanti abbiamo un livello di tossicità devastante con gli spinelli con le famose pastiglie usate nelle discoteche insieme all’alcool abbiamo effetti anch’essi devastanti. Chi fa uso continuativo di spinelli o di droghe artificiali nel medio e lungo periodo ha grossi e seri disturbi di personalità. Paragonare lo spinello all’eroina o alla cocaina non è corretto, però è corretto dire che tutte le droghe e anche l’alcool … il fumo provocano danni. La sigaretta produce enormi effetti devastanti, l’80% dei tumori ai polmoni sono correlati al vizio del fumo, anche il tumore dell’esofago e della bocca”.

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“Un altro aspetto più rilevante – precisa il dott. Sapone – è la valenza psicologica. Il soggetto che fa uso di sostanze diventa schiavo. La nostra mente diventa schiava, questo è un concetto fondamentale. Avete visto mai un  grande fumatore che non è nevrotico? Non sono tutti ansiogeni? La nicotina o la caffeina sono psicostimolanti, stimolano il nostro sistema centrale che è fatto di neurotrasmettitori. Nel momento in cui manca quella sostanza i nostri neurotrasmettitori sentono tale mancanza e la ricercano … è un circuito vizioso.  C’è un rapporto fra sostanza ed effetto della sostanza. Nel tempo questo va diminuendo e pertanto bisogna aumentarne le dosi. Più ci si droga e più di deve aumentare la sostanza per avere gli stessi effetti. Allora che facciamo liberalizziamo o legalizziamo? Io sono per una legalizzazione guidata. Se c’è un paziente che fa uso di droghe va messo in terapia di rete. La prevenzione è importante se è correlata ad un intervento delle istituzioni socio-economiche e culturali. Se l’informazione non è correlata ad un intervento reale nel territorio non serve a niente. L’ambiente sociale è fondamentale. L’aspetto importante è capire come educatori la motivazione che spinge un ragazzo a scegliere la strada della droga rispetto a quella devastante della droga”.

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Dott. ssa Nunziatina Spina, avvocato “il problema dell’uso personale e lo spaccio. Nel primo caso ci sono sanzioni amministrative, nel secondo entriamo nel penale”. Citando con precisione le varie leggi ha parlato degli aspetti legali legati sia all’uso ma soprattutto alla coltivazione di piante stupefacenti.

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Ancora oggi – spiega l’avvocato Spina – il problema non è risolto; è labile la distinzione fra uso personale o spaccio. Leggi ne sono state emanate tantissime. Le prime erano però avevano lo scopo di sanzionare lasciando l’aspetto della prevenzione. Non si può arrivare alla soluzione di questi problemi se non ci sono in correlazione ed in comunicazione: la scuola, la famiglia, la politica… perché solo cosi si possono creare delle strategie per arrivare ad un punto fermo ed aiutare la popolazione a superare questa piaga gravissima che è l’uso di alcool e sostanze stupefacenti”.

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Dott. ssa Ninfa Palazzi, assistente sociale: “cosa significa, incontrarsi con l’alcool? Io nel percorso di studio e di esperienza di lavoro ho seguito in particolare situazioni legate all’alcool; ho seguito famiglie rovinate dall’alcool. Non vi voglio spaventare. La cosa più brutta è spaventare i ragazzi. Cari ragazzi l’alcool fa molto, molto male. Appena si sente parlare di alcool la prima cosa che le persone dicono è: che c’è di male, a questi tempi beviamo tutti. Quando ci dobbiamo divertire non dobbiamo ricorre all’alcool; il divertimento vero è quello sano, è avere il piacere di emozionarci e di vivere l’esperienze che la vita ci mette davanti proprio con sobrietà. Dobbiamo entusiasmarci delle piccole cose. Io vedo una solitudine interiore in ragazzi che dovrebbero invece essere proprio loro a dare l’esempio, ad esprimersi con gioia su quello che è il cammino della vita. Vedo ragazzi tristi e silenziosi attaccati in modo esagerato a quelli che sono i messaggini, i computer. Quello che sta mancando sono le relazioni umane, la capacità di mettersi in gioco e rialzarsi quando si sbaglia”.

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Vi invito ragazzi ad una riflessione – conclude la dott. ssa Palazzi – quella non di non sciupare il dono prezioso che è la vita. Cercate di fare tesoro di quelle che sono le esperienze negative perché servono. Mai però scoraggiarsi. Lo ripeto, quando si sbaglia bisogna rialzarsi ed andare avanti. Nessuno si deve vergognare eventualmente dovesse avere un problema legato all’alcool o all’assunzione di droghe. Bisogna parlarne non chiudersi in se stessi.

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Dott.ssa Rosalia Di Giorgio, farmacista: “voglio parlarvi delle smart drug, droghe furbe, chiamate così  perché dal punto di vista legislativo non sono sanzionate  in quanto non presenti come tali nelle Tabelle legislative delle corrispondenti leggi e perché utilizzate in miscele. Queste miscele attenzione possono dare allucinazioni, vere e proprie psicosi ma anche problemi dal punto di vista cardio-circolatrio. Non a caso si sente parlare di persone giovani che muoiono d’infarto o aneurisma”.

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Non voglio fare terrorismo psicologico – precisa la dott.ssa Di Giorgio – ma tra il semplice pappone fatto di taurina, vitamina, caffeina… o la semplice bevanda che mette le ali, o il caffè al ginseng… diventa molto difficile stabilire quanto questi forniscono benefici alla persona e quanti o quali siano i disturbi che ne derivano. Dipende sempre dalle circostanze, dall’uso, dalle varie commistioni che facciamo, se per esempio associamo l’alcool. Addirittura alcuni incensi posso creare in determinante circostanze stati allucinogeni. Alcuni nomi scientifici di queste droghe furbe: Argemone mexicana (un tipo di papavero), Brugmansia arborea (arbusto), Datura stramonium (stramonio comune), Muira puama (pianta tipica del Brasile dagli effetti afrodisiaci, chiamata “il Viagra naturale”), Piper methysticum (kawa-kawa, pianta tipica della Polinesia), Turnera aphrodisiaca (arbusto diffuso nel centro e sud America). Individuare le nuove sostanze e conoscere i pericoli connessi è di fondamentale importanza per arginarne la diffusione e il consumo. Fondamentale la consapevolezza di quello che andiamo a bere, a fumare”.

A concludere i lavori la Dirigente la quale ha ringraziato i relatori per le loro interessantissime relazioni ed i ragazzi per l’attenzione riservata.

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