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CASO INGEMI: ATTESA PER IL 3 OTTOBRE


Il prossimo 3 ottobre, presso il tribunale di Sant’Agata Militello, si terrà la prima udienza del processo a carico di Fabrizio Ingemi, l’impiegato della Banca Carige che è accusato di aver provocato un ammanco alla filiale di Capo d’Orlando di oltre milioni di euro. In questi mesi, dal giorno della scoperta dell’ammanco scaturita dalla fuga di Ingemi nel Febbraio del 2010, si sono fatte ipotesi e insinuato nomi e professioni di chi realmente ha subito la truffa architettata dall’impiegato messinese ma orlandino ormai di adozione. Il “Decreto di Citazione Diretta a Giudizio” (art. 550, 555 c.p.p.) dice che Fabrizio Ingemi è “imputato del delitto p. e p. degli artt. 81 comma 2°; 624,625 n.2; 485; 61 nn. 7 e 11; c.p. con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, quale dipendente della filiale di Capo d’Orlando della Banca Carige, al fine di trarne profitto, si impossessava ripetutamente di somme di denaro sottraendole e prelevandole illecitamente, anche mediante reiterati atti di falso, dai conti o depositi intrattenuti dai clienti dell’istituto”. Non pubblicheremo i nomi e le cifre descritte nel decreto di citazione diretta a giudizio delle 129 persone coinvolte in quanto, a nostro parere, la pubblicazione dei dati contenuti nel decreto, sia in riferimento ai nomi dei clienti della banca (vittime) sia in riferimento agli importi delle diverse sottrazioni, non sia opportuna, poiché la diffusione di questi dati, che non risponde alla esigenza della cosi detta essenzialità dell’informazione, supera i limiti del diritto di cronaca, importando la violazione del codice deontologico (per il giornalista) e la violazione del codice di protezione dei dati personali (anche per l’editore), con le possibili conseguenze disciplinari e risarcitorie. Nel caso specifico, vuoi  perché il fatto non è più originale, vuoi per la mancata notorietà delle persone coinvolte nella situazione, non è certamente essenziale conoscere dettagliatamente i nomi dei clienti e le somme a ciascuno di essi sottratte, nonostante ne siamo in possesso ormai da mesi. Preferiamo continuare ad occuparci di topi e tombini di fogna mal funzionanti, in quanto convinti che queste sono le reali notizie che interessano ai nostri lettori.

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