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Sant’Agata M.llo: presentato “L’angelo spezzato” dello scrittore Graziano Versace – Le Foto

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Ha avuto luogo ieri, intorno alle ore 17.00, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “G. Marconi”, la presentazione del libro “L’angelo spezzato”, della San Paolo Edizioni, scritto dal prof. Graziano Versace.

Al tavolo insieme all’autore, le prof.sse Mariella Magro e Lucia di Fazio; moderatore il prof. Daniele Gazia. A leggere alcune brani tratti dal libro, i corsisti del Centro Territoriale Permanente n.3.

Gazia

A prendere per primo la parola, il prof. Daniele Gazia (nella foto in alto), visibilmente contento, il quale dopo i saluti di rito ha affermato “questa dev’essere una serata all’insegna dell’allegria. In qualità di genitori dobbiamo essere forti ed in grado di potere far capire ai nostri figli che il mondo della cultura, il libro, non è altro che un divertimento; il divertimento oggi non è solo facebook … il libro ci da la possibilità di capire i pensieri degli altri, di entrare nel vivo di storie che sono tratte dalla nostra vita e ci da anche un cammino”.

Chi è lo scrittore, prof. Graziano Versace?

Graziano

Nato a Belmore (Australia) il 16/02/64, ha trascorso la sua adolescenza a Taurianova in provincia di Reggio Calabria. Laureato in Lettere Moderne a Messina. Successivamente frequenta la scuola di Psicoterapia dell’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale di Roma diretta da Luigi de Marchi. Finalista due volte al Premio Urania. Ha vinto il Premio I Narratori 2008 con il romanzo”Raimondo Mirabile, futurista”. Per San Paolo Edizioni ha pubblicato i romanzi “Ladri di locandine”, “Tutto il mondo dentro”, e “L’angelo spezzato”. Per i tipi di Leucotea, “I dodici punti”. Ha pubblicato un romanzo per la scuola edito ad AG Edizioni, “Biglie colorate”. A settembre uscirà un nuovo libro dal titolo “Il ragazzo che giocava con le stelle”.

Magro

Ma torniamo alla presentazione. A prendere per prima la parola la prof.ssa Mariella Magro (nella foto in alto) “con molto piacere ho accettato l’invito del prof. Versace.  Questo libro,  ha come protagonista un ragazzino di 12 anni, Matteo, che vive in Calabria. Giustamente la Calabria, è l’amore di Graziano!!!. Il paese natio rimane sempre nel nostro cuore. La famiglia di Matteo è piccolissima in quanto il padre è morto in un incidente sul lavoro. Matteo vive con la madre la quale è costretta a lavorare duramente; alcuni giorni alla settimana è costretta a rimanere fuori casa. Durante una di queste assenze della madre si rompe un angioletto che la mamma teneva sempre sul comodino della sua camera. Matteo rimane sconvolto non tanto per il valore materiale di questa statuetta, che in fin dei conti è di gesso, ha poco valore, ma per il valore affettivo che esso ha. È stata regalata alla madre dalla nonna di Matteo la quale a sua volta l’aveva ricevuta dalla marchesa del posto. Questo angioletto era diventato il simbolo della protezione soprannaturale della casa, del legame con la nonna che non c’era più. Mamma e figlio tutte le sere si inginocchiavano davanti a questa statuetta e pregavano. Matteo abituato a pensare che quell’angioletto protegge la sua famiglia teme che la mancanza dell’angioletto, rotto, ha paura che possa succedere qualche disgrazia a tutta la famiglia, allora tenta di aggiustarlo ma non ci riesce e pensa di andare a trovare la marchesa con la speranza che ne abbia un altro uguale da potergli regalare. In questo modo ha l’occasione di conoscer zì Giovanni, bellissima figura del romanzo, un vecchietto molto fragile che si affeziona a Matteo perché rivede in lui il figlio perso in circostanze drammatiche. Lo stesso Matteo si affeziona a zì Giovanni perché è come se questi fosse il nonno che lui non ha mai conosciuto. Nasce tra i due un rapporto di amicizia-parentela. Matteo conosce inoltre Miriana con la quale sperimenta le emozioni del primo amore”.

Magro 2

La figura dell’angelo – continua la prof.ssa Magro – è protagonista.  Altro personaggio principale è il papà che pur essendo morto è sempre presente nel cuore di Matteo. E’ una descrizione molto tenera, che nelle pagine si sussegue, perché il papà è presente con i vari consigli che Matteo ricorda. Un altro valore del libro: la corrispondenza che si crea con i cari che non ci sono più. Se nel rapporto con la nonna fa da tramite l’angioletto perché era lei che l’aveva regalato alla mamma, nel rapporto con il papà il tramite è la stessa memoria del ragazzo. Matteo ricorda tutte le parole che in ogni occasione determinano ogni sua scelta. La madre anch’ella un personaggio importante. Sempre presente con i suoi abbracci, coccole, fa sentire il grande affetto che nutre per il ragazzo. La figura di zì Giovanni  molto suggestiva. È solo apparentemente fragile perché poi sprigiona tutta la sua forza, incoraggia il ragazzo. La forza di zì Giovanni nasce dal fatto che quando gli è morto il figlio egli non si è chiuso ma si è dato agli altri, addirittura si immedesima nella sofferenza degli altri ed esplica questo suo aiuto nella preghiera che insegna a Matteo. La preghiera, rafforza, consola, aiuta gli altri”.

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La vita dei vari personaggi – conclude la professoressa – viene scandita dai grandi valori dell’esistenza: la famiglia, l’amicizia, la gratitudine e la solidarietà; poi c’è una religiosità semplice, ma genuina che sembra permeare di sé tutta la vicenda”.

La prima corsista a leggere un brano tratto dal libro di Graziano Versace, è Correa Mari Del Carmen.

Correa m

Ancora un’altra corsista, Anna Maria Casella.

Casella

Dopo la lettura da parte delle corsiste ha avuto luogo l’intervento della prof.ssa Lucia Di Fazio(nella foto in basso): “con Graziano ci conosciamo da tanto tempo, abbiamo viaggiato insieme per motivi di lavoro, ora ci siamo ritrovati qui. L’ultimo romanzo di Graziano è un libro per ragazzi ma che piace anche ai grandi, perché tutti, in fondo, restiamo per fortuna un po’ ragazzi fino all’estrema vecchiezza”.

Lucia 1

La prof.ssa Di Fazio, anche lei, presenta nei dettagli il libro dell’autore Versace. Riportiamo del suo intervento qualche particolare, ciò che non è stato già precedentemente detto dalla prof. Magro.

Mentre Matteo si reca nella tenuta della Marchesa di Collesano – spiega la prof. ssa Di Fazio – entra in un negozio di articoli religiosi e vede una ragazzina, bellissima come l’angelo perduto. E’ il primo sconvolgente turbamento dei sensi. Dopo aver incontrato zì Giovanni, tra una pioggia e l’altra, il vecchio e il bambino si recano a Villa Lina portando una bottiglia di acqua benedetta per una sorte di rito di purificazione che zì Giovanni ripete, ogni tanto, in memoria del figlio morto”.

Lucia

Una trama sottile e leggera – continua la prof.ssa Lucia Di Fazio – come sono le trame dei romanzi per ragazzi, i cui ingredienti sono l’avventura, il coraggio, la ricerca dell’ignoto, l’incontro con le persone fuori dell’ordinario, le belle azioni, la generosità, i buoni sentimenti, l’amicizia e tutto quell’universo di valori che la nostra società sembra aver dimenticato. La prima connotazione da evidenziare è l’incontro fra due generazioni lontane l’una dall’altra: quella del ragazzo, Matteo, che si affaccia alla vita e quella del vecchio, zì Giovanni, che si lascia alle spalle la vita. Non meno significativo è il confronto tra un ragazzo inesperto e un vecchio carico d’esperienza. L’uno e l’altro, insomma sono l’alba e il crepuscolo di quella fugace parabola che è l’esistenza umana. È in un epoca coma la nostra, in cui tra genitori e figli ci sono molto spesso incomprensioni, lacerazioni, opposizioni, trasgressioni e persino conflitti, una storia come questa è come una vampata di calore o una ventata di profumo che investe i nostri sensi. Intorno a questa vicenda si muovono atmosfere che sanno di mistero. Il mistero del Natale, il mistero o simbolo dei capelli simili a fili d’oro e della tunica bianca come i fiocchi che scendono dal cielo dove, secondo Matteo, risiedeva l’anima della nonna. La stessa Miriana è bella come un angelo. Questo è uno degli aspetti educativi del libro. I ragazzi hanno bisogno di grandi e delle idee per nutrire il loro cuore, non della violenza e dell’aggressività di cui sono popolati i cartoni animati e i giocattoli di oggi. Hanno necessità di sognare angeli e non di subire incubi, di ascoltare storie come questa, non vicende di eroi negativi che si fanno spazio a furia di pugni, calci e armi distruttive. Persino l’incontro con Miriana è la scoperta, soffice e impalpabile, delle prime emozioni amorose, fatte solo di tenerezza, di sorrisi e di sguardi. In breve questo romanzo costruito interamente su dialoghi, che progressivamente, come avviene con le scatole cinesi, aprono nuovi orizzonti da scoprire. C’è un altro angelo dalle ali spezzate in questo racconto ed è il vecchio zì Giovanni, che è chiamato dagli abitanti del borgo l’angelo dei poveri”.

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Graziano Versace, – conclude la professoressa – dopo le precedenti affermazioni letterarie, con un linguaggio ulteriormente più convincente sotto il profilo narrativo, e una creatività ancora più razionalmente disciplinata e gestita, si rivela un’autentica promessa della letteratura siciliana”.

Dopo l’intervento della prof.ssa Di Fazio le piccole Gloria e Sara Salanitro leggono brani tratti dal romanzo.

Bimbe

bambine

Interessante il dialogo, alquanto amichevole, tra il moderatore, il prof. Gazia e l’autore,Versace.

dialogo

Gazia: “Una cosa che ho notato nei testi: c’è un profondo racconto di fenomeni che sono proprio al culmine, i lampi, tuoni, nuvole nere, ci sai dire perché, che cosa rappresentano?”.

Versace: “Rappresentano momenti di passaggio, una sorta di rito di passaggio. Tu devi attraversare il pericolo, devi passare momenti bui difficili per ritrovarti, per crescere, per essere uomo e cosi via I momenti bui come quello descritto nel libro è un momento necessario per crescere per formarsi”.

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Gazia: “Per quanto riguarda il futuro, qualcosa di nuovo, uscirà un nuovo libro?”.

Versace: “Si, si il nuovo libro mi è costato parecchi anni di documentazione perché riguarda gli esperimenti genetici nei campi di concentramento. È la storia di un ragazzino deforme. La particolarità di questo personaggio è quella di essere il figlio di un medico nazista non è al contrario. È all’interno stesso del nazismo, dei soldati tedeschi della gente tedesca che si trova questo ragazzino menomato. Ecco “Il ragazzo che giocava con le stelle”, una storia molto drammatica, un libro di circa 200 pagine che è in stampa al momento”.

Finito il breve ma piacevole dialogo, un altro corsista, Paolo Caracò, legge un brano tratto da “L’angelo spezzato”.

Caracò

Poi altre due corsiste Armeli Sara e Galipò Maria Catena.

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Diverse le persone intervenute alla presentazione. In rappresentanza del Dirigente la  vicaria, prof.ssa. Cettina Damiano.

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