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C.d’Orlando: continua la protesta dei precari

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Continua la protesta dei precari davanti al Comune di Capo d’Orlando. Dopo la mobilitazione generale di ieri a Palermo, in cui tutti i precari si sono riuniti davanti al palazzo dei Normanni, sede della Regione Sicilia, per protestare contro la pratica di licenziamento in atto presso gli Enti Pubblici, questa mattina la protesta continua davanti al Comune di Capo d’Orlando. I precari, – sono 140 soltanto al Comune di Capo d’Orlando-, protestano, dunque, contro i licenziamenti messi in atto dalla Regione, discriminando alcune categorie di precari anziché altre.

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Per chiarire un po’ meglio la vicenda abbiamo sentito Giusy Andronaco e Salvatore Esposito, due rappresentanti dei lavoratori precari del Comune Paladino.

“ Stiamo manifestando per essere solidali con i nostri colleghi che sono ancora a Palermo, in attesa davanti all’ARS, che si chiuda la Finanziaria e capire come verranno impegnati i soldi che servirebbero a stabilizzare noi precari. – afferma Giusy Andronaco – Sperando che ci siano buone notizie, ma purtroppo, sappiamo già che il Governo Regionale vuol passare la faccenda al Governo nazionale, e sappiamo già che quest’ultimo ci metterà in quell’unico calderone in cui sono presenti più di 300.000 lavoratori precari e a luglio manderà tutti a casa, poiché non è più in grado di sostenere questi costi.”

“I colleghi che lavorano all’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo o anche coloro che lavorano all’Ufficio di Collocamento, sono figli della stessa legge che ci riguarda. Sono sostanzialmente nostri colleghi, con la differenza che loro hanno avuto la stabilizzazione a tempo indeterminato, mentre noi non solo non abbiamo diritto alla stabilizzazione alle 24 ore, ma addirittura vogliono mandarci a casa. Non è giusto adottare due pesi e due misure, dal momento che siamo partiti con la stessa legge. In più, rivendichiamo anche una dignità. Non possono, dopo 25 anni, dire che non ci sono più soldi.. i tagli vanno fatti dove vi è la possibilità! Ci sono persone che prendono 25.000 € al mese.. quelli sono i tagli da fare, non a noi che prendiamo 600€ e abbiamo le nostre famiglie a carico. Come dovremmo fare?!”

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“ Il Sindaco Enzo Sindoni, – conclude la Andronaco-, aveva parlato di stabilizzare almeno 40 dei lavoratori precari comunali, ma questo avverrà, solo nel caso in cui, la situazione degeneri, e sarebbero quei 40 che effettivamente mancano nella pianta organica. Noi avevamo fatto una richiesta alla commissione regionale per l’impiego di assunzione per tutti, e vi eravamo rientrati, perché avevano accettato la rimodulazione della pianta organica. Si doveva partire con i bandi, ma il Comune non ha fatto nulla di tutto ciò, perché ha paura che tra 5 anni non ci sarà più questo 90% della Regione e si vada in dissesto finanziario.”

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Salvatore Esposito dell’RSU del Comune di Capo d’Orlando, relativo alla categoria dei contrattisti, ha, invece, affermato: “Oggi ci siamo riuniti qui perché siamo in attesa di una legge regionale chiara che stabilizzi i contratti in essere da oltre 15 anni con contratti a tempo determinato e parziale. Siamo dipendenti che svolgono le proprie funzioni con contratto e stipendio precario , perché rapportato alle ore di lavoro svolte, lavoro svolto diligentemente e con professionalità, capacità acquisite nel corso di tutti questi anni di servizio al Comune. Quando si parla di avviare dei consorzi pubblici per avere del personale maggiormente titolato professionalmente, si prende in giro la categoria dei disoccupati. Con tutto il rispetto che si può avere nei confronti di chiunque abbia una o più lauree, ovviamente,  l’inserimento nell’ambito del lavoro si avvia con una procedura di esperienza lavorativa sul campo acquisita, e che noi abbiamo.”

“Oggi la legge nazionale pone un limite ed una scadenza: non più contratti a tempo determinato, bensì contratti a tempo indeterminato, per coloro i quali abbiano maturato almeno 36 mesi di contratto con gli Enti Pubblici. Noi ne abbiamo maturati 36 per 12 anni.. potete fare voi un calcolo.. Tutto ciò, sottopagati, perché gli Enti pagano soltanto il 10% e la Regione da il 90% su un monte ore che è 2/3 di quello lavorativo a tempo pieno. Noi, quindi, prendiamo i 2/3 dello stipendio di un collega dipendente di ruolo. Anche noi siamo dipendenti, colleghi dei dipendenti. Oggi ci hanno voluto mettere nel calderone del precariato, ci hanno discostato, perché politicamente e purtroppo anche per la stampa, è più utile.. se c’è una situazione positiva siamo dipendenti, se invece è negativa siamo dei precari. Purtroppo questa è la situazione, dobbiamo raggiungere la stabilizzazione effettiva per diritto e non per gratitudine e non perché c’è un favoritismo politico.”

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