paese parallelo

La tua opinione: “La profondità dello sguardo garantisce prospettive di vita”

paese parallelo I figli crescono e le mamme invecchiano, proprio così perché il tempo passa e quasi sempre mostra in modo inesorabile il suo volto ambiguamente  dualistico. Ora lento, ora troppo  veloce, il tempo  in  certi casi, produce  i suoi benefici  effetti  lenitivi e taumaturgici, altre volte invece, mostra in modo impietoso gli errori degli uomini e il peso di tutti i loro fallimenti. Interpretando un desiderio comune mirato al bisogno di dare un nuovo  e concreto impulso alla situazione attuale, che certamente non può ritenersi soddisfacente, l’associazione “Paese Parallelo” si ripresenta alla Comunità e nel  suo anniversario, fa ancora una volta avvertire l’esigenza di un  importante momento di  dibattito e confronto. Un incontro semplice, naturale, privo di qualunque pretestuosa pretesa, mirato al proseguimento di un costruttivo dialogo già avviato  da tempo e aperto a qualunque sollecitazione e “CREDIBILE” iniziativa. Punta al metodo “Paese Parallelo” e continua la sua strada, perché   la coerenza e la costanza  sono ottime compagne di viaggio e se mantenute con sincero impegno, producono nel tempo piccoli germogli che, coltivati   senza fretta  e soprattutto con cura, si trasformeranno in succosi frutti dalle forme e dai colori variegati. Una giornata serena quella del 25 Aprile,  caratterizzata dal piacere di incontrarsi e discutere perché solo dal  confronto scaturiscono reali forme di crescita. I cittadini con le loro idee e le loro  proposte costituiscono una risorsa, vera e propria energia vitale della comunità; fondamentale il loro impulso, importanti  le loro idee  e naturalmente legittimo, ove occorra,  il loro dissenso. Voci autentiche,  disponibili a costruire nuove strade meno polverose,  perché  sia pure nella difficoltà del momento, ogni uomo ha diritto a sognare, ritagliandosi piccoli brandelli di speranza necessari per conservare entusiasmo, passione e  soprattutto autentica fiducia da trasmettere alle future generazioni, così  fortemente pervase da nevrotiche sensazioni di  dubbio e  incertezza. Grande appare  la necessità di sapersi mettere in gioco, e irrinunciabile deve essere la sete di conoscenza e sapere, non si intravedono altre strade che possano rendere veramente liberi e svincolati da qualunque ossequiosa e ingiustificata forma di  sottomissione. Siano piccoli, equilibrati “OMINI”  o spericolati “ACROBATI”, tutti i cittadini sono parte integrante della Comunità e aderendo  liberamente alle iniziative, manifestano il bisogno di partecipazione, nel sincero convincimento, che l’impegno sociale,  l’iniziativa,  il lavoro, la fatica, lo studio,  l’arte … siano essenziali  per sconfiggere il sonno,  la pigrizia, l’indolenza, la furbizia e ogni devastante  forma di  indifferenza. Questi  lunghi e  difficili giorni  attraversati da una crisi insidiosa e logorante condizionano la nostra vita, ma sono anche una buona occasione per una severa  riflessione, perché a volte il disappunto  e la civile contestazione, supportati da FATTI e comunque, sempre nel rispetto dei ruoli, riescono   a sviscerare la forza delle idee, creando condizioni  di coinvolgimento e  fruttuosa partecipazione. pubblico paese parallelo Qualche tempo fa leggendo il libro di Oliver  Sacks: ”l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” sono rimasta fortemente impressionata dal capitolo dedicato al “DISCORSO  DEL PRESIDENTE”; si tratta di pagine dedicate in modo assai suggestivo al tema dell’”AFASIA”, la patologia neurologica che impedisce ai pazienti  di comprendere il significato delle parole. Penso spesso a quel brano e sono convinta che, lo scetticismo e l’amaro disincanto che piano piano stanno  corrodendo la nostra vita,  stiano rendendo gli uomini  simili ai pazienti “AFASICI“ e come loro, si stia   diventando  tutti straordinariamente bravi  nella comunicazione non verbale, perché  essa  appare più svelante e più incisiva delle stesse  parole. Decisamente un bel risultato, perché l’accresciuta sensibilità  rende meno disponibili alle comprensione delle  ingannabili chiacchiere e molto più perspicaci  nella lettura globale del comportamento. Si diventa   in tal modo,   abilmente esperti  a percepire consumata retorica,  si sorride  di ogni forma di istrionismo e  soprattutto si riesce a superare lo  sconcerto  provocato dalla menzogna. Splendido mi appare il paradosso: spesso i  soggetti sani, ammaliati dalle parole, rimangono  ingenuamente intrappolati nella  rete  della  bugia, ciò non accade invece agli  ammalati di afasia, che non comprendono le parole, ma con la loro sviluppata  sensibilità, riescono  ad afferrare benissimo  la verità  attraverso gli atteggiamenti  chiari  e inequivocabili  dell’interlocutore .Evitano , in  tal modo, di essere menati per il naso. Ottimo e sapiente  libro,   illuminante  e creativa medicina quella di Oliver Sacks. Non fanno mancare la loro presenza i consiglieri Gemmellaro, Trusso e Micale, in particolare, riguardo  quest’ultimo, doveroso mi sembra ricordare Il suo articolo inserito nell’edizione speciale 25 Aprile del giornalino Pnews Paper30, ormai da tutti conosciuto. Parla della difesa dei territori Alessio, affermando  come  il degrado di una Comunità,  possa pericolosamente diventare degrado dell’anima,  non ha voglia di vedere il suo paese ripiegato e irrigidito  e soprattutto con giovane e fiduciosa freschezza, ritiene che dopo il  “flashover”, ci sia ugualmente la possibilità di credibile ricostruzione. I suoi impegni lavorativi ancora più pressanti nei giorni festivi , non gli consentono di rimanere per l’intera serata, così con  delicato garbo mi lascia una copia del giornalino e mi chiede di leggere il  suo  pezzo. Con discrezione, vuol far sentire forte  il suo impegno e chiaro il suo dissenso. La serata inizia e  introduce l’evento il giornalista  Antonio Puglisi,   spigliato, sintetico ed efficace come sempre, delinea le attività intraprese  da  Paese Parallelo, precisando  come l’innegabile aspetto politico  dell’associazione,  stia piano piano   piano riuscendo   sempre più ad incidere su altri settori, riguardanti la vita della Comunità, suscitando,   in tal modo,    interesse ed una sempre maggiore curiosità fra i cittadini . Pippo Velardi,  ricorda nel suo intervento le interessanti attività dell’Associazione e si sofferma  sulla bella serata trascorsa  nella piazzetta Lauria poi,  con la sua consueta umiltà, chiede al pubblico che sia riconosciuto a “Paese Parallelo” il merito di essere stato attento e costante nell’azione politica, tutto ciò forse non ha cambiato le cose, ma ha certamente    generato  nella comunità  fremiti e sussulti , che hanno  contribuito a mantenere vivo  un interessante dibattito. Non mi sorprende Carlos Vinci, spirito inquieto, pronto ad innamorarsi di ogni nuova creativa  impresa, con la sua consueta schiettezza, dichiara di sentirsi stanco di  non trovare nei locali esponenti di governo interlocutori disponibili e lungimiranti. Nelle escursioni con i suoi  turisti sono abituata a vederlo con una tracolla  piena di … originali idee  stasera invece, libero da qualunque orpello,  svuota la sua fatidica sacca, mostrando tutta la sua amarezza per un  un paese che non riesce a mettere a fuoco i suoi  “NATURALI DONI”, vivendo così al di sotto delle sue reali possibilità in  una situazione immeritata e mortificante. Carlos afferma  come non sia più  possibile delegare  e come appaia  necessario riappropriarsi  realmente di parole come sviluppo, commercio, turismo, iniziativa, mare pulito … Incontrarsi per RICOSTRUIRE e  per avviare un cammino che, disdegnando ogni forma  di sterile immobilità e rassegnata rinuncia,  riesca a collocare questo “gioiello”,  entro una dimensione più adeguata alle sue reali aspettative. paes parallel Con spigliata dialettica, Angiolella Bottaro  fa riferimento alla recente riforma relativa alla doppia preferenza di genere e naturalmente riscuote la complice approvazione di tutte le donne presenti. Continua poi il suo discorso, sviluppando un concetto che considero fondamentale: la dialettica che contraddistingue il “Gruppo”. Parla dell’importanza dell’ETEROGENEITA’, come elemento fondante per qualsiasi sistema che possa considerarsi DEMOCRATICO, le idee si manifestano, si sostengono, si dibattono, si difendono,  si contrastano, si correggono, e a volte si cambiano  in uno spirito di libero e costruttivo confronto. Angiolella  riconosce a Salvatore Librizzi  la capacità di coordinamento  e  chiude lasciando intravedere un suo futuro e fruttuoso  impegno in prima linea. Mentre parla l’avv. Bottaro  tornano alla mia mente certe immagini relative alle “CORTI BIZANTINE”: i sudditi del sovrano della Roma d’Oriente erano considerati i suoi servi e come tali dovevano avere un rapporto di soggezione. Desidero trascurare l’approfondimento di questo concetto e fare piuttosto riferimento  allo splendore dei mosaici, poiché ogni piccola, minuscola, tessera di pasta vitrea è considerata assolutamente “INSOSTITUIBILE”. Tutte contribuiscono in egual modo alla bellezza e alla compiutezza dell’opera.   Quando parlo di Giuseppe Trusso non sono mai completamente obiettiva, Peppe l’ho visto crescere, oggi è un serio e affermato professionista, ma nei suoi occhi di adulto,  scavando nei miei ricordi, riesco sempre a rintracciare senza troppa fatica,  lo sguardo di bambino curioso  che osserva ogni cosa con interesse e intelligente stupore. Con il suo modo composto e misurato, affronta un argomento “spinoso” e ricorda al pubblico l’azione dei gruppi consiliari”Librizzi Sindaco” e “Democratici”, relativa alla questione Del “caro  bolletta del gas”. Affronta l’argomento con  delicata ironia puntando alle responsabilità dell’amministrazione comunale. Giuseppe fa riferimento ad una celebre frase di A.  Lincoln: ”Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo”  mostra quindi  tutta la sua grinta e la sua  determinazione  nella tenace volontà  di  raggiungere obiettivi  e traguardi comuni. Chiude il suo intervento chiedendo  al pubblico  responsabile partecipazione e condivisione  perché l’unione fa la forza e nessuno può permettersi il lusso di mortificare il territorio con una azione politica non adeguata. Con il suo intervento  il  giornalista G. Lazzaro, effettua una efficace panoramica su  alcune amare questioni;  non tralascia di ricordare la grave crisi commerciale, affronta e ritorna, come ha già fatto in alcuni dei suoi articoli, sul grave problema del porto, elogia  quindi il lavoro serio ed affidabile dei  gruppi di minoranza non trascurando di ricordare il costante  impegno di persone come Francesco Lenzo, Alessio Buscemi, Sebastiano  Giuffrida… La serata continua con l’accattivante simpatia di Francesco Lama, sfiora il suo nuovo  corto il regista e spiega che tratterà i temi del lavoro che … non c’è, ma lascia nei presenti un legittimo desiderio di curiosità, perché  il sottile piacere dell’arte  non venga sciupato dalle parole. Prima di congedarsi Francesco, mostra il bisogno di  precisare che la sua non è una  presenza politica, ma non può fare a meno di mostrare tutto il suo rammarico  per l’indifferenza e il mancato interesse dimostrati dall’attuale  amministrazione nei confronti del suo amato e interessante lavoro. Sarebbe stato a lui gradito infatti, in questi lunghi anni di  gratificante  attività ,ricevere un invito per poter parlare della sua personale esperienza Sebastiano Giuffrida è un amico  che apprezzo anche  per il  suo modo di saper sdrammatizzare i problemi, ma colgo nel suo   intervento un  particolare accoramento, ricorda le diverse iniziative di Paese Parallelo: la bella giornata  “Ci sono girate le ruote”, L’interessante iniziativa “M’Illumino di meno” realizzata con l’intelligente apporto dell’ing. Aldo Calimeri, che curerà fra poco un programma anche su  Radio Doc . Sebastiano ,ricorda anche l’evento  estivo  dedicato a Michael Jackson in compagnia di FranK Cascio, ma  si sofferma  soprattutto sulla splendida e costruttiva serata trascorsa nella  Piazzetta Lauria e non comprende come mai, vista la nuova e sorprendente sensibilità,  non fossero stati  presenti, rappresentanti dell’Amministrazione comunale,  quando uno spigliato Alessio Micale  intervistava l’intrepido  giornalista  Antonio Mazzeo,  paladino di   EFFETTIVE e COERENTI  BATTAGLIE contro il MUOS. Tutto del resto, è completamente verificabile attraverso i FATTI, le parole come si sa, lasciano il tempo che trovano . I discorsi di Sebastiano  sono accompagnate da immagini fornite come sempre, dall’instancabile Arch. Giuseppe Librizzi: Il degrado delle periferie non lascia margine per alcun dubbio, resta poco spazio solo  per qualche    sconfortante brusio e un leggero scricchiolio di sedie.

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A questo punto Antonio Puglisi, introduce ed intervista Natale Giunta, simbolo di coraggioso talento per la sua rivolta contro il racket. Con grande naturalezza  lo chef Palermitano, afferma che bisognerebbe parlare soprattutto di chi non denuncia,  poiché abbracciare la LEGALITA’ è l’unica strada  perseguibile  per costruire una Sicilia meno soffocata e soffocante. Con fare risoluto Giunta  afferma che mai lascerà la sua terra. Prima della sorprendente torta con i colori della bandiera italiana e l’immancabile candelina, chiude la serata Salvatore Librizzi con il suo intervento, poche parole e molti ringraziamenti;  Non possono mancare quelli per la famiglia Giuffrè  perché la RICONOSCENZA  non è OSSEQUIO,  ma semplicemente un modo naturale e  umile di dimostrare la propria gratitudine, mai asservita alla sottomissione. Salvatore  spiega il bisogno legato alla nascita  dell’Associazione e  individua nell’azione di serrato continuo  controllo uno degli aspetti principali e irrinunciabili  che si continueranno a perseguire. Mi piace quando precisa che ciascun componente del gruppo, ha una sua vita piena e completa, anche al di fuori della Municipalità;  tuttavia a volte, un impegno quotidiano  attento e responsabile,  ritagliato con fatica e sacrificio, può condurre ad una fusione di energie che ben compensate riescano ad alleggerire cappe di piombo , facendo intravedere ancora lembi di cielo azzurro. Certo come afferma Papa Francesco, andare controcorrente è sicuramente faticoso, ma altrettanto sacrosanto appare, ove occorra,  coltivare il desiderio di un cambiamento anche attraverso la possibilità di criticare e naturalmente di  essere criticati.  Nessuna acredine, nessuna perfidia, il convincimento piuttosto che le sconfitte servano ad alimentare nuove forme di ricerca utili per viaggi anche all’interno del proprio “IO”.

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Parla di un percorso Salvatore Librizzi,  caratterizzato dalla ricerca di nuove forme di partecipazione per individuare altre vie alternative  ed altri modi possibili, che naturalmente comportano anche una buone dose di rischi. Il suo pensiero e la sua genuina  attenzione per i giovani,  mi  costringono ad una riflessione un po’ amara . Ancora una volta torna alla mia memoria la sferzante poesia di Fabrizio de Andrè, penso alle strofe di una sua famosissima canzone: Bocca di Rosa ” … Si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio.  Così una vecchia mai stata moglie  senza mai figli senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutto il consiglio giusto …” A volte temo di essere io stessa quella intrigante e petulante  vecchia, altre volte invece … mi  addolora sapere  che gocce di saggezza vengano “affettuosamente” e “generosamente” dispensate, soprattutto nei confronti dei ragazzi, perché le loro  fresche idee  e il loro desiderio di mettersi in gioco,  potrebbero causare irrimediabili danni; quindi  con prudenza è  meglio proteggerli dagli … agenti atmosferici,  rinchiudendoli in un desolato  recinto di immobilità. Non tutti del resto, possono avere la legittima aspirazione di “VOLARE ALTO”, per cui non sempre  la tenacia e la determinazione sono considerate virtù; mi sconforta sapere che,   camminando su questa polverose e dissestate strade,  i sogni tranciati  siano considerati  visionarie  utopie. Mentre scrivo le mie riflessioni  in TV, Roberto Saviano sta leggendo “Il diritto al delirio” di Eduardo Galeano: ” … Che  direste  se delirassimo per un istante? Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e dalle umane passioni; … nessuno prenderà sul serio chiunque non  sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri … nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene … il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un affare, perché cibo e comunicazione sono DIRITTI UMANI … La Giustizia e la Libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena ; …” Paese parallelo prosegue  il suo cammino  e continua la sua ricerca, faticoso ma non impossibile appare l’effetto del “Buon Governo”, vedo scorrere le immagini dell’omonimo splendido  affresco di Ambrogio Lorenzetti conservato nel palazzo Pubblico di Siena: una vasta prospettiva descrive un largo orizzonte, una grande spazialità continua e indefinita descrive una  società  rappresentata nel particolare e nell’insieme, la continuità del   ritmo e la raggiunta  armonia danno senso alla vita. Un affettuoso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione  e un caloroso grazie a Natale Arasi per le sue belle foto.

Maria Grazia Librizzi

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