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Salute: l’importanza di bere. Mai farlo solo quando si ha sete

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Ecco la rubrica domenicale della salute. Oggi parliamo di un’azione molto semplice, quella di bere, che spesso compiamo senza pensarci, giustamente; ma ci siamo mai chiesti quanto sia importante idratarsi bene?

Vi sentite un po’ irritabili, avete difficoltà di concentrazione? Probabilmente non avete bevuto abbastanza: basta una minima disidratazione, pari alla perdita di circa l’1.5 per cento dell’acqua corporea, per patire effetti negativi sull’umore, l’energia fisica, le capacità cerebrali. Lo dimostrano due ricerche condotte all’Human Performance Laboratory dell’università del Connecticut, che indicano anche alcune differenze nella “tolleranza alla sete” fra uomini e donne.

Il primo studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha coinvolto 25 donne intorno ai vent’anni, sane e attive (in media facevano esercizio fisico da 30 a 60 minuti al giorno). I test sono stati eseguiti ogni 28 giorni: la sera prima le volontarie bevevano in modo da essere ben idratate, poi al mattino correvano su un tapis-roulant per indurre una blanda disidratazione; quindi erano sottoposte a test cognitivi per valutare parametri come l’attenzione, la concentrazione, il tempo di reazione, la memoria, la capacità di ragionamento e apprendimento.

Gli stessi test sono stati ripetuti in condizioni di idratazione ottimale. Il secondo studio è stato condotto allo stesso modo (i risultati sono apparsi sul British Journal of Nutrition ma su 26 volontari maschi, anch’essi ventenni.

«Nelle donne una blanda disidratazione provoca mal di testa, affaticamento, difficoltà di concentrazione: non si verifica una sostanziale riduzione delle capacità cognitive, ma tutte hanno percepito come più complicato il test a cui sono state sottoposte – spiega l’autore delle ricerche, il fisiologo Lawrence Armstrong –. Negli uomini l’effetto negativo della disidratazione si nota soprattutto sulla memoria e lo stato di vigilanza, oltre che su affaticamento e umore. Sono tuttavia le donne a patire sintomi più evidenti, soprattutto sul tono dell’umore».

Questi effetti si sono registrati anche quando la disidratazione veniva indotta ma non si sottoponevano i volontari a uno sforzo fisico. «Significa che rimanere idratati è importante sempre, non solo quando fa caldo o facciamo esercizio fisico e sudiamo: è fondamentale sia che passiamo la giornata alla scrivania, sia che ci impegniamo in una maratona – dice Armstrong –. Purtroppo la sensazione di sete si ha quando si è perso circa l’1-2 per cento del volume di acqua corporea: in alcuni casi quindi le conseguenze negative sulle performance mentali e fisiche si sono già instaurate».

In entrambi i sessi, secondo i ricercatori, il calo del tono dell’umore e l’affaticamento conseguenti a una scarsa quantità di liquidi corporei possono scoraggiare dall’impegnarsi in una leggera attività fisica o avere pesanti ricadute sulle performance in ufficio.

In media l’acqua corporea è pari a circa il 60 per cento del nostro peso: un uomo di 70 chili, quindi, “contiene” oltre 40 litri d’acqua e basta perdere un po’ più di mezzo litro di liquidi per ritrovarsi con l’organismo “assetato”.

Come si può essere certi di essere sempre idratati a sufficienza? «Basta vedere il colore delle urine: devono essere molto chiare – spiega il fisiologo Armstrong –. In media si dovrebbero introdurre due litri di liquidi al giorno: ciò è essenziale soprattutto nei soggetti a maggior rischio di disidratazione come bambini, anziani e diabetici».

 

Fonte: corrieredellasera.it

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